Giuseppi va in videochat con Bettini a celebrare il festival dei perdenti
Si discute di alleanza («non a tutto tondo») giallorossa. E la connessione di Conte salta.

Alla fine non ha retto più neanche il collegamento Internet: mentre Giuseppe Conte parlava, la linea è saltata e il ciuffo dell’ex premier è svanito dai monitor. Gli altri partecipanti al dibattito Web Verso le agorà, tra i quali Goffredo Bettini, che ha organizzato l’iniziativa, ed Enrico Letta, rispettivamente guru e segretario del Pd, hanno provato a ricontattare Giuseppi per qualche minuto: niente da fare, e il dibattito, di una noia terrificante, è proseguito fino alla fine, recuperando il collegamento con Conte, subito di nuovo caduto, appena in tempo per i saluti finali. Un appuntamento, quello di ieri, che nelle speranze degli elettori del M5s e del Pd doveva servire a fare un po’ di chiarezza sullo stato dell’alleanza giallorossa, in particolare in vista delle prossime elezioni amministrative che si terranno i autunno e vedranno andare al voto le più grandi città italiane, a partire da Milano, Torino, Roma e Napoli.


Speranze ampiamente deluse, come era prevedibile: Pd e M5s sono in alto mare per quel che riguarda le prossime comunali, e così Conte, Letta e Bettini si sono concentrati sulle politiche del 2023, sorvolando sulle imminenti amministrative. Del resto, a Roma i presunti alleati si presenteranno al primo turno ciascuno con il proprio candidato: Virginia Raggi per il M5s e un dem a scelta tra Nicola Zingaretti e Roberto Gualtieri; stessa prospettiva a Milano, dove i grillini non vogliono sostenere Beppe Sala; a Torino si tenta un accordo in extremis, mentre solo a Napoli l’alleanza sembra scontata già al primo turno, anche se non si è ancora deciso se il candidato sarà il presidente della Camera, Roberto Fico (che però dovrebbe lasciare la poltrona più importante di Montecitorio aprendo un altro fronte di battaglia per la successione) oppure l’ex ministro dell’Università Gaetano Manfredi. Già intervenendo al festival del lavoro, Conte ha ammesso che gli accordi per le comunali non ci sono:


«Sarebbe un peccato», ha detto Giuseppi, «se rispetto alle amministrative non si riuscissero a concordare alcuni passaggi insieme. I tempi non sono maturi per una alleanza a tutto tondo, ma alla nostra intelligenza, di M5s e Pd, sarà rimessa la possibilità di coordinare gli sforzi per offrire a tutte le città buone amministrazioni, perché i cittadini chiedono questo». L’ex premier nel suo intervento al dibattito organizzato da Bettini ha parlato di «un campo ampio per poter affrontare un progetto condiviso che possa essere articolato e risultare competitivo in vista delle prossime elezioni politiche. Non partiamo da zero», ha detto Conte, «ma da una esperienza condivisa sul campo perché abbiamo lavorato insieme e condiviso alcune premesse».


Anche Enrico Letta ha accuratamente evitato di parlare di amministrative, auspicando la formazione di una «piazza grande» di forze antisovraniste in vista del 2023: «Dobbiamo costruire una piazza grande fatta di persone che si stimano», ha detto Letta, «che devono volersi bene ma ha senso se applichiamo questa empatia nella costruzione della proposta politica per le elezioni del 2023». E le comunali del prossimo autunno? «Le elezioni amministrative», ha minimizzato Letta, «saranno una tappa, ma l’obiettivo principale è la costruzione di una idea di Italia che dovrà essere vincente nel 2023. Le amministrative le viviamo con un’idea di convergenza che arriverà nel tempo, saranno una tappa. Non ho timore di viverla e gestirla come una tappa intermedia», ha ribadito ancora Letta, «verso un progetto comune».


Sulla stessa linea anche Bettini: «Pd e M5s devono trovare il modo di intendersi», ha detto il guru del Pd, «di collaborare e di unirsi in vista delle prossime elezioni politiche. Sono due forze che stanno vivendo una sorta di decollo parallelo».

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