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2021-12-25
Per la Borsa il 2021 sarà ricordato come anno della ripresa
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Questo è stato l’anno della ripresa per le Borse italiane e Piazza Affari non ha fatto eccezione. Nel solo primo semestre, stando all’ultimo bollettino della Consob, Piazza Affari ha superato gli ostacoli del 2020 tornando con forza ai livelli pre-pandemia. Quasi tutti gli indicatori hanno presentato un andamento positivo. In particolare, la capitalizzazione complessiva delle società italiane presenti a Piazza Affari è cresciuta del 19,9% su base annua a 559,7 miliardi di euro per effetto del balzo dei prezzi di mercato (l’indice Ftse All Share Italia ha guadagnato il 13,8% nel primo semestre di quest'anno). Si tratta di un dato leggermente superiore ai 557,7 miliardi di fine 2019. In relazione alle dimensioni dell’economia nazionale la capitalizzazione di Borsa è salita al 34,8% rispetto al 32% di fine 2020.
Anche il numero delle società quotate è cresciuto da 382 a 389, merito soprattutto dei nuovi arrivi su quello che fino a poco tempo fa si chiamava Aim, il mercato delle Pmi che oggi si chiama Euronext Growth Milan.
Come spiegano gli esperti di BG Saxo, «quest'anno è stato caratterizzato da notevoli differenze all'interno del mercato azionario. In basso tematici come gaming, bubble stock e e-commerce che sono scesi rispettivamente del 20%, 25% e 30% poiché colpiti da aspettative di ricavi inferiori e dai tassi d'interesse più alti quest'anno, con la debolezza che probabilmente continuerà l'anno prossimo quando i tassi d'interesse a lungo termine saranno costretti a chiudere parte del gap con l'inflazione», dicono gli esperti. «I tre temi più performanti di quest'anno sono stati: Crypto & Blockchain (+62%), Logistica (+36%) e Semiconduttori (+31%), indicativi dell'anno che abbiamo passato. Le criptovalute hanno prosperato grazie all'afflusso di nuovo denaro e all'adozione istituzionale su una scala senza precedenti negli ultimi cinque anni. I titoli della logistica e dei semiconduttori si sono avvantaggiati grazie al potere dei prezzi in mezzo a una domanda straordinaria e a complessi vincoli di fornitura che espandono le entrate e i profitti operativi di queste aziende».
Dove puntare, dunque? Più o meno dove si è fatto finora. «Puntare molto sull’azionario americano«, dicono da Natixis Im, «favorendo gli Stati Uniti rispetto ad altri mercati, con un equilibrio tra settori tecnologici e ciclici. Dopo quello che è sembrato un consolidamento senza fine per gran parte del 2021, le small cap dovrebbero probabilmente beneficiare di un rally tra la fine dell’anno e l’inizio del 2022, anche se qualsiasi allocazione dovrebbe essere vista nel breve termine. Il settore tecnologico continuerà a essere supportato dai consumi, mentre i componenti ciclici, come i semiconduttori, beneficeranno del ciclo di investimenti emergente. I titoli ciclici più ampiamente considerati, compresi industriali, materiali, finanziari ed energia, continueranno a riservare sorprese al rialzo grazie al buon andamento della crescita nominale».
Per quanto riguarda Piazza Affari, i timori maggiori riguardano le pressioni inflazionistiche e lo spettro di nuove chiusure. Ad ogni modo, c’è ottimismo. Come spiegano da Intermonte, «ci aspettiamo che le mid/small cap italiane siano ben posizionate per attirare l'interesse degli investitori, soprattutto nei settori growth (i titoli che presentano una quotazione decisamente e visibilmente più elevata rispetto agli utili prodotti, ndr), come la tecnologia e il lusso», hanno puntualizzato gli esperti.
Proprio sul lusso, gli esperti di Gam ritengono sia il settore cui puntare. «La forte performance delle azioni del settore del lusso è sostenuta dai continui upgrade degli utili», spiega Swetha Ramachandran, gestore azionario di Gam Investments.
Il consiglio su questa nicchia è «comprare meno, comprare meglio» è il motto de facto del settore del lusso. «Crediamo che il mercato stia sottovalutando il potere di determinazione dei prezzi del settore, che dovrebbe alimentare l'espansione dei margini fino al 2022, a fronte di un contesto di domanda sana e sostenuta nel 2021. Prevediamo che lo slancio in corso a fine anno si rivelerà un catalizzatore per una continua sovraperformance del settore, in un contesto macroeconomico favorevole».
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Il 4 gennaio, primo giorno di scambi del 2021, l’indice Ftse Mib aveva iniziato la seduta a 22.315 punti. Al 23 dicembre la Borsa di Milano si appresta ad andare in ferie vicino ai 27.000 punti.Questo è stato l’anno della ripresa per le Borse italiane e Piazza Affari non ha fatto eccezione. Nel solo primo semestre, stando all’ultimo bollettino della Consob, Piazza Affari ha superato gli ostacoli del 2020 tornando con forza ai livelli pre-pandemia. Quasi tutti gli indicatori hanno presentato un andamento positivo. In particolare, la capitalizzazione complessiva delle società italiane presenti a Piazza Affari è cresciuta del 19,9% su base annua a 559,7 miliardi di euro per effetto del balzo dei prezzi di mercato (l’indice Ftse All Share Italia ha guadagnato il 13,8% nel primo semestre di quest'anno). Si tratta di un dato leggermente superiore ai 557,7 miliardi di fine 2019. In relazione alle dimensioni dell’economia nazionale la capitalizzazione di Borsa è salita al 34,8% rispetto al 32% di fine 2020.Anche il numero delle società quotate è cresciuto da 382 a 389, merito soprattutto dei nuovi arrivi su quello che fino a poco tempo fa si chiamava Aim, il mercato delle Pmi che oggi si chiama Euronext Growth Milan.Come spiegano gli esperti di BG Saxo, «quest'anno è stato caratterizzato da notevoli differenze all'interno del mercato azionario. In basso tematici come gaming, bubble stock e e-commerce che sono scesi rispettivamente del 20%, 25% e 30% poiché colpiti da aspettative di ricavi inferiori e dai tassi d'interesse più alti quest'anno, con la debolezza che probabilmente continuerà l'anno prossimo quando i tassi d'interesse a lungo termine saranno costretti a chiudere parte del gap con l'inflazione», dicono gli esperti. «I tre temi più performanti di quest'anno sono stati: Crypto & Blockchain (+62%), Logistica (+36%) e Semiconduttori (+31%), indicativi dell'anno che abbiamo passato. Le criptovalute hanno prosperato grazie all'afflusso di nuovo denaro e all'adozione istituzionale su una scala senza precedenti negli ultimi cinque anni. I titoli della logistica e dei semiconduttori si sono avvantaggiati grazie al potere dei prezzi in mezzo a una domanda straordinaria e a complessi vincoli di fornitura che espandono le entrate e i profitti operativi di queste aziende».Dove puntare, dunque? Più o meno dove si è fatto finora. «Puntare molto sull’azionario americano«, dicono da Natixis Im, «favorendo gli Stati Uniti rispetto ad altri mercati, con un equilibrio tra settori tecnologici e ciclici. Dopo quello che è sembrato un consolidamento senza fine per gran parte del 2021, le small cap dovrebbero probabilmente beneficiare di un rally tra la fine dell’anno e l’inizio del 2022, anche se qualsiasi allocazione dovrebbe essere vista nel breve termine. Il settore tecnologico continuerà a essere supportato dai consumi, mentre i componenti ciclici, come i semiconduttori, beneficeranno del ciclo di investimenti emergente. I titoli ciclici più ampiamente considerati, compresi industriali, materiali, finanziari ed energia, continueranno a riservare sorprese al rialzo grazie al buon andamento della crescita nominale».Per quanto riguarda Piazza Affari, i timori maggiori riguardano le pressioni inflazionistiche e lo spettro di nuove chiusure. Ad ogni modo, c’è ottimismo. Come spiegano da Intermonte, «ci aspettiamo che le mid/small cap italiane siano ben posizionate per attirare l'interesse degli investitori, soprattutto nei settori growth (i titoli che presentano una quotazione decisamente e visibilmente più elevata rispetto agli utili prodotti, ndr), come la tecnologia e il lusso», hanno puntualizzato gli esperti. Proprio sul lusso, gli esperti di Gam ritengono sia il settore cui puntare. «La forte performance delle azioni del settore del lusso è sostenuta dai continui upgrade degli utili», spiega Swetha Ramachandran, gestore azionario di Gam Investments. Il consiglio su questa nicchia è «comprare meno, comprare meglio» è il motto de facto del settore del lusso. «Crediamo che il mercato stia sottovalutando il potere di determinazione dei prezzi del settore, che dovrebbe alimentare l'espansione dei margini fino al 2022, a fronte di un contesto di domanda sana e sostenuta nel 2021. Prevediamo che lo slancio in corso a fine anno si rivelerà un catalizzatore per una continua sovraperformance del settore, in un contesto macroeconomico favorevole».
In occasione della Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali che ricorre ogni 17 gennaio, oltre alla versione in italiano, il numero 3660 – in edicola (e su Panini.it) da mercoledì 14 gennaio – è disponibile in Emilia-Romagna, Liguria, Calabria e Valle d'Aosta in 4 versioni speciali, con la storia Paperino lucidatore a domicilio, scritta da Vito Stabile per i disegni di Francesco D'Ippolito, tradotta in bolognese, genovese, catanzarese e francoprovenzale valdostano. Le copie con la storia in dialetto saranno distribuite unicamente nelle edicole della zona regionale di competenza linguistica, mentre nelle altre regioni verrà distribuita la versione in italiano. Sarà però possibile trovare tutte le versioni in fumetteria, su Panini.it, e dal proprio edicolante su Primaedicola.it.
Per declinare Paperino lucidatore a domicilio in bolognese, genovese, catanzarese e francoprovenzale valdostano, Panini Comics si è avvalsa nuovamente della collaborazione di Riccardo Regis – Professore ordinario di Linguistica italiana dell'Università degli Studi di Torino, esperto di dialettologia italiana – che ha coordinato un team di linguisti composto da Daniele Vitali e Roberto Serra (bolognese), Stefano Lusito (genovese), Michele Cosentino (catanzarese) e Fabio Armand (francoprovenzale valdostano).
«Quando un anno fa varammo l' “Operazione dialetti“ non avevamo la minima idea di quello che sarebbe accaduto. Eravamo partiti dal semplice proposito di valorizzare su Topolino la straordinaria varietà linguistica del nostro Paese. La complessità dell'impresa spaventava. Abbiamo lavorato per mesi dietro le quinte e chiesto supporto ad alcuni tra i più riconosciuti esperti in materia. Il successo è stato debordante. Siamo stati assediati dalle richieste di chi non era riuscito ad accaparrarsi la propria copia. Siamo dovuti correre ai ripari andando in ristampa. L'iniziativa è diventata un esempio concreto e paradigmatico di come a volte il fumetto e la cultura pop in genere, col loro linguaggio diretto e immediato e la loro facilità di dialogare coi giovani possano diventare importanti vettori di trasmissione del nostro patrimonio culturale», racconta il direttore editoriale di Topolino Alex Bertani.
La versione valdostana di Paperino lucidatore a domicilio (Disney)
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L’attivista Eva Vlaardingerbroek racconta il bando imposto dal governo Starmer, denuncia la repressione della libertà di espressione e avverte l’Europa: immigrazione, sicurezza e controllo statale stanno cambiando il volto delle nostre democrazie.