Fine del Giubileo, c’è Mattarella. «Oltre 33 milioni di fedeli a Roma»

Il Giubileo si conclude ufficialmente oggi, giorno dell’Epifania. Alle 9.30 papa Leone XIV chiuderà la Porta Santa della basilica di San Pietro in Vaticano poi, dopo la messa, alle 12 si affaccerà dalla Loggia centrale della basilica vaticana per la recita dell’Angelus. All’appuntamento sarà presente anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Migliaia i pellegrini che, nonostante la forte pioggia di questi giorni, sono giunti in San Pietro per questo evento. Questa ultima cerimonia farà lievitare il dato di oltre 33 milioni di persone che si sono recate nella capitale per l’Anno Santo. Dato diffuso dal pro-prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione, monsignor Rino Fisichella, nel corso della conferenza stampa di bilancio del Giubileo che si è tenuta ieri nella sala stampa della Santa Sede. «I 33 milioni 475.369 fedeli certificati segnano il sorpasso sulle attese» perché «le stime di 31 milioni di pellegrini, fatte a inizio Giubileo, sono state largamente superate». Monsignor Fisichella ha aggiunto che sabato 10 gennaio sarà papa Leone XIV stesso a incontrare le istituzioni e chi ha lavorato al Giubileo per ringraziare e valutare l’anno che è stato. «Ho avuto un’udienza con il Pontefice circa un mese fa. Ovviamente abbiamo parlato anche del Giubileo e dei frutti che questo ha portato. La cosa importante è che il Papa stesso ha sentito il desiderio di incontrare tutti quelli che hanno lavorato per il Giubileo il 10 gennaio, per esprimere la propria gratitudine e la sua valutazione dell’evento».
Un Giubileo definito «straordinario» anche perché inaugurato da Francesco e concluso dal suo successore, Leone. Straordinario anche per la sua gestione efficace, nonostante i noti problemi amministrativi di Roma. «È nostra intenzione non confinare al 2025 il metodo di lavoro seguito», ha commentato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. «A marzo dello scorso anno, l’Ufficio europeo dei brevetti ha pubblicato un report in cui l’Italia figurava come la quinta nazione europea per numero di brevetti depositati e la undicesima a livello mondiale. Quest’anno potremmo contribuire a migliorare il ranking nazionale depositando un nuovo brevetto sviluppato dalla presidenza del Consiglio nel corso dell’anno giubilare: il “metodo Giubileo”». Mantovano ha voluto anche sottolineare che l’Anno Santo «finisce in un momento tragico per la nazione. ferita dalle vittime dell’incendio di Capodanno di Crans-Montana». sottolineando quanto questa tragedia faccia riflettere «sul senso della vita». Sull’efficacia del “modello Giubileo” si è anche concentrato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che si è proiettato al prossimo Giubileo, quello del 2033, Anno Santo straordinario in cui si celebreranno i 2.000 anni della Redenzione di Cristo. «Mi auguro che si potrà continuare a collaborare» per il Giubileo «del 2033, dobbiamo arrivare pronti», ha detto Rocca, che ha rimarcato la necessità di «iniziare una pianificazione» per essere pronti all’appuntamento. Unico neo, i lavori non terminati su cui è intervenuto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: «Gli interventi complessivi sono 332, di questi 204 sono a oggi sono chiusi o parzialmente conclusi». Infine, sulla sicurezza è intervenuto il prefetto di Roma, Lamberto Giannini: «Abbiamo trasmesso un senso sicurezza senza alcuna militarizzazione della città e facendo tanta opera di prevenzione».






