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Gli sprechi di Renzi a Palazzo Chigi: una superscorta con 9 auto di lusso

Gli sprechi di Renzi a Palazzo Chigi: una superscorta con 9 auto di lusso
Ansa
Tutti veicoli prestigiosi, fra cui un Grand cherokee. Aveva a sua disposizione anche 12 uomini dei servizi segreti: ben dieci sono ancora con lui, contro i quattro in media degli ex premier. Ma ora il governo taglia.
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  • Il presidente, a Rtl 102.5, nega la possibilità di coinvolgimento diretto. Sulla concessione delle basi statunitensi assicura il passaggio in Parlamento in caso di bombardamenti. Stabilito con l’Eliseo l’invio di armi a Cipro.
  • Chigi non regge l’ombrello a Macron. Il premier ribadisce che la deterrenza nucleare deve restare un tema di ambito Nato .Tajani: «L’Italia condivide solo le scelte europee». Rutte però elogia il leader d’Oltralpe.

Lo speciale contiene due articoli.

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  • L’Azerbaigian denuncia un’aggressione con drone nell’enclave di Nakhchivan: macchia sulla reputazione. Un blitz che rischia di esporre i pasdaran a una controffensiva a Nord dopo la possibile minaccia peshmerga.
  • Sotto attacco pure Qatar e Bahrein. Le Forze di difesa locali hanno distrutto decine di missili. A Manama danneggiato uno sito petrolifero: ridotto lo staff diplomatico britannico. Esplosioni ad Abu Dhabi.

Lo speciale contiene due articoli.

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Il Pd strilla sulle basi 
ma bombardava senza l’ok del Parlamento
F-16 americani pronti al decollo da Aviano nel 1999. Nel riquadro, Sergio Mattarella e Massimo D'Alema (US Air Force-Ansa)

Massimo D’Alema premier, Sergio Mattarella vice: raid su Belgrado. Elly però finge di dimenticare.

D’Alema vestito da top gun bombardava la Serbia e gli aerei della Nato (italiani, americani, tedeschi, anche spagnoli) partivano da Aviano, da Pratica di Mare, da Gioia del Colle, da Sigonella senza alcun mandato del Parlamento. A uno dei governi più a sinistra della storia repubblicana bastava e avanzava il rispetto dei trattati bilaterali con la Casa Bianca.

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Merz prende il petrolio di Putin, noi rivogliamo il gas russo
Friedrich Merz e Donald Trunp (Ansa)
Il conflitto è iniziato il 28 febbraio, ma l’inerte Bruxelles fissa la prima riunione d’urgenza per gli idrocarburi il 14 marzo. Intanto il cancelliere tedesco si muove da solo, ma anche noi avremmo bisogno del metano russo.

Non si può dire che la visita di Friedrich Merz alla Casa Bianca abbia riscosso molto entusiasmo. Sia in Europa che in patria è infatti stata oggetto di pesanti critiche. La colpa del cancelliere tedesco è di essere rimasto in un imbarazzato silenzio mentre Donald Trump attaccava Keir Starmer («Non è Churchill») e Pedro Sánchez («Taglieremo tutti i contratti commerciali»).

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