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Le bugie sulla cucina italiana smontate punto per punto

Le bugie sulla cucina italiana smontate punto per punto
Ansa
  • Ha suscitato incredulità l’intervista del «Financial Times» ad Alberto Grandi sulla cucina italiana. Abbiamo ritenuto interessante operare il debunking delle tesi del debunker.
  • La carbonara è probabile che sia una versione romana di uno dei mille connubi di cacio e uova, o uova e maiale, o addirittura cacio uova e formaggio che sono attestati intorno a Roma, come gli strascinati di Cascia.
  • Francesco De Sanctis, nelle sue memorie, scrive, riferendosi all’anno in cui aveva sedici anni ossia il 1833: «La sera s’andava talora a mangiare la pizza in certe stanze al largo della Carità».
  • La dieta mediterranea è uno stile alimentare che non riguarda solo l’Italia, ma l’area mediterranea, che non ha niente a che vedere con le eccellenze italiane come invece afferma Grandi
  • Il panettone era una pagnotta dolce e aveva forma a cupola perché ogni pagnotta, anche di pane, ce l’ha.
  • «Posso smentire il fatto che ci sia qualche somiglianza tra il Parmigiano Reggiano dei nonni, che consumo con piacere dagli anni Settanta, e il parmesan americano».

Lo speciale contiene sei articoli

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Toni apocalittici e nemici al rogo. L’unica carta del No è la rabbia
Ansa
Tornano gli insulti e i manichini decapitati, al grido: «In pericolo le donne e i gay».

Questa particolare campagna elettorale ci consente di analizzare alcuni aspetti decisivi sia dell’attuale scenario politico sia, soprattutto, delle modalità attraverso le quali viene strutturata la propaganda elettorale. Il presupposto fondamentale della consultazione referendaria, che avrà luogo domenica e lunedì, è l’assenza di quorum. Tale particolarità, in un assetto ormai consolidato di affluenza bassa e di utilizzo dell’astensionismo come strumento per far fallire le consultazioni referendarie, unita all’importanza decisiva del quesito, ha caricato questo referendum di temi politici e ideologici ma anche culturali e relativi all’immaginario collettivo.

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Folgorato a una cena con Lotito, voterò Sì
Fabio Lattanzi (Getty Images)
Da avvocato e figlio del presidente emerito della Consulta favorevole al No, sono stato convinto dal presidente della Lazio sull’utilità della riforma. Il sistema non va, la carriera dei giudici non può dipendere dai pm e al Paese serve una speranza.

Sono un avvocato e ho ricevuto un incarico professionale da parte del Comitato nazionale per il Sì: accertare alla Camera penale, etichettato come «comunista» da mia figlia Isotta, io, pecora nera di una famiglia di «santoni» del processo penale (Lattanzi è figlio di Giorgio, presidente emerito della Corte Costituzionale, ndr), in cui anche il cane è per il No, sono indeciso.

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La Schlein fa cilecca sulla riforma. E fraintende pure l’appello di Nordio
Elly Schlein (Ansa)
Il segretario del Pd parla di scopi «estranei» ignorando la storia della Costituzione.

Pochi giorni fa, a Torino, durante una manifestazione di «mobilitazione del Pd per il No», Elly Schlein ha esposto le proprie ragioni contro la riforma della giustizia: «Il primo motivo valido è che la riforma costituzionale non rende più veloci i processi, non assume il personale che manca nei tribunali, non stabilizza 12.000 precari, non affronta i temi del sovraffollamento carcerario».

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Stretto di Hormuz bloccato, gli alleati si sfilano sulle scorte. Magistrati contro il governo. Poi Cuba, Oscar e il centenario di Jerry Lewis.

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