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Il gas è un incubo, l’inflazione un flagello

  • L’Iea avverte: «Prepararsi subito allo stop delle forniture russe». Ma l’Ue rinvia le decisioni: inverno ad alto rischio. Intanto l’aumento dei prezzi interessa ormai tutti i settori. Le aziende, dopo aver ridotto i loro margini per mesi, ora non possono più assorbire l’aumento dei costi. Tim: «Adeguamenti tariffari verso l’alto». Il futuro delle tlc fondamentale per lo sviluppo, la politica ascolti.
  • Il Consiglio che parte oggi rimanda le scelte a settembre. Assieme a un mini taglia-bollette, il governo proroga a marzo 2023 la tassa sui profitti.

Lo speciale contiene due articoli.

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Meloni suona la sveglia sull’Ebola: «Bisogna controllare le frontiere»
Giorgia Meloni (Ansa)
Appello del premier al presidente di turno dell’Unione, Nikos Christodoulides, ad Antonio Costa e a Ursula von der Leyen.
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Il primo partito? È quello che contesta  l’Europa
Il capo di Confindustria, Emanuele Orsini (Ansa)
Confindustria cannoneggia «la burocrazia lunare di Bruxelles» e invita a fermarla dopo l’ostruzionismo sulle bollette. Appello di Coldiretti: «Sospendere Cbam ed Ets».

La politica dell’Europa piace sempre meno. L’infatuazione generalizzata appartiene ormai a un lontano passato e si ingrossa il «partito» di quanti rilevano le carenze (nel migliore dei casi) e gli svantaggi di questo pachiderma burocratico, veloce a tessere una ragnatela di regole, quanto lento a rispondere alle evoluzioni del mercato.

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Il braccino dell’Ue apre la guerra tra poveri
Ursula von der Leyen (Ansa)
A Bruxelles sono bravi a dare pagelline, promuovendo in parte l’Italia, ma tirano la cinghia sullo sblocco di risorse sull’energia. Spostano sempre in avanti ogni discussione lasciando, tra l’altro, che la proposta di Fitto (usare i fondi di coesione) venga affossata.

Il bastone e la carota: la Commissione europea fa felice il governo italiano con giudizi lusinghieri su fisco, banche e lavoro, ma al tempo stesso bacchetta l’Italia sulle misure che dovrebbero contribuire alla crescita delle imprese.

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Gli studenti islamici disertano la scuola. Buttati via in mensa centinaia di pasti
iStock
A Marghera, dove un alunno su tre è musulmano, le famiglie non hanno avvisato che avrebbero partecipato a una festa religiosa.

Scene da un’integrazione difficile, se non impossibile. Mercoledì, centinaia di pasti sono stati buttati via nelle scuole di Marghera perché era una festività islamica e le famiglie si sono dimenticate di avvertire che i loro figli sarebbero rimasti a casa.

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