Il segreto di lunga vita. Mangiare come in Cilento
  • Storia di Ancel Keys, il fisiologo che inventò la dieta mediterranea. Lasciò gli Usa per venire a vivere in Campania dopo avere scoperto che quello stile di vita garantiva salute e longevità.
  • Il gastronomo napoletano Luciano Pignataro: «Nei cinque pilastri per stare bene ci sono le esperienze spirituali e dare il giusto peso alle cose».

Lo speciale contiene due articoli.

Siamo abituati ad affidare le nostre speranze di miglioramento esistenziale al futuro e all’estero, ma a volte converrebbe guardare anche al passato e al nostro Stivale. Profondissimo conoscitore della Campania in ogni suo angolo, Luciano Pignataro ha osservato un fenomeno molto diffuso in Cilento e ha cercato di capirne e di carpirne i segreti: la longevità. Il metodo Cilento. I cinque segreti dei centenari (Mondadori, 18 euro) e scritto con l’endocrinologo e professore emerito di patologia generale della scuola di medicina e chirurgia dell’Università Federico II di Napoli Giancarlo Vecchio, spiega che cos’è il «metodo Cilento» per vivere a lungo e bene proprio come i cilentani più longevi. Il libro illustra questa dieta nel senso degli antichi Greci, ossia un paradigma di vita e non solo di alimentazione e svela quanto il Cilento sia una misconosciuta ai più anima italiana e mediterranea.

Nel 1951 Ancel Keys, ordinario di fisiologia umana a Minneapolis, a un congresso Fao a Roma conobbe il fisiologo Gino Bergami che lo invitò a visitare Napoli, ospedali compresi. Lì Keys osservò che i pazienti di malattie cardiovascolari erano rarissimi, diversamente dagli Usa dove eccedevano, preoccupavano e caratterizzavano anche gli italiani emigrati laggiù. Tornato in America, Keys parlò di questa immunità napoletana con Paul White, il padre della cardiologia moderna. Essi conclusero che la ragione doveva stare nel modo di vivere partenopeo. Keys tornò a Napoli con la moglie Margaret, esaminò il sangue di vigili annonari e operai Italsider e notò un tasso di colesterolo estremamente più basso di quello degli uomini americani.

Domandando lumi sull’alimentazione, i Keys scoprirono che i testati mangiavano «tantissimi broccoli e pomodori, un chilo e mezzo di pane e un litro di vino al giorno, legumi a giorni alterni, conditi soprattutto con olio di oliva, talvolta con un pezzetto di pancetta o di salsiccia, molta frutta, verdura e pasta, un po’ di formaggio e di pesce, quest’ultimo solo azzurro. La gavetta per i pranzi sul luogo di lavoro consisteva per la maggior parte di loro in mezzo palatone (un tipico pane campano) con frittata o scarola lessata. La carne veniva consumata esclusivamente la domenica sera, ed era ciò che avanzava di quella utilizzata per fare il ragù a pranzo». Chiaramente colpiti, i Keys misero in piedi il famosissimo Seven countries study sull’epidemiologia della malattia coronarica e i benefici della dieta mediterranea sulla salute umana che esaminò 12.763 individui di Stati Uniti, Finlandia, Olanda, Italia, Croazia, Serbia, Grecia e Giappone. Keys, spiega Vecchio, riuscì a dimostrare che la bassa mortalità per malattie cardiovascolari in Italia, Grecia e Dalmazia e l’alta mortalità per la stessa causa in Finlandia fosse dovuta all’alimentazione finlandese troppo ricca di grassi saturi, che alzava il tasso di colesterolo nel sangue.

Invece nell’area mediterranea un’alimentazione povera di grassi animali e basata soprattutto su alimenti vegetali e l’uso quasi esclusivo dell’olio di oliva come condimento non aumentava il colesterolo totale e Ldl e quindi non creava patologie cardiovascolari mortali. Negli anni, i coniugi Keys si trasferirono in Cilento, che avevano conosciuto nel 1963 in una gita da Napoli, acquistando una casa a Pioppi, casa che oggi è sede dell’Associazione per la dieta mediterranea Ancel Keys Pioppi. Nel Cilento, spiega Pignataro, i Keys videro una piena corrispondenza tra il regime alimentare locale e la dieta mediterranea che intanto avevano incoronato come la più virtuosa al mondo e diffondevano anche fuori dall’area precisamente scientifica, per esempio scrivendo il libro How to eat well and stay well: the Mediterranean way, pubblicato nel 1975.

Ancel Keys, che del Cilento fece la sua casa, visse fino a quasi 101 anni, sua moglie Margaret fino a 97, il collega Martti Karvonen, che vi si trasferì da pensionato, visse fino a 91 anni e il professor Jeremiah Stamler che ci trascorreva vari mesi ogni anno è arrivato a 100 anni nel 2019.


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