Il gioco delle tre carte (verdi)

Il gioco delle tre carte (verdi)
Ansa

L'emergenza è finita, andate in pace. Anzi no, andate a farvi il green pass. A leggere i giornali e ascoltare le trasmissioni tv in questi giorni, c'è da perdere la testa. O forse ad averla persa sono i tanti che dall'alto del loro ruolo (e a volte della loro spocchia) impartiscono lezioni quotidiane, l'una regolarmente in contrasto con l'altra.

Nardella, Gori, Decaro: all’Europarlamento infornata di ex sindaci dem. Entrano anche Zan, Cecilia Strada e l’ex presidente Inps Tridico, che fa il pieno di voti al Sud. Bocciati il duo Santoro-Vauro, la sardina Cristallo, Cecchi Paone. Tarquinio tra i sospesi.
L’Avvocato ha perso la causa. Conte umiliato da Casaleggio: «Dovrebbe dimettersi»
Giuseppe Conte (Ansa)
Il figlio del guru dei pentastellati liquida Giuseppi: «Risultato disastroso». Anche Grillo lo aspetta al varco. Alla leadership ambiscono le ex «sindache» Raggi e Appendino.
Schlein si fa superare dai big del Pd ma ipoteca la guida dell’opposizione
Elly Schlein (Ansa)
Stefano Bonaccini (rivale alle primarie) e il sindaco uscente di Bari, Antonio Decaro, surclassano in preferenze il segretario. Che avvisa gli alleati: «Il tempo dei veti è finito». Per il rinnovamento del partito, invece, bisognerà attendere.
Contro la guerra non avevamo volti credibili
Giuseppe Conte, Marco Tarquinio e Michele Santoro (Ansa)
Il bellicismo macroniano è stato punito dagli elettori, ma i pacifisti in Italia non sono pervenuti. Non lo erano Giuseppe Conte (votò sì alle armi), né Marco Tarquinio (candidatosi nel partito sbagliato) né Michele Santoro. Giorgia Meloni premiata per essersi smarcata sull’invio di truppe.
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