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L’incontro con l’ex pm Palamara? Non all’inizio di novembre

L’incontro con l’ex pm Palamara? Non all’inizio di novembre
Luca Palamara (Ansa)

Quale difensore del signor Raffaele Guadagno, in un procedimento penale che - per quanto ne so - non riguarda l’intera storia delle fughe di notizie giudiziarie a Perugia, dalle guerre puniche ai giorni nostri, ma solo un presunto accesso abusivo a un file contenente una richiesta di archiviazione, ritengo doverosa, a tutela della reputazione del mio assistito, una precisazione che vi prego di ospitare sul quotidiano La Verità, con evidenza pari a quella fin qui riservata alla sua figura di presunta «talpa».

Secondo l’articolo del 16 luglio a firma di Giacomo Amadori, il 3 novembre 2021 Raffaele Guadagno avrebbe incontrato un ignoto «emissario» del dottor Luca Palamara e gli avrebbe offerto tre notizie che l’Autore assimila ai doni dei re Magi. Una delle tre notizie - quella della presunta trascrizione di un colloquio intercettato nell’ambito dell’indagine a carico del dottor Palamara - sarebbe grave e, ritengo, diffamatoria non solo per il signor Guadagno ma anche per gli inquirenti: sembra di capire non solo che il signor Guadagno si sarebbe illegittimamente appropriato di questa fantomatica trascrizione, o ne avesse millantato il possesso a chissà quale ignobile fine, ma che si sarebbe trattato di una trascrizione in qualche modo abusiva o rimasta segreta oltre il dovuto.

Ebbene, il 3 novembre 2021 il sig. Raffaele Guadagno si trovava a Rovereto, dopo il tampone Covid fatto il giorno precedente (il 2 novembre 2021) per poi ricoverarsi ad Arco di Trento, per una lunghissima degenza. Precisamente, il giorno 3 novembre 2021 si trovava, in isolamento per preservarsi negativo, nella casa di sua moglie a Rovereto […] spero che nessuno osi ipotizzare che, in un simile frangente […] avesse voglia di elargire doni al dottor Palamara.

Interessi tra loro lontani, ma occasionalmente convergenti, possono trovare nell’impiegato di segreteria della Procura un provvidenziale capro espiatorio. Vi prego di non farvene involontario strumento.

Il signor Guadagno sta male da anni e ora sta ancora peggio, non solo perché è indagato dalla Procura di Perugia, ma anche e soprattutto perché vede esposta alla gogna mediatica, nell’ottica del pregiudizio o del giudizio sommario, l’intera sua vita professionale e perfino la vita dei suoi familiari. […] I quali temono seriamente per la sua salute e faranno il possibile per tutelarlo. In questo momento, difendere la sua reputazione e la sua tranquillità familiare significa difendere la sua vita e la sua incolumità

Avv. Chiara Lazzari

L’avvocato Lazzari si appiglia al calendario, ma non ci dice, nonostante le ripetute richieste, se l’incontro nel suo studio di Perugia tra il dottor Guadagno e l’«emissario» di Palamara, l’avvocato Benedetto Buratti, ci sia stato o meno (dopo un primo rinvio). La notizia è questa, la data è secondaria.

G. Ama.

Dialogo tra Iran e Usa, ma i pasdaran ora minacciano di chiudere Hormuz
Ansa
Il ministro Araghchi: «Colloqui costruttivi in Svizzera. Non vogliamo armi atomiche». Khamenei però alza il tiro: «Se ci tolgono l’energia nucleare, affondiamo le loro portaerei». Milizie pronte a bloccare lo Stretto.

Nonostante la diplomazia proceda, resta alta la tensione tra Washington e Teheran. Ieri, a Ginevra, si è tenuto il nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, mediati dall’Oman. Al termine degli incontri, il ministro degli Esteri della Repubblica islamica, Abbas Araghchi, ha parlato di alcuni cauti progressi. Ha, in particolare, definito i colloqui «costruttivi», sottolineando che le parti avrebbero raggiunto una prima intesa su dei «principi guida», pur senza ancora fissare una data per la prossima tornata di trattative. Araghchi ha anche affermato che Teheran non avrebbe intenzione «né di produrre né di acquisire armi nucleari»: una posizione, questa, confermata anche dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Al contempo, Araghchi ha criticato gli Stati Uniti per essersi ritirati dall’accordo sul nucleare del 2015, biasimando inoltre Washington per la minaccia di ricorrere all’uso della forza.

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Simone Lenzi: «Le parole di Gratteri? Certificano onnipotenza e ostilità per le critiche»
Simone Lenzi (Getty images)
Il cantante ex assessore a Livorno: «È solo strategia per parlare alla pancia dei votanti. Come fa un riformista a restare nel Pd?».

Scrittore, cantautore, autore televisivo ed ex assessore alla Cultura del Comune di Livorno fatto dimettere a causa di un post su X sgradito ai dirigenti Pd, Simone Lenzi è stato tra i primi a segnalare la gravità delle parole di Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli, con un post rivolto al presidente della Repubblica e del Consiglio superiore della magistratura, Sergio Mattarella. Qualche giorno dopo è sparito dal social di Elon Musk.

Cos’è successo, Lenzi?

«È successo che ho molto da lavorare e i social sono una perdita di tempo».

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«Chi sbaglia paga? Loro non lo fanno mai»
Ansa
Sul referendum aumenta lo scontro sui finanziamenti ai comitati. Per Maurizio Gasparri e Enrico Costa (Forza Italia), i contrari «prima invocano autonomia per le toghe, poi sono opachi sui fondi ricevuti». Carlo Nordio: «Se richiesta, pronti a divulgare la lista dei nostri sostenitori».

Chi finanzia chi? In questi giorni la campagna elettorale per il referendum si arroventa su un altro argomento: i finanziatori dei comitati del Sì e del No. Alla richiesta di conoscere i finanziatori del comitato contrario alla riforma, i vertici di quest’ultimo rilanciano la palla nella metà campo avversaria: «Il comitato Giusto dire No», dice il presidente onorario Enrico Grosso, «ha uno statuto pubblico, chiunque andando sul sito www.giustodireno.it può scaricare lo statuto, può fare una sottoscrizione, se non ha ruoli politici, da 10 a 100 euro, è tutto perfettamente trasparente. Siamo sicuri che anche i comitati per il Sì manifesteranno la stessa sensibilità alla trasparenza che manifestiamo noi ogni giorno».

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 18 febbraio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 18 febbraio con Flaminia Camilletti

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