Il Bullo ha solo un piano: il crac dell’Italia - La Verità
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Il Bullo ha solo un piano: il crac dell’Italia

ANSA

Il congresso del Pd non c'è e molto probabilmente non ci sarà prima delle elezioni europee, perché i renziani non vogliono un segretario diverso dall'attuale, che, al contrario di Maurizio Martina, faccia ombra al loro capo. In compenso nel fine settimana si è svolto il congresso personale di Matteo Renzi, una kermesse servita a incoronare l'ex sindaco ancora una volta leader unico della sinistra. L'adunata, che si è tenuta nel weekend appena concluso alla Leopolda di Firenze, infatti altro scopo non aveva se non quello di confermare la leadership dell'ex presidente del consiglio. Il quale, lungi dal tener fede alle molte promesse di farsi da parte o di stare in silenzio, le tenta tutte pur di riconquistare la scena. L'ultima pensata per riaccendere i riflettori sulla sua persona sono i comitati civici, di cui ieri dal palco fiorentino ha annunciato (...)
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Chi urlava per i rubli ora ignora la notizia

Ansa

Volete sapere quanti tra i principali dieci giornali nazionali italiani ieri ha messo in prima pagina la notizia dell'indagine a carico dell'uomo che custodiva la cassaforte e i segreti di Matteo Renzi? Tre: quello che tenete tra le mani e Il Fatto quotidiano hanno dedicato alla vicenda il titolo più importante, Il Messaggero un box. E gli altri? Il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore? Hanno preferito liquidare la notizia in cronaca, cioè nelle pagine interne: chi di taglio basso, chi a fondo pagina, chi invece dopo le lenzuolate dedicate alla pubblicità della moda. (...)
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Avviso ai voltagabbana azzurri: occhio alla testa

Non conosco la senatrice Donatella Conzatti. Anzi, a dire il vero fino a ieri l'altro, quando ha annunciato il suo addio a Forza Italia per aderire a Italia viva, il nuovo partito di Matteo Renzi, neppure sapevo della sua esistenza, figurarsi della sua presenza in Parlamento. Per capire con chi avessi a che fare ho dovuto cercare sul Web il suo curriculum politico, scoprendo che ha già all'attivo un discreto ping pong da un partito all'altro.

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Lettera ai traditori: ricordatevi il destino di Fini

Ansa

Sono passati quasi dieci anni da quando scrissi una letterina ai traditori. Allora i voltagabbana erano una quarantina tra deputati e senatori. Tutti eletti con il Pdl che all'improvviso, per assecondare le smanie di potere di Gianfranco Fini, al quale la presidenza della Camera non bastava, decisero di dare vita a un partito, fondando Futuro e libertà. Di futuro non ne ebbero molto, di libertà sì, perché quasi tutti, alle successive elezioni, rimasero fuori dal Parlamento.

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Sistemato Zingaretti, il prossimo della lista è Conte

Ansa

Allacciate le cinture: Matteo Renzi è tornato e si prepara a una spericolata corsa per riprendersi Palazzo Chigi. Sì, manco il tempo di accendere la macchina del nuovo governo e il senatore semplice di Scandicci è pronto a mandarne il motore fuori giri e, prima possibile, a fonderlo. Già, perché questo alla fine rimane l'obiettivo a cui punta l'ex presidente del Consiglio.

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A Bruxelles puzzano i conti del Moviola

Ansa

Il dem Paolo Gentiloni, spedito in Europa a difendere i nostri interessi, non se la vedrà solo con il badante Valdis Dombrovskis. Lassù, infatti, ricordano i buchi lasciati da premier nel bilancio: debito pubblico aumentato e melina sull'Iva. Non è detto che passi l'esame...
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Per «Repubblica» è nero pure il suo editore?

Ansa

Il quotidiano di Carlo Verdelli esulta per la mordacchia social contro l'estrema destra e criminalizza la piazza ostile al Conte bis. Poi Carlo De Benedetti spiazza tutti facendo suoi gli argomenti di Lega e Fdi: «Per me bisognava andare alle elezioni».
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Adesso anche il Colle scopre i guai che ci procura il patto di stabilità

Ansa

Sergio Mattarella parla da premier e chiede all'Europa di rivedere le sue regole. Richieste che somigliano a quelle di Matteo Salvini, che lui ha sempre criticato. Sarà il capo dello Stato a dettare l'agenda del governo? Chi l'ha votato?
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Deficit e giornali usati come manganelli

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Fino all'altroieri l'Italia era messa male, anzi malissimo. Davanti a sé aveva un baratro di debiti in cui rischiava di sprofondare, trascinando con sé i risparmi degli italiani. I quotidiani pubblicavano giorno dopo giorno un bollettino di guerra, annunciando ai lettori il disastro prossimo venturo che avrebbe atteso il Paese con il governo 5 stelle-Lega. Trenta miliardi da trovare in fretta per evitare la stangata dell'Europa. Anzi di più perché, come scrisse Federico Fubini, l'aedo di Bruxelles sulle pagine del Corriere della Sera, reddito e quota 100 costeranno ulteriori 133 miliardi. E ora che l'esecutivo gialloblù non c'è più, ma è stato sostituito da quello giallorosso, che succede? Niente, allarme rientrato, perché al lavoro sui conti pubblici ora c'è Roberto Gualtieri, un (...)
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La nuova casta serva della Ue

Ansa

Fino a ieri si poteva dire che in Europa, per via dei suoi conti pubblici, l'Italia era un'osservata speciale. Da oggi, invece, possiamo affermare con una buona dose di preoccupazione che il nostro Paese è un controllato speciale, nel senso che con il nuovo governo è al guinzaglio della Ue e d'ora in poi dovrà obbedire ai comandi che gli verranno impartiti senza neppure discutere. Già, perché se prima i nostri conti pubblici dovevano passare al vaglio degli euroburocrati, i quali potevano permettersi di bocciare una manovra o di suggerire delle modifiche minacciando sanzioni ma alla fine l'ultima parola spettava a noi, ora a decidere la politica economica del nostro Paese sarà direttamente la Ue, che a via XX Settembre, sede del ministero dell'Economia, ha insediato un uomo di sua completa obbedienza. Roberto Gualtieri, il professore di storia che ha sostituito Giovanni Tria nel nuovo governo Conte, è infatti un esponente dell'establishment europeo, un parlamentare del Pd da sempre con le mani in pasta con i vertici di Bruxelles: un uomo loro. (...)
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60.000 grillini ci impongono Conte

Ansa

Ho conosciuto Giuseppe Conte quando non era ancora Giuseppe Conte, ma un semplice professore universitario. Se ne stava con le cuffiette senza fili nelle orecchie, non so se intento a sentire musica o in attesa di una telefonata che lo facesse svoltare. Era il pomeriggio in cui, tornato a Roma, avrebbe ricevuto dal presidente della Repubblica l'incarico di formare il nuovo governo, ma forse lui ancora non sapeva che prima di mezzanotte sarebbe stato miracolato. Ricordo che con me si lamentò dei giornalisti, che scavavano sul suo curriculum e che andavano a caccia delle tasse non pagate. (...)