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Giornata mondiale della salute, PV&F: «Oms garante? Allora siamo a posto»

Giornata mondiale della salute, PV&F: «Oms garante? Allora siamo a posto»
Ansa

«Oggi è la Giornata Mondiale della Salute (World Health Day). Dal 1950 si celebra il 7 aprile per ricordare la fondazione dell'Oms avvenuta il 7 aprile 1948. Ma siamo sicuri che l'Oms sia garante della salute pubblica? La sua credibilità è al minimo: troppi errori nella gestione della pandemia. Ritardi nel riconoscere la trasmissione da persona a persona; ritardi nel dichiarare l'emergenza sanitaria internazionale; aver sconsigliato l'uso di mascherine nella popolazione generale; aver sottovalutato l'importanza degli asintomatici etc» ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«E per le donne cosa fa l'Organizzazione mondiale della sanità? Vengono adeguatamente informate sull'aborto o sono trattate come scatole e gli embrioni come scarti da eliminare? Con la nostra campagna #dallapartedelledonne abbiamo voluto sottolineare anche la pericolosità legata a certe pratiche. La Ru486, per esempio, può causare gravi emorragie, infezioni, setticemie, distruzione del sistema immunitario, depressione e anche la morte. Chi le informa? L'Oms?» ha continuato la nota.

«D'altronde il primo direttore generale dell'Oms, Brock Chisholm, era uno psichiatra che già ai suoi tempi sosteneva il relativismo più radicale («la reinterpretazione e l'eventuale sradicamento del concetto di giusto e sbagliato sono gli obiettivi ultimi di quasi tutte le psicoterapie») e non teneva in alcuna stima la famiglia. Nulla è cambiato da allora» ha concluso la nota.

«Così il Psoe organizzò un complotto per screditare i giudici “sgraditi”»
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Una rete del Psoe avrebbe finanziato con «ingenti somme di denaro» un complotto, per destabilizzare procedimenti giudiziari che coinvolgono il partito o il governo spagnolo.

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Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 28 maggio con Carlo Cambi

Equalize, archiviata la toga Raineri: non chiese i dati cercati dagli spioni
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Per la prima volta, nell’inchiesta Equalize, arriva un provvedimento che non conferma lo schema accusatorio della Procura di Milano, ma lo ridimensiona. Il 19 maggio 2026, il gip di Brescia, Mauro Ernesto Macca, ha archiviato la posizione di Carla Romana Raineri, già magistrato in servizio alla Corte d’appello di Milano, su richiesta dei pm Nicola Serianni e Iacopo Berardi.

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