Esplorare la penisola attraverso parchi, ville e castelli: un modo alternativo per entrare nelle maglie di una storia inserita in paesaggi che il resto del mondo ci invidia. Dalla Villa del Balbianello sulle sponde del lago di Como al Labirinto della Masone costruito nei pressi di Fontanellato, in provincia di Parma, vi offriamo una guida per andare alla scoperta di meraviglie botaniche.
Lo speciale contiene un articolo e sei approfondimenti.
L’idea è venuta ad Apgi – Associazione parchi e giardini d’Italia -, nata nel 2011 come punto di riferimento nazionale di enti e soggetti, pubblici e privati, che si occupano di parchi e giardini. Un settore rilevante del nostro patrimonio culturale, le cui peculiarità mettono facilmente in ombra tutto quel British-American cui corriamo affannosamente dietro da anni. Lo scorso ottobre Apgi ha lanciato un piano strategico di valorizzazione dei giardini italiani, con il sostegno del Mibact e la collaborazione con Ales S.p.A., società in house del Ministero. Durante la conferenza stampa è stato presentato il portale Garden Route Italia, che raccoglie una nutrita selezione di beni paesaggistico-architettonici, di cui godere insieme ai territori nei quali si trovano.
Ecco quindi aprirsi un’ulteriore possibilità per i viaggiatori provenienti da ogni dove: il garden tourism è un filone che permette di mettere a sistema itinerari regionali e interregionali incentrati sul verde, ma personalizzabili a seconda delle preferenze. Un fenomeno già conosciuto all’estero, ma che suona ancora nuovo in Italia, nonostante il nostro Paese sia stato definito il «Giardino verde d’Europa», non solo per la presenza di fiori e piante di ogni genere, ma anche in quanto metafora di luogo fertile, in cui affonda gran parte delle radici del continente.
Castelli e antiche dimore sono inseriti come gioielli in spazi verdi che, a loro volta, esaltano scenari naturali tra i più belli al mondo: ecco a cosa si va incontro se si sceglie di diventare dei «garden tourists» anche solo per un giorno. Non insisteremo mai abbastanza sulla necessità di riportare in vita i primati italiani, non per mero conservatorismo, ma per necessità antropologica: il passato è la nostra base e se, come pensiamo, la bellezza è una delle possibili strade per la salvezza, allora dobbiamo volgere indietro lo sguardo per costruire qualcosa che potrà ancora essere, anche se in maniera rinnovata.
Uscire dal ruolo dei turisti bulimici e indossare i panni degli esploratori: la sfida è quella di trasformarci in dei novelli Goethe che guardano l’Italia come protagonisti di un Grand Tour immaginario, ambientato negli anni Venti del XXI secolo. Seguire le sue orme dello scrittore tedesco significa anche ripercorrere il viaggio di un amante dei monumenti e dei paesaggi italiani.
I nuovi turismi vanno considerati per quello che sono: non semplici velleità terminologiche (garden tourism, appunto) ma strategie per far penetrare il turismo in luoghi che spesso trascura, concentrato com’è nelle località più famose.
I giardini selezionati da Apgi sono circa 200, suddivisi per area tematica. Ci sono i giardini di lago, caratterizzati da un microclima che favorisce la vita di piante come azalee, rododendri e camelie. Ci sono i giardini-labirinto, che ricordano le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (o del Minotauro), metafore di smarrimento, affannosa ricerca e ritrovamento.
Alcuni parchi sono preziosi perché vi risuona la musica delle acque, tra giochi prodotti da cascate, fontane e placidi corsi. Altri per l’altura, in quanto custodi alpini di specie botaniche rare.
La Campania spicca per i giardini scenografici, sospesi tra cielo e mare, paradisi in cui le piante sembrano volersi tuffare nel Mediterraneo.
Esistono poi i giardini collegati in maniera preminente alla mano femminile, luoghi in cui vengono messe a punto pratiche e gusti provenienti dal volere delle donne. Altri ancora sono opere d’arte di inizio ‘900. Si pensi alla Villa Reale di Marlia (Lucca) o a Villa Brandolini D’Adda – Vistorta (Pordenone), il primo caratterizzato dallo stile Decò e il secondo d’ispirazione romantica.
Giardini paesaggistici e collezioni botaniche si trovano anche in Piemonte, mentre a Roma e dintorni si possono visitare ville e parchi che hanno quasi sempre a che fare con papi e cardinali.
Ma l’Italia può anche fregiarsi dei suoi giardini di mare tra Ponente e Levante: protagonista è la Liguria, con la sua rigogliosa vegetazione quasi esotica, ricca di palme e fiori che è possibile ammirare in luoghi come l’Abbazia di Cervara (Santa Margherita Ligure) e i Giardini Botanici Hanbury (La Mortola – Ventimiglia).
Per celebrare l’immenso patrimonio di cui disponiamo, sono state indette due giornate: il 5 e il 6 giugno «Appuntamento in giardino» coinvolgerà diverse realtà in accordo con l’iniziativa Rendez-vous aux jardins, che si svolgerà in contemporanea in numerosi Paesi europei. L’elenco verrà pubblicato a breve sul sito di Apgi.
Per il momento vi proponiamo sei giardini: abbiamo circoscritto la nostra scelta al Nord Italia e, in particolare, a tre itinerari: «il paesaggio dei laghi», «i labirinti» e «i giardini botanici alpini». Per ciascuna di queste tre aree, abbiamo selezionato due parchi, ciascuno inserito in un territorio da scoprire sotto molti altri aspetti.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >