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Ettore Moretti. La storia del «re delle tende»

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Ettore Moretti. La storia del «re delle tende»
Immagini pubblicitarie della Ettore Moretti. nel riquadro a destra, il fondatore (Getty Images)

Nata all'alba del XX secolo a Milano, per 70 anni l'azienda fu leader indiscussa nel settore dei materiali da accampamento. Produsse la «Tenda Rossa» di Umberto Nobile e i materiali usati sul K2 e sull'Everest. Fornì l'esercito per due guerre mondiali, fu protagonista della rinascita del turismo del «boom» economico.

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Dalle truffe digitali alle reti criminali globali, il report Interpol rivela l’evoluzione della frode finanziaria in un’industria strutturata, potenziata dall’intelligenza artificiale e sempre più centrale nell’economia illegale mondiale.
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Toni apocalittici e nemici al rogo. L’unica carta del No è la rabbia
Ansa
Tornano gli insulti e i manichini decapitati, al grido: «In pericolo le donne e i gay».

Questa particolare campagna elettorale ci consente di analizzare alcuni aspetti decisivi sia dell’attuale scenario politico sia, soprattutto, delle modalità attraverso le quali viene strutturata la propaganda elettorale. Il presupposto fondamentale della consultazione referendaria, che avrà luogo domenica e lunedì, è l’assenza di quorum. Tale particolarità, in un assetto ormai consolidato di affluenza bassa e di utilizzo dell’astensionismo come strumento per far fallire le consultazioni referendarie, unita all’importanza decisiva del quesito, ha caricato questo referendum di temi politici e ideologici ma anche culturali e relativi all’immaginario collettivo.

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Folgorato a una cena con Lotito, voterò Sì
Fabio Lattanzi (Getty Images)
Da avvocato e figlio del presidente emerito della Consulta favorevole al No, sono stato convinto dal presidente della Lazio sull’utilità della riforma. Il sistema non va, la carriera dei giudici non può dipendere dai pm e al Paese serve una speranza.

Sono un avvocato e ho ricevuto un incarico professionale da parte del Comitato nazionale per il Sì: accertare alla Camera penale, etichettato come «comunista» da mia figlia Isotta, io, pecora nera di una famiglia di «santoni» del processo penale (Lattanzi è figlio di Giorgio, presidente emerito della Corte Costituzionale, ndr), in cui anche il cane è per il No, sono indeciso.

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La Schlein fa cilecca sulla riforma. E fraintende pure l’appello di Nordio
Elly Schlein (Ansa)
Il segretario del Pd parla di scopi «estranei» ignorando la storia della Costituzione.

Pochi giorni fa, a Torino, durante una manifestazione di «mobilitazione del Pd per il No», Elly Schlein ha esposto le proprie ragioni contro la riforma della giustizia: «Il primo motivo valido è che la riforma costituzionale non rende più veloci i processi, non assume il personale che manca nei tribunali, non stabilizza 12.000 precari, non affronta i temi del sovraffollamento carcerario».

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