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Governo incapace di evitare il peggio e con il lockdown si rischia la rivolta

Governo incapace di evitare il peggio e con il lockdown si rischia la rivolta
Giuseppe Conte (Ansa)
Rimettendo in ordine i giornali che si accumulano sulla mia scrivania, mi è tornato fra le mani un vecchio numero di Panorama. L'edizione porta la data del 27 maggio di quest'anno e il titolo è composto da due righe secche: «Una rabbia contagiosa». Sommario: «I soldi che non arrivano. Il lavoro che scompare. I prezzi che aumentano. Le promesse che il governo non sa mantenere. Così l'Italia sprofonda nella crisi. Dove la paura ora diventa collera». L'uscita in edicola del settimanale coincise più o meno con la fine degli arresti domiciliari e il ritorno degli italiani alla libertà.
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Dimmi La Verità | Marco Pellegrini (M5s): «Sviluppi della guerra in Iran»

Ecco #DimmiLaVerità del 15 maggio 2026. Il deputato del M5s Marco Pellegrini commenta gli sviluppi della guerra in Iran e la crisi economica in Italia.

Effetto Green deal: l’auto europea è finita in pasto ai cinesi
Istock
La spinta all’elettrico, senza le materie prime, regala il mercato agli asiatici. Byd punta Roma, Chery la Spagna e Berlino crolla.

In principio fu il Green deal, quando l’Unione europea aprì la finestra da cui è entrata l’industria cinese del clean tech, cioè pannelli solari e turbine eoliche. Un ingresso che oggi ha portato l’Europa alla dipendenza al 90% dall’industria cinese in quel settore.

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Le Big Tech se ne fregano dei raggiri. Qui serve il pugno duro della politica
iStock
Meta &C. raccolgono cifre enormi con la pubblicità, che poi smistano nei siti. Anche se si tratta di fake, tipo la mia finta lite con Messina. Come suggerito da Marina Berlusconi, questa «pirateria» va fermata dalla legge.

Le truffe ci sono sempre state e molte hanno avuto il loro racconto: imperdibile quello di Totò che voleva vendere la fontana di Trevi allo straniero sprovveduto.

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Streeting sigla lo sfratto a Starmer
Ansa
Il ministro della Sanità lascia e lancia siluri contro il premier: «Non sarai tu a guidare il partito laburista nelle prossime elezioni. Serve una direzione, siamo allo sbando».

Tanto tuonò che infine piovve. Dopo giorni di indiscrezioni, retroscena e voci di congiura interna, Wes Streeting ha rassegnato ieri le dimissioni da ministro della Sanità, aprendo ufficialmente la crisi del Partito laburista e, di fatto, dello stesso governo britannico.

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