Garlasco choc: dopo 18 anni spunta l’impronta di Sempio vicino al corpo

Il mistero della traccia 33. Un colpo di scena dietro l’altro. Quella di ieri è stata una giornata intensa e piena di tensioni che ha reso ancora più complesso riannodare le fila dell’intrigato giallo di Garlasco. Prima la notizia di Andrea Sempio (il nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi) che non si è presentato in Procura a Pavia per un difetto di notifica. Che il difensore di Sempio, Angela Taccia, ha commentato sui social annunciando «guerra dura senza paura» Poi, dopo alcune ore, le agenzie di stampa hanno diffuso una notizia clamorosa, anticipata dal Tg1, ma contenuta in una perizia disposta dai pm: è di Andrea Sempio l’impronta trovata accanto al cadavere di Chiara Poggi. Bisogna, però, mettere insieme i tasselli di una giornata complicata che potrebbe aprire nuovi scenari investigativi e riscrivere altre pagine di una vicenda giudiziaria che, dopo diciotto anni, mostra ancora tanti dubbi da sciogliere e numerosi interrogativi a cui dare una risposta. Ora l’attenzione degli inquirenti, e non solo quella mediatica, è tutta rivolta a quell’impronta che incastrerebbe Sempio, l’amico di infanzia di Marco Poggi, il fratello della giovane uccisa. Si tratta di una traccia che non era stata attribuita a nessuno nella prima inchiesta, cioè quella che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, l’allora fidanzato di Chiara Poggi, a sedici anni di carcere. Oggi, secondo quanto emerge da una consulenza tecnico-scientifica disposta dai pm, quella impronta appartiene ad Andrea Sempio, indagato per concorso in omicidio. Quell’orma si trovava sulle scale che portano alla cantina della villetta di via Pascoli dove è stato trovato il corpo senza vita della ventiseienne. Il particolare rilevante è emerso da recenti accertamenti autorizzati nell’ambito della nuova inchiesta coordinata dal procuratore di Pavia Fabio Napoleone, dall’aggiunto Stefano Civardi e dal sostituto Valentina De Stefano. E da quanto si è appreso, questa traccia è stata anche al centro degli interrogatori di ieri, sia di quello di Stasi sentito come «testimone assistito», sia di Marco Poggi, il fratello di Chiara ascoltato sempre ieri come persona informata sui fatti. Si tratta di un’impronta apparsa sulla parete destra della scala su cui il 13 agosto venne trovato il corpo senza vita della giovane di Garlasco. Nell’edizione serale di ieri, il Tg1 ha mostrato in esclusiva l’immagine dell’impronta della mano destra che dovrebbe essere di Sempio. Nella relazione redatta dai Ris vengono catalogate tutte le impronte trovate lungo il muro della scala e repertate dagli investigatori. Oltre all’impronta della mano attribuita a Sempio, ci sono anche un’impronta del pollice destro di Marco Poggi; quattro impronte dell’allora capitano dei carabinieri di Vigevano, intervenuto nella villetta di via Pascoli, e altre diciannove tracce mai attribuite la cui utilità è stata classificata dal Ris di Parma come «nessuna». La nuova perizia, disposta dai magistrati pavesi, si è basata sull’analisi di alcune fotografie. Ma già nel luglio del 2020 i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, in un’annotazione, avevano messo nero su bianco un aspetto rilevante: «È logico-fattuale che l’impronta sulla parete delle scale appartenga all’assassino». La traccia 33, all’epoca delle prime indagini, era stata definita «totalmente inutile a un esame dattiloscopico». La nota dei carabinieri del 2020 faceva parte di un fascicolo che fu poi archiviato e che riguardava Sempio che non era stato, però, formalmente indagato. Cinque anni fa, i carabinieri scrissero che su quella traccia non furono fatte analisi biologiche per accertare se l’impronta fosse sporca di sangue. Adesso, per gli inquirenti ci sarebbe corrispondenza tra quell’impronta e la mano destra di Sempio, l’amico del fratello di Chiara che quindi frequentava spesso casa Poggi. L’impronta 33 è stata oggetto delle domande che ieri i magistrati hanno rivolto a Stasi. L’ex fidanzato di Chiara si è presentato alle 13.45 al Palazzo di giustizia e ha risposto a tutte le domande. Accompagnato dai suoi legali è entrato dal retro per evitare giornalisti e curiosi ed è stato interrogato per un paio di ore. «Ha risposto a tutte le domande», ha spiegato al termine dell’interrogatorio uno dei suoi legali, l’avvocato Antonio De Rensis. «A qualunque domanda gli è stato posta ha risposto in maniera esaustiva, come d’altronde ha sempre fatto anche nel precedente procedimento giudiziario». Nessun commento sul contenuto delle dichiarazioni rilasciate da Stasi. Ma i suoi legali si sono detti molto soddisfatti. Lontano da Pavia, è stato ascoltato sempre nel pomeriggio di ieri anche Marco Poggi il fratello di Chiara, come persona informata sui fatti. Marco si è detto sicuro dell’estraneità dell’amico Sempio. «Con la collaborazione degli inquirenti, Marco Poggi ha potuto essere sentito lontano dai giornalisti e ha risposto serenamente alle domande che gli sono state
Rivolte, ha affermato in una nota l’avvocato Francesco Compagna, legale del fratello di Chiara Poggi. «Ad Andrea Sempio - ha aggiunto il legale - lo lega un’amicizia di lunga data e la convinzione della sua estraneità alla tragica vicenda che ha sconvolto la sua famiglia». Nella giornata di ieri, non sono mancati anche i colpi di scena mediatici. Poco prima dell’inizio degli interrogatori, davanti al Tribunale di Pavia, è apparso Fabrizio Corona. L’ex fotografo dei vip ha lasciato intendere di avere particolari inediti e rilevanti sull’omicidio Poggi. Così come ha creato suspense e attesa, l’intervista rilasciata da un supertestimone alla trasmissione Le Iene che tira in ballo Stefania Cappa, la cugina di Chiara Poggi. L’uomo racconta di averla vista agitata e con un borsone poco dopo il delitto quel 13 agosto del 2007. In questi giorni sono tornate sotto i riflettori mediatici e non solo anche le gemelle Cappa.






