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Coi fondi europei per la rete idrica a Gaza hanno fabbricato missili

Coi fondi europei per la rete idrica a Gaza hanno fabbricato missili
Getty Images
Lo certificano i magistrati contabili: molti degli aiuti dal Vecchio continente sono stati dirottati ai jihadisti. Un flop anche italiano. E Bruxelles persevera: grazie a Josep Borrell e ad altri burocrati, gli invii continueranno.
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Con la scusa della guerra ci riprovano col lockdown
Getty Images
Dall’Unione europea ai medici orfani delle chiusure, come Nino Cartabellotta, fino ai docenti: sempre più voci chiedono di richiudere tutto contro la crisi energetica. Affidando magari la pratica a «mister Dpcm» Conte.

C’è un pezzo d’Europa, e anche d’Italia, che fa il tifo per il lockdown. Quel periodo in cui, a causa del Covid, alle persone era impedito di uscire, si consumava poco gasolio e ancora meno benzina, i negozi erano chiusi e le aziende lavoravano in smart working, e così anche le emissioni erano ridotte al minimo.

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Alla Casa Bianca scoppia la faida cristiana
Marco Rubio e Pete Hegseth (Ansa)
Il conflitto in Medio Oriente ha fatto esplodere i dissidi tra i cattolici che, pur da diversi fronti (Vance isolazionista, Rubio neocon), volevano dissociarsi da Netanyahu, e gli evangelici sionisti che fanno capo al Pentagono di Hegseth. E che hanno fuorviato Trump.

«Tutti i concetti più pregnanti della moderna dottrina dello Stato sono concetti teologici secolarizzati». Lo scrisse Carl Schmitt nel 1922. Ci aveva visto lungo. Anche dietro la guerra in Medio Oriente non ci sono soltanto interessi economici. Oltre alla materia, c’è lo spirito. La religione. Dal lato dell’Iran, certo, il cui regime teocratico lotta per sopravvivere. Dal lato di Tel Aviv, che insegue senza più remore il sogno del Grande Israele, come proclamò Benjamin Netanyahu nell’agosto del 2025. E pure dal lato americano.

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Schiarite in Mps, temporali per Unicredit
Ansa
L’ex ad Lovaglio licenziato pure da dg. In vista dell’assemblea, la lista proposta dal cda di Siena è data in vantaggio con oltre il 20%. In Germania invece Commerz gela Andrea Orcel sull’Ops: premio non adeguato, così non ci sono presupposti per un accordo, meglio soli.

Schiarite a Siena, temporali sull’asse Milano-Francoforte. Il cielo della finanza europea sembra uscito da un capriccioso bollettino meteo: sole a tratti, rovesci improvvisi e qualche fulmine. Partiamo dalla notizia che cambia gli equilibri del sistema bancario italiano: Delfin, la cassaforte degli eredi Del Vecchio, ha depositato le azioni per l’assemblea del 15 aprile di Montepaschi. È il segnale che le schermaglie sono finite. L’affluenza si annuncia superiore al 70%. Il peso di Delfin azionista di riferimento con il 17,5% diventa decisivo.

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Chi voleva «decarbonizzare» tutto ora piange perché manca il petrolio
iStock
L’attuale crisi energetica mette a nudo le ipocrisie delle nostre politiche green.

Da oltre trent’anni ci è stato doviziosamente spiegato che per salvare il pianeta occorre «decarbonizzare» l’economia, ovvero rinunciare ai combustibili fossili: petrolio, gas e carbone, devono restare nel sottosuolo, come diceva Greta Thunberg. Ci dicono entro il 2050. La chiamano transizione-energetica.

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