L’Italia ha festeggiato l’arrivo del nuovo anno dovendo fare i conti con la violenza e l’arroganza dei maranza, ovvero le baby gang di seconda generazione, prevalentemente formate da nordafricani e mediorientali, che da tempo seminano il terrore, in particolare nelle grandi città. Chi ha trascorso il Capodanno a Roma, vicino al Colosseo, ha vissuto attimi di paura. Stesso film all’ombra della Madonnina e disordini anche a Torino.
A Roma, migliaia di persone si erano radunate ai Fori imperiali con l’intenzione di brindare al 2026 in uno dei luoghi più suggestivi della Capitale. Ma così non è stato perché, come documentano alcuni dei presenti sui social, gruppi di stranieri hanno interrotto il clima di festa creando tensione. La situazione è diventata sempre più incandescente nella zona del ponte degli Annibaldi, da tempo preso di mira da bande di nordafricani spesso al centro di risse e aggressioni. A un certo punto hanno iniziato a lanciare petardi e bottiglie contro i passanti. La situazione è diventata caotica e pericolosa, tanto da costringere il personale medico e paramedico di un’ambulanza a scendere dal mezzo per paura che qualcuno si potesse fare male perché, come mostrano molti video, le bande di stranieri hanno lanciato petardi persino sul mezzo di soccorso. I sanitari hanno dovuto raggiungere a piedi il luogo in cui era stato richiesto l’intervento. Nella giornata di ieri, sui social hanno iniziato a girare diversi filmati che riprendono i momenti di panico vissuti a Roma a Capodanno e, in particolare, l’ambulanza bloccata dai maranza.
Ma non è stato quello l’unico episodio di violenza causato dalle gang dei nordafricani, come si evince pure dal materiale pubblicato da Welcome to favelas. Diversi nordafricani, sempre in zona Colosseo, hanno iniziato a far esplodere fuochi d’artificio ad altezza d’uomo. L’intento, secondo quanto è emerso, era proprio quello di creare disordini e provocare risse, come in realtà è avvenuto. Le forze dell’ordine sono state costrette a intervenire in più zone più volte per evitare che la situazione potesse degenerare. Infatti, alcune persone hanno reagito all’arroganza dei maranza per difendersi.
Nei pressi della nuova fermata della metropolitana, la situazione è degenerata in poco tempo fino ad arrivare a un pestaggio che ha coinvolto decine di persone che si sarebbero opposte a un tentativo di borseggio.
Non è stato un bel Capodanno nemmeno a Torino. Qui, le tensioni sono esplose nel corso di una manifestazione. Erano in 2.000, per lo più antagonisti del centro sociale Askatasuna, sgomberato il 18 dicembre scorso, a dar vita alla Street Parade. Il clima era molto caldo. La musica era a tutto volume, sparata dalle casse di un furgone, che ha aperto il corteo. La manifestazione è stata organizzata anche per chiedere di «liberare il quartiere Vanchiglia». E poi canti e balli fino all’alba davanti al campus Einaudi. Ma la situazione è degenerata tanto che quattro carabinieri sono rimasti leggermente feriti. I momenti di tensione sono stati diversi e, per fortuna, si è evitato che i disordini degenerassero così come, invece, era già accaduto in passato. Quanto accaduto a Torino ha preoccupato i cittadini e una parte della politica che ha evidenziato la gravità di tali vicende. «Mai come oggi», ha ribadito la deputata di Fdi, Augusta Montaruli, «la città di Torino deve ringraziare governo e forze dell’ordine. Da un lato si impedisce a frange violente di continuare a beneficiare di uno spazio usato negli anni per preparare le peggiori violenze, dall’altro si garantisce la sicurezza dei torinesi da manifestazioni il cui unico intento è destabilizzare, provando a continuare a tenere sotto ricatto una città facendo leva sul suo sindaco e su quelle forze politiche che lo sostengono ancora. C’è chi vorrebbe cedere, perseverando in accordi improbabili che hanno già dimostrato il totale fallimento della strategia delle concessioni a chi alza costantemente la posta con aggressioni ignobili: noi no».
Quello che è accaduto nella notte di Capodanno, ha aggiunto Montarulo, «ha solo dimostrato ancora una volta il volto violento di Askatasuna e la sua prepotenza. Solidarietà agli agenti feriti, a chi ha dovuto subire danni, a una Torino che ha dovuto subire la paura verso questi personaggi, ma che ha scelto di non chinare il capo davanti a loro e di non continuare a dargli la corsia preferenziale».
I maranza hanno fatto sentire la loro voce pure a Milano, dove non sono mancati disordini e tensioni. C’è da notare, guardando i video e le immagini diffuse sui social, che all’ombra della Madonnina il Capodanno 2026 è stato un po’ sottotono, come dimostrano le foto e i reel di una piazza Duomo, sicuramente non affollata e stracolma come in passato. Da quanto è emerso, i milanesi avrebbero preferito allontanarsi dalla città e festeggiare altrove, molto probabilmente per mettersi al sicuro da risse, aggressioni e quindi dalla violenza dei maranza.
Nella notte di Capodanno anche in piazza Duomo a Milano si è registrato qualche momento di tensione, in alcuni casi causato forse dalle misure di sicurezza che hanno limitato il numero degli ingressi e tenuto alta l’allerta sulle baby gang.
Botti, ci scappa il morto (e 283 feriti)
Il bilancio dei festeggiamenti per il Capodanno 2026 racconta una storia che si ripete, con variazioni minime, ogni volta. Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, l’uso di botti e fuochi d’artificio ha provocato un morto e 283 feriti in tutta Italia, 54 dei quali ricoverati. I dati arrivano dal dipartimento della Pubblica sicurezza del Viminale. I numeri risultano in lieve calo rispetto al Capodanno precedente, quando i feriti erano stati 309.
La vittima è un uomo di 63 anni, di nazionalità moldava, deceduto ad Acilia (Roma), nei pressi di un parco pubblico. Il corpo è stato trovato dai carabinieri: l’uomo è morto per una grave emorragia provocata dall’esplosione di un petardo che stava maneggiando. Durante la stessa notte, si sono registrati anche 12 ferimenti da colpi d’arma da fuoco, un dato che contribuisce a rendere più pesante il bilancio complessivo.
Tra i 283 feriti, 245 hanno riportato prognosi pari o inferiori a 40 giorni, mentre 50 sono i feriti gravi, con prognosi superiori ai 40 giorni. Si contano inoltre 68 minori feriti, contro i 90 dell’anno scorso. In molti casi si tratta di lesioni devastanti: amputazioni di dita o mani, ustioni profonde, danni permanenti agli arti superiori. Ferite che i medici dei pronto soccorso definiscono ormai tipiche della notte di Capodanno.
Tra gli episodi più gravi figura quanto avvenuto a Milano, dove due ragazzi di 12 anni sono rimasti gravemente feriti nella tarda mattinata del primo gennaio, in via Alfonso Gatto. Uno dei due ha perso una mano dopo l’esplosione di un botto ed è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale Niguarda. L’altro, con ferite al torace e alle gambe, è stato trasferito in codice giallo al San Raffaele. Nessuno dei due è in pericolo di vita, ma l’episodio riporta al centro il tema dell’accesso dei minori al materiale pirotecnico proibito.
A Roma, oltre al decesso del cittadino moldavo, un trentatreenne italiano è ricoverato in prognosi riservata al policlinico Umberto I dopo aver riportato l’amputazione dell’orecchio destro e gravi lesioni al volto e all’occhio. Un bambino di 11 anni è stato invece trasportato all’ospedale Grassi di Ostia per una lesione all’orecchio, giudicata guaribile in 20 giorni.
Numerosi i casi gravi anche nel resto d’Italia. A Vercelli un uomo di 43 anni è in pericolo di vita dopo l’amputazione di una mano e gravi traumi al torace e all’addome. A Foggia è ricoverato in prognosi riservata un diciassettenne romeno, trasportato in elisoccorso dopo aver perso una mano. A Brescia un quattordicenne egiziano ha subito l’amputazione di due dita ed è in prognosi riservata, mentre a Taranto un tredicenne è rimasto gravemente ferito dopo aver raccolto un petardo inesploso.
A Napoli, dove si contano 57 feriti tra città e provincia, si è verificato anche un episodio emblematico. Un ventiquattrenne romano, come riportato da Adnkronos, ha perso tre dita per l’esplosione di un petardo. Dopo essere stato medicato all’ospedale Pellegrini ed essere stato dimesso, è tornato in strada e, nel corso della stessa notte, ha acceso un altro fuoco pirotecnico, rimanendo nuovamente ferito al volto e a un occhio. I sanitari hanno dovuto soccorrerlo una seconda volta a poche ore di distanza.
In tutta Italia le chiamate ai numeri di emergenza sono state oltre 770, molte concentrate proprio nel capoluogo campano, per incendi, esplosioni, soccorsi a persone ferite e danni a edifici, con un impegno straordinario di vigili del fuoco, sanitari e forze dell’ordine.
Secondo le autorità sanitarie, la maggior parte delle lesioni è riconducibile all’uso improprio di fuochi acquistati illegalmente o alla manipolazione di ordigni artigianali. Nonostante le campagne di prevenzione e i divieti comunali, il fenomeno continua a riproporsi con dinamiche pressoché identiche. Dal Viminale si sottolinea che il calo rispetto al 2025 non è sufficiente a ridimensionare un problema che resta strutturale.