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La nostra intelligence in Libia si difende da miliziani e 007 francesi

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La nostra intelligence in Libia si difende da miliziani e 007 francesi
Ansa

Con la fine del regno di Muammar Gheddafi, la Dgse - Direction générale de la sécurité extérieure - diretta da Bernard Emie, ex ambasciatore transalpino in Algeria, prende sede a Bengasi, avamposto del generale Khalifa Haftar. Ancora oggi l'obiettivo è sconfiggere l'Isis, ma sempre più spesso sostiene le truppe della Cirenaica che continuano ad avanzare verso Tripoli.

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«Questa guerra non ci conviene. Adesso riapriamo alla Russia»
Gianandrea Gaiani (Imagoeconomica)
L’analista Gianandrea Gaiani: «È un conflitto per l’energia: Trump pensa ai suoi interessi, facciamolo pure noi. Basta con la sudditanza agli Usa. E con il Golfo in fiamme ci serve l’energia russa».
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«Stati Uniti e Israele sull’Iran perseguono obiettivi diversi»
Ettore Sequi (Imagoeconomica)
L’ambasciatore Ettore Sequi: «Netanyahu vuol far cadere il regime. I Paesi arabi temono sia una Teheran più aggressiva, sia l’ implosione».
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«Non durerà senza il consenso americano»
Donald Trump (Ansa)
Trump ricorda agli ayatollah che gli Stati Uniti «stanno vincendo» e che il loro futuro capo deve avere l’ok della Casa Bianca: «Altrimenti tra cinque anni rifaremo lo stesso...». Oggi Macron a Cipro. Starmer apre al tycoon sull’uso delle basi britanniche.

A dettare l’agenda della guerra è Donald Trump con i leader europei che paiono comparse sbiadite e che cercano in qualche modo di apparire (Emmanuel Macron è maestro in questo) mentre Israele, a cui è demandato il lavoro sporco, s’incarica d’inverare le posizioni del presidente americano che vuole chiudere in fretta la pratica Iran.

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