La svolta sostenibile di Tim inizia con «Tim Green»

«Una nuova linea di soluzioni e servizi a basso impatto ambientale». Tim Green è l'ultima iniziativa dell'azienda di telecomunicazioni italiani. A partire dall'estate il gruppo metterà a disposizione dei propri clienti nuovi prodotti eco-sostenibili che permettano di ridurre significativamente le emissioni nell'atmosfera.

Si partirà dalla vendita di smartphone ricondizionati e della nuova «Sim green» che, oltre ad avere una dimensione dimezzata, sarà realizzata con il 60% di plastica riciclata e un packaging interamente biodegradabile. Grazie all'utilizzo di «Sim green» il consumo di materiale plastico annuo sarà ridotto di circa 13 tonnellate. Per finire, anche modem e telefoni cordless saranno offerti in un'ottica di sostenibilità, adottando criteri di eco-design anche attraverso l'utilizzo di materiali riciclati e riciclabili.

Tim Green comprenderà inoltre misure che vadano incontro alla «circular economy», prevedendo il riciclo degli smartphone usati. Oggi, Tim permette ai clienti di consegnare il proprio device usato e ottenere soluzioni per l'acquisto di un nuovo prodotto, attraverso il programma «Tim Supervaluta». Inoltre, attraverso Tim Next si avvierà un processo virtuoso per la reintroduzione sul mercato di prodotti usati: il cliente può infatti acquistare uno smartphone a rate e, dopo un anno, scegliere se tenerlo, sostituirlo o restituirlo.

Tutto questo si inserisce in un più ampio progetto aziendale di abbattimento dell'emissione di CO2, con l'obiettivo di raggiungere la carbon neutrality entro il 2030.

Castristi con un mezzo da sbarco catturato alla Baia dei Porci (Getty Images)

Nel linguaggio militare americano, il tentato sbarco del manipolo di esuli cubani di sessant'anni fa sarebbe stato definito come "S.N.A.F.U." (o situation normal all fouled up), vale a dire un'operazione militare fallita per una serie di errori grossolani e ampiamente evitabili. Era il 19 aprile 1961 quando gli ultimi membri della Brigada Asalto 2506 alzarono le mani e si arresero ai castristi. La sconfitta causò un terremoto nella nuova amministrazione Kennedy e una conseguente rivoluzione nei vertici dei Servizi Segreti statunitensi.

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