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Il ritorno del rossetto rosso

Il ritorno del rossetto rosso
(iStock)
  • Per un'estate a prova di bacio, le labbra si colorano di tinte vibranti che donano luminosità al viso. E un po' di buon umore.
  • Smack Lab è l'ultima idea di Clementoni, pensata per far scoprire ai bambini che la scienza ha mille colori e profumi.

Lo speciale contiene due articoli e gallery fotografiche.


Protagonista assoluto di questa calda estate, il rossetto - con le sue nuance brillanti che passano dal rosso al rosa acceso - illumina l’incarnato e dona quel fascino discreto tanto ricercato in passerella e fuori.

Indubbiamente il prodotto di bellezza più iconico al mondo - tanto da rappresentare uno degli indici di benessere economico - nemmeno il secondo conflitto mondiale riuscì a fermarne la produzione. Si racconta infatti che Winston Churchill ordinò di razionare tutti i cosmetici tranne il rossetto, di cui incentivò persino la produzione. Il motivo era semplice. Secondo il primo ministro, quel tocco di colore avrebbe aiutato a tenere alto il morale delle donne che lo sfoggiavano e degli uomini che le ammiravano.

Gucci Beauty celebra così l’energia dell’estate con le nuove tonalità dei suoi Rouge à Lèvres. Colori vibranti con un finish satinato (Satin), traslucido (Voile) oppure opaco (Mat) che spaziano da sfumature corallo - 208 They Met in Argentina - a profondi incroci tra il rosa e il rosso - 505 Janet Rust - fino all’arancio ruggine bruciato - 308 Lucy Dark Orage - per un look senza tempo, adatto a ogni occasione. E soprattutto facile da ottenere, con una sola passata.

È invece firmato L’Oréal Paris, il nuovo Infaillible Matte Resistance, un rossetto liquido dal colore intenso e dal finish opaco che prometta una tenuta di ben 16 ore. No transfer e a prova di bacio, la nuova linea di rossetti si compone di 17 nuance, adatte a valorizzare la bellezza di tutti gli incarnati. Una linea fatta per giocare e divertirsi in queste calde giornate d’estate, come evidenziano gli stessi nomi: 230 Shopping Spree, 105 Breakfast in Bed, 245 French Kiss.

Promette la definizione di un rossetto classico e una copertura a lunga durata, Creamy Lips di Ellis Faas. Colore pure e finish levigato in un comodo packaging che permette di modulare il colore secondo i propri desideri; da tinta leggera a super coprente, per un look da vera Barbie.

Sempre per un look leggero e dal finish scintillante, Dear Dahlia presenta il suo Lip Paradise Color Balm, un balsamo labbra colorato a lunga tenuta con un effetto volumizzante istantaneo. Contraddistinta dalla presenza dell’estratto brevettato di Dahlia Variabilis, la formulazione altamente idratante scivola piacevolmente sulle labbra nutrendole e proteggendole. È disponibile in otto tonalità, dal rosa corallo al ciliegia scuro.

Con il suo finish glow e l’inconfondibile profumo di vaniglia, il Lip Gloss di Anastasia Beverly Hills si indossa invece sulle labbra nude per far emergere il tuo colore naturale o sovrapposto alla matita e al rossetto per creare tridimensionalità, per ogni tipo di incarnato. Disponibile in 12 nuove tinte che vanno dal caramello (Caramel) a un xxx (Honey Kiss).

A regalare il colore più intenso per questa estate è invece l’O FACE Lipstick di e.l.f. cosmetics. Un inno alla femminilità grazie al suo colore intenso e cremoso e alla sua finitura satinata a lunga tenuta.

Promette «colore allo stato puro» anche il nuovo Absolu Rouge Intimatte firmato Lancome. Perfetto alleato anche nei mesi più caldi dell’anno, consente di dare vita a un make-up fresco e d’impatto, semplice da realizzare con una sola passata. Dona un effetto matte delicatamente sfumato e una sensazione come di «labbra nude». Per un comfort e una morbidezza che durano sino a 12 ore, grazie agli iconici estratti Lancôme di Grand Rose™ – un mix di molecole attive derivanti da due rose pregiate colte a mano – per idratare e donare comfort.

Sviluppata in esclusiva per Giorgio Armani e brevettata in in otto Paesi, la formula di Lip Maestro Satin «decostruisce» quella dei rossetti tradizionali. A differenza delle formulazioni tradizionali, che includono tipicamente un unico gel, il nuovo rossetto Armani Beauty vanta, infatti, una formula a doppio gel composta per il 70% da un gel acquoso e per il 30% da un gel oleoso, entrambi altamente concentrati in principi attivi per la cura delle labbra. Questa struttura permette alla formulazione di coniugare il carattere sensoriale e leggero della formula acquosa e l’impatto cromatico della formula anidra. Inoltre, la combinazione dei due gel consente una dispersione omogenea dei pigmenti, oltre a conferire idratazione duratura e lunga tenuta.

Armani Beauty

Piccole make-up lover crescono...

Il bacio come forma di comunicazione. Per esprimere amore, ma anche una molteplicità di sentimenti diversi, dall’amicizia, all’affetto per i propri familiari.

Un simbolo che, ricorrente nella storia dell’arte e della cinematografia, per i più piccoli può diventare un gioco attraverso la creazione di rossetti colorati e profumati. Per un bacio speciale alla mamma e al papà, o agli amichetti del cuore.

Clementoni, azienda leader nell’ideazione e produzione di giocattoli, ha così ideato Smack Lab (parte della linea Scienza & Gioco LAB), un mini laboratorio da avere sempre con sé per creare incredibili rossetti e scoprire che la scienza ha mille colori e profumi.

Pensato per avvicinare i più piccoli al mondo scientifico fin dall’età prescolare, Smack Lab è dotato di un’esclusiva borsetta fashion per portare le proprie creazioni cosmetiche con sé e contiene tutto l’occorrente per realizzare rossetti personalizzati in modo facile e divertente.

All’interno anche un manuale illustrato che guiderà bambini e bambine in tutte le fasi di realizzazione, alla scoperta dei segreti della cosmesi.

Mentre il sindaco di Genova Silvia Salis, star della sinistra, sogna il Grande fratello fiscale a mezzo Ia, gli Usa ordinano ai colossi del digitale di consentire al governo qualsiasi uso della loro tecnologia. Ci sono milioni di lavoratori a rischio, ma il potere pensa solo al controllo.

Non temere l’Intelligenza artificiale in sé, semmai l’Intelligenza artificiale in te. Quella che vuole entrare nei tuoi affari, prima che nella tua testa - e per conto dello Stato. Perché la politica, qui, gioca una partita ambigua: da un lato spiega che bisogna regolamentare l’algoritmo e che si devono proteggere i cittadini; dall’altro vuole appropriarsi delle tecnologie, magari per rivolgerle contro le persone stesse. In forma etico-socialistica, come nell’idea del sindaco di Genova, astro nascente della sinistra italiana: se fosse presidente del Consiglio, ha detto ieri alla Stampa Silvia Salis, impiegherebbe «un bel programma di Intelligenza artificiale per scovare gli evasori». Oppure in forma amorale: è il caso delle nuove regole che ha stilato l’amministrazione americana, dopo la lite con Anthropic sull’uso del supercomputer per sorveglianza di massa e armi autonome. La Casa Bianca, riferisce il Financial Times, costringerà i colossi dell’Ia a garantire al governo l’utilizzo dei loro modelli per qualsiasi scopo legale. Laddove ciò che è legale lo stabilisce lo stesso potere politico che se ne serve.

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Pd contro Salvini per il pedaggio imposto da Delrio
(iStock)
Nel 2017 i ministri dem firmano la concessione che introduce le tariffe sulla «Corda Molle». La Lega le limita e viene attaccata.

Prima si firma una convenzione dove si stabilisce che gli automobilisti dovranno pagare per percorrere un tratto di strada che prima era gratuito. Poi quando le tariffe diventano effettive si getta la croce su chi non aveva nulla a che fare con l’accordo precedente e anzi si è adoperato per limitare l’aggravio a carico della collettività. Mancano nomi e fatti specifici, ma è questa la rappresentazione più corretta del caos che si sta creando intorno alla bretella (raccordo autostradale) della Corda Molle, la Ospitaletto-Montichiari.

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Il sistema delle correnti calpesta Costituzione, meriti e indipendenza
(Imagoeconomica)
La vera posta in gioco della riforma è il sorteggio del Csm, poiché toglie ai vari gruppi all’interno dell’Anm il potere di gestire vita e carriera dei magistrati. La cui immagine di terzietà è ora distrutta dai talebani del No.

Sono Salvatore Cantaro. Nella mia carriera sono stato magistrato a Enna per circa un ventennio e lì condannato a morte dalla vecchia Cupola regionale di Cosa nostra. Durante la terribile permanenza nissena e gelese sono stato sottoposto a misure di protezione al massimo livello. In quel periodo venne a trovarmi Mario Almerighi, magistrato romano, il quale mi rappresentò che stava promuovendo un movimento anti-correnti, in cui raccogliere tutti i magistrati delusi dal potere delle correnti in seno al Csm: era quello denominato dei Verdi, al quale aveva già aderito anche Giovanni Falcone. In rappresentanza di tale gruppo fui anche eletto più volte componente del Consiglio giudiziario a Caltanissetta.

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Non c’è nessuna norma che affidi ai camici bianchi il potere di decidere chi entra in un Cpr. C’è solo un’indicazione ministeriale voluta da Luciana Lamorgese e Angelino Alfano. E che andrebbe eliminata quanto prima.

In margine al procedimento penale aperto a Ravenna contro alcuni medici accusati di falso ideologico per avere attestato, contrariamente al vero, che le condizioni di salute di un certo numero di stranieri colpiti da provvedimento di espulsione non consentivano di dare attuazione al provvedimento del questore che disponeva la loro collocazione nei Cpr (Centri di permanenza e rimpatrio), appare legittimo chiedersi da quale fonte normativa risulti che l’avvio ai Cpr non possa avvenire senza la previa certificazione sanitaria che ciò sia compatibile con le condizioni di salute degli interessati.

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