True
2024-03-04
Gillette ripercorre oltre un secolo di storia del rasoio
True
«Smetteremo di produrre rasoi quando non riusciremo più a migliorarci». In queste parole pronunciate da King Camp Gillette, colui che nel 1903 inventò il primo modello di rasoio, risiede tutta la filosofia vincente che Gillette ha portato avanti negli anni.
121 anni di una storia di successo, modello dopo modello, che hanno accompagnato l'uomo, e progressivamente anche le donne, attraverso il tempo. Una storia cominciata nei primi anni del Novecento con l’invenzione e la successiva brevettazione del primo rasoio di sicurezza di King Camp Gillette. Un'innovazione che nasce dal contesto socioculturale dell’epoca, in cui le tendenze della barba e della cura del viso stavano cambiando rapidamente e si avvertiva sempre di più il bisogno di ottenere un look pulito, senza recarsi dal barbiere più volte a settimana. Dal 1903, anno in cui fu venduto il primo rasoio Gillette - brevettato nel 1904 - si sono susseguiti oltre dieci diversi modelli, che hanno portato continui miglioramenti e innovazioni nel modo in cui era possibile radersi quotidianamente: dal rasoio regolabile negli anni Cinquanta al primo rasoio a cartuccia a cavallo tra il Sessanta e l’Ottanta; dal rasoio Sensor con lame indipendenti montate su molle, al celebre e iconico Gillette Fusion del 2006, anno della vittoria ai mondiali di calcio della nazionale italiana.
A narrare questa storia, in occasione del lancio dell'ultimissimo modello Gillette Labs, è stata la voce di Chiara Alessi, saggista e curatrice, famosa per i suoi podcast dedicati a storie, aneddoti e curiosità legate alle cose e agli oggetti che, in un modo o in un altro, hanno fatto la storia. «L'uomo ha da sempre un rapporto diretto con la cura del proprio corpo» - afferma Alessi riflettendo sul modo in cui Gillette è stato e continua a essere parte della quotidianità di ognuno di noi - «il rituale della rasatura è nella storia una metafora che ha assorbito e restituito un insieme di valori che vanno oltre la semplice questione estetica. Gillette ha segnato una vera e propria rivoluzione, mettendo a disposizione degli uomini non soltanto gli strumenti per poter radersi con semplicità ed efficienza, in sicurezza, ma anche un insieme di gesti e comportamenti che hanno radicalmente cambiato usi e costumi, dal Novecento fino a oggi».
Il nuovo Gillette Labs
E, tornando alla celebre frase pronunciata da King Camp Gillette, si può tranquillamente affermare che non è ancora giunto il momento di interrompere questa storia lunga oltre un secolo. L'ultimo capitolo si chiama Gillette Labs ed è stato presentato per l'Italia a Milano nella suggestiva cornice del The Dome. Un nuovo rasoio definito «rivoluzionario» che porterà l'esperienza di rasatura a un nuovo livello di comfort, stile e performance superiori. «Dopo oltre dieci anni portiamo sul mercato italiano un prodotto nuovo e innovato, che eleva la rasatura a un livello superiore: vogliamo lasciare il segno nella vita di ogni uomo che ama prendersi cura di sé» - spiega Marco Centanni, Brand Director di Gillette Italia - «grazie alle sue caratteristiche uniche, Gillette Labs rappresenta molto più di un rasoio: è un invito a unirsi alla rivoluzione della rasatura. Un oggetto iconico per coloro che cercano l'eccellenza e per chi rifiuta di accontentarsi».
Si tratta di un rasoio che, grazie a nuove caratteristiche, tecnologie all’avanguardia e innovazioni, come per esempio la barra integrata ad azione esfoliante dotata di smerli rialzati che attraverso uno scrub aiutano a rimuovere e pulire la pelle da detriti e impurità prima del passaggio delle lame, fanno passare la rasatura da funzionale a una vera e propria esperienza da vivere. Le lame, in acciaio anti-frizione, sono cinque e seguono il contorno della pelle del viso grazie a un disco flessibile. Altra novità, rispetto ai rasoi precedenti, consiste nella base magnetica che fa sì che una volta finita la rasatura si possa riporre il rasoio in posizione verticale e farlo diventare a tutti gli effetti un oggetto di arredamento del bagno.
Continua a leggereRiduci
In occasione della presentazione del nuovo Gillette Labs, l'azienda fondata a inizio Novecento da King Camp Gillette, attraverso la narrazione della saggista Chiara Alessi, ricostruisce 121 anni di storia di un prodotto divenuto icona nel tempo.«Smetteremo di produrre rasoi quando non riusciremo più a migliorarci». In queste parole pronunciate da King Camp Gillette, colui che nel 1903 inventò il primo modello di rasoio, risiede tutta la filosofia vincente che Gillette ha portato avanti negli anni.121 anni di una storia di successo, modello dopo modello, che hanno accompagnato l'uomo, e progressivamente anche le donne, attraverso il tempo. Una storia cominciata nei primi anni del Novecento con l’invenzione e la successiva brevettazione del primo rasoio di sicurezza di King Camp Gillette. Un'innovazione che nasce dal contesto socioculturale dell’epoca, in cui le tendenze della barba e della cura del viso stavano cambiando rapidamente e si avvertiva sempre di più il bisogno di ottenere un look pulito, senza recarsi dal barbiere più volte a settimana. Dal 1903, anno in cui fu venduto il primo rasoio Gillette - brevettato nel 1904 - si sono susseguiti oltre dieci diversi modelli, che hanno portato continui miglioramenti e innovazioni nel modo in cui era possibile radersi quotidianamente: dal rasoio regolabile negli anni Cinquanta al primo rasoio a cartuccia a cavallo tra il Sessanta e l’Ottanta; dal rasoio Sensor con lame indipendenti montate su molle, al celebre e iconico Gillette Fusion del 2006, anno della vittoria ai mondiali di calcio della nazionale italiana.A narrare questa storia, in occasione del lancio dell'ultimissimo modello Gillette Labs, è stata la voce di Chiara Alessi, saggista e curatrice, famosa per i suoi podcast dedicati a storie, aneddoti e curiosità legate alle cose e agli oggetti che, in un modo o in un altro, hanno fatto la storia. «L'uomo ha da sempre un rapporto diretto con la cura del proprio corpo» - afferma Alessi riflettendo sul modo in cui Gillette è stato e continua a essere parte della quotidianità di ognuno di noi - «il rituale della rasatura è nella storia una metafora che ha assorbito e restituito un insieme di valori che vanno oltre la semplice questione estetica. Gillette ha segnato una vera e propria rivoluzione, mettendo a disposizione degli uomini non soltanto gli strumenti per poter radersi con semplicità ed efficienza, in sicurezza, ma anche un insieme di gesti e comportamenti che hanno radicalmente cambiato usi e costumi, dal Novecento fino a oggi». Il nuovo Gillette LabsE, tornando alla celebre frase pronunciata da King Camp Gillette, si può tranquillamente affermare che non è ancora giunto il momento di interrompere questa storia lunga oltre un secolo. L'ultimo capitolo si chiama Gillette Labs ed è stato presentato per l'Italia a Milano nella suggestiva cornice del The Dome. Un nuovo rasoio definito «rivoluzionario» che porterà l'esperienza di rasatura a un nuovo livello di comfort, stile e performance superiori. «Dopo oltre dieci anni portiamo sul mercato italiano un prodotto nuovo e innovato, che eleva la rasatura a un livello superiore: vogliamo lasciare il segno nella vita di ogni uomo che ama prendersi cura di sé» - spiega Marco Centanni, Brand Director di Gillette Italia - «grazie alle sue caratteristiche uniche, Gillette Labs rappresenta molto più di un rasoio: è un invito a unirsi alla rivoluzione della rasatura. Un oggetto iconico per coloro che cercano l'eccellenza e per chi rifiuta di accontentarsi».Si tratta di un rasoio che, grazie a nuove caratteristiche, tecnologie all’avanguardia e innovazioni, come per esempio la barra integrata ad azione esfoliante dotata di smerli rialzati che attraverso uno scrub aiutano a rimuovere e pulire la pelle da detriti e impurità prima del passaggio delle lame, fanno passare la rasatura da funzionale a una vera e propria esperienza da vivere. Le lame, in acciaio anti-frizione, sono cinque e seguono il contorno della pelle del viso grazie a un disco flessibile. Altra novità, rispetto ai rasoi precedenti, consiste nella base magnetica che fa sì che una volta finita la rasatura si possa riporre il rasoio in posizione verticale e farlo diventare a tutti gli effetti un oggetto di arredamento del bagno.
(Arma dei Carabinieri)
L'attività investigativa - avviata nell’ottobre 2024 e conclusa nell’aprile 2025 – è stata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria con il supporto dei militari della Stazione Carabinieri di Reggio Calabria – Catona sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
Durante il corso dell’indagine si è proceduto ad un’articolata e costante attività di monitoraggio e controllo del quartiere Arghillà di Reggio Calabria, teatro, negli ultimi anni, di una recrudescenza criminale.
Grazie all’indagine è stata scoperta la pratica di reati contro il patrimonio nel quartiere di Arghillà secondo uno schema operativo sostanzialmente identico e ripetuto nel tempo. Alcuni degli indagati individuavano e successivamente sottraevano dalle vie della città uno o più veicoli di interesse, che venivano poi subito portati ad Arghillà. Come ricostruito dal Gip una volta trasferiti i veicoli rubati venivano sottoposti ad una rapidissima e professionale attività di cannibalizzazione. In almeno due casi si è assistito in diretta (grazie alle telecamere) ad episodi cosiddetti di «cavallo di ritorno», in cui gli indagati hanno praticato l'estorsione per costringere i proprietari delle auto rubate a pagare un compenso per ottenerne la restituzione.
È inoltre stato riconosciuto dal Gip come alcuni indagati adottassero costantemente contromisure per eludere controlli di polizia nel corso delle operazioni di ricettazione, informandosi a vicenda sulla presenza delle Forze dell'ordine in vari punti del quartiere o sui controlli subiti dai co-indagati.
Si è ritenuto degno di particolare allarme sociale il fatto che gli indagati abbiano commesso i reati per cui si procede con cadenza quotidiana anche durante le festività natalizie, sia di giorno che di notte. Si aggiunga che alcuni episodi hanno inoltre interessato i veicoli in sosta presso i parcheggi di ospedali e che, in un caso, ad essere vittima dei reati è stata una troupe televisiva intenta a realizzare un servizio giornalistico nel quartiere di Arghillà.
Nell’ordinanza è inoltre ben evidenziato come la costante cannibalizzazione dei mezzi rubati rappresenti sicuramente un impatto ambientale, per la creazione di una discarica di carcasse di veicoli a cielo aperto in un quartiere ad altissima densità abitativa.
Si sottolinea, inoltre, come le molte attività di riscontro compiute nel corso del periodo di monitoraggio hanno portato al ritrovamento di più autovetture oggetto di furto, di molte parte di ricambio e anche al reperimento ad al sequestro di armi.
Continua a leggereRiduci
«So che l’Anm si è rifiutata di avere un confronto one to one con me in televisione, con la motivazione che non vuole avere interlocuzione politica per non dare a questo confronto un significato politico. Questo mi fa credere che rifiutino qualsiasi altro confronto con esponenti politici o vuol dire altrimenti che hanno paura di confrontarsi con me».
«L' Anm ha chiesto di essere ascoltata a Bruxelles? Io credo che stia un po’ annaspando in questi giorni. Per fortuna ha rinunciato a qualsiasi forma di manifestazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, a differenza di quello che ha fatto l’anno scorso. Cerca interlocutori a destra e a sinistra, che va bene, è loro diritto, ma mi dispiace che non lo facciano con me». Ha dichiarato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine del convegno «Una giustizia giusta» alla Sala della Regina a Roma.