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L’Ucraina adesso soffia sul fuoco per incendiare la guerra della Nato

L’Ucraina adesso soffia sul fuoco per incendiare la guerra della Nato
L'attacco al gasdotto Nord Stream (Getty)
I conflitti sono fatti anche di inganni, come nel caso del sabotaggio del Nord Stream. Mosca denuncia l’ideazione di un piano per far sconfinare un suo caccia in un Paese occidentale e attivare l’Alleanza.

Oltre che da morti e distruzioni, le guerre sono accompagnate dalle menzogne. Le battaglie, infatti, non si combatto no solo con bombe, carrarmati, aerei e navi, ma anche con gli inganni. Ne abbiamo avuto prova recente dall’indagine della Procura tedesca sull’attentato al gasdotto Nord Stream, ma questa forse non è la sola, perché altri complotti sembrano emergere. Cominciamo però dal primo. Quando un ordigno squarciò le condotte che dalle sponde del Mar Baltico trasportavano gas fino in Germania, nessuno si assunse la paternità dell’operazione. Tuttavia, giornali e tv accusarono Mosca di aver organizzato una specie di auto attentato per paralizzare l’economia europea.

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Ora Zelensky invoca la tregua energetica
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Il presidente annuncia: «Siamo pronti a un cessate il fuoco per le festività pasquali, in modo che non volino né missili né droni e non vengano colpite le infrastrutture». Poi punge Rheinmetall: «Le nostre casalinghe possono diventare il vostro Ceo».

L’Ucraina apre alla possibilità di un cessate il fuoco per le festività pasquali mentre il conflitto con la Russia continua a svilupparsi su più piani, tra operazioni militari, tensioni diplomatiche e nuove iniziative strategiche. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Kiev è pronta a sospendere temporaneamente le ostilità, sottolineando però che «qualsiasi compromesso non riguarderà la nostra dignità e sovranità». Zelensky ha affermato che Kiev è pronta a qualsiasi cessate il fuoco, anche sull’energia, e sospenderebbe le ritorsioni contro le infrastrutture russe se Mosca smettesse di colpire quelle ucraine. Secondo il leader ucraino, una tregua limitata non consentirebbe a Mosca di rafforzare significativamente le proprie posizioni sul campo. Dal Cremlino è arrivata solo una risposta indiretta alle ipotesi di escalation.

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L’incidente diplomatico si chiude. La messa al Santo Sepolcro si farà
Ansa
Accordo trovato: i celebranti entreranno nei luoghi sacri senza fedeli. La Casa Bianca: «Espressa a Israele nostra preoccupazione in merito alla chiusura». Il Patriarcato Latino ringrazia Herzog (ma non Netanyahu).

La Settimana rimane Santa anche a Gerusalemme. E le funzioni prepasquali e pasquali saranno garantite nel Santo Sepolcro con un accordo che ricorda il periodo della pandemia: i celebranti ammessi nei luoghi sacri, i fedeli a casa (no assembramenti) ad assistere alle dirette streaming. È il punto d’equilibrio raggiunto dal governo israeliano e dal Patriarcato cristiano per garantire lo svolgimento di liturgie e cerimonie, e al tempo stesso tutelare la sicurezza dei cittadini dentro una città in guerra.

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Trump minaccia Teheran: «Senza accordo distruggeremo Kharg»
Ansa
Il presidente Usa parla di «discussioni con il nuovo regime». Rubio predica calma. L’uomo del dialogo è il capo del Parlamento, Ghalibaf, ma l’ala dura non molla.

È un alone d’incertezza quello che continua ad aleggiare sull’iniziativa diplomatica volta a tentare di chiudere la guerra in Iran. Ieri, secondo Reuters, un funzionario pakistano ha affermato di ritenere improbabili dei colloqui diretti tra Washinton e Teheran questa settimana. Sempre ieri, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, ha inoltre bollato le proposte della Casa Bianca come «irrealistiche, illogiche ed eccessive». «La nostra posizione è chiara. Siamo sotto aggressione militare. Pertanto, tutti i nostri sforzi e le nostre energie sono concentrati sulla nostra difesa», ha aggiunto, specificando altresì che il parlamento iraniano starebbe valutando di abbandonare il Trattato di non proliferazione nucleare.

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L’Italia ha negato agli Usa l’uso della base di Sigonella
Il ministro della Difesa Guido Crosetto (Ansa)
Secondo fonti di governo, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha bloccato venerdì scorso l’atterraggio di asset americani diretti in Medio Oriente: mancavano autorizzazione e consultazione preventiva. Il piano di volo era stato comunicato quando gli aerei erano già partiti. Nessuna reazione ufficiale da Washington.
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