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I giornali del Pd colpiscono ancora

  • «La ri-Stampa» per il secondo giorno di fila spaccia come proprio uno scoop della «Verità». Lo scopo è sempre quello: attaccare Matteo Salvini giocando sulle date. «Repubblica» invece parla di telefonate tra Silvio Berlusconi e l’ambasciatore russo e si becca una smentita da levare la pelle.
  • Il quotidiano si accorge dei clandestini per dar la colpa a Vladimir Putin. Intanto i dem stravolgono in Aula la linea di Minniti sulla Libia.

Lo speciale contiene due articoli

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Il poliziotto killer merita la galera. Perché i martellatori di Torino no?
Ansa
  • Pisani avvia la destituzione dell’agente che ha ucciso il pusher a Rogoredo e avverte: «Un fatto gravissimo». Ma la magistratura continua a usare i guanti di velluto con chi manganella gli uomini delle forze dell’ordine.
  • Cinturrino rimane a San Vittore. Pur non convalidando il fermo, ieri il gip ha disposto la custodia preventiva in carcere. Ci sono «gravi indizi e concrete esigenze cautelari». Con lui rischiano anche i colleghi.

Lo speciale contiene due articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 26 febbraio

Ecco Edicola Verità, la rassegna stampa podcast del 26 febbraio con Carlo Cambi

Dopo Glovo nel mirino Deliveroo, ma anche Esselunga e McDonald’s
Ansa
Elly Schlein chiede il salario minimo e una legge, benché il Pd al governo non abbia fatto nulla.

ll lavoro inizia e finisce dentro un’applicazione. Ci si collega, si aspetta una consegna, si pedala. Sulla carta è tutto volontario, ma i rider raccontano che chi rifiuta ordini o si disconnette viene progressivamente escluso: meno consegne e nessuna spiegazione. I costi restano tutti a carico del lavoratore: la batteria di un’e-bike può superare i 1.000 euro. Non c’è un referente umano, solo una chat. Un lavoro regolato da un algoritmo che misura e decide in modo continuo.

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L’inquieto Gratteri vuole il ruolo di anti Nordio
Nicola Gratteri (Ansa)
Il ministro della Giustizia: «Grazie ai concorsi, da fine 2026 saranno in servizio quasi 11.000 toghe».

Forse è arrivato il momento di dire, adesso anche basta. Tutti i referendum portano con sé un carico di scontro politico. Il referendum del 2016 sulla cosiddetta riforma costituzionale Renzi-Boschi ha fatto scuola. Ma questo referendum sulla giustizia sta assumendo, giorno dopo giorno, i connotati di una rissa, ben lontana dalle questioni sul merito.

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