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Il Teatro alla Scala dalle bombe alla rinascita
A sinistra il Teatro alla Scala. A destra il Conservatorio dopo l'incursione del 15-16 agosto 1943 (Getty Images)

L'11 maggio 1946 Arturo Toscanini dirigeva il primo concerto dopo il restauro del tempio mondiale della musica e della lirica, gravemente danneggiato dalle bombe la notte del 16 agosto 1943. Negli stessi istanti veniva distrutto anche il Conservatorio.

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L’economia cala ma i tassi saliranno
Christine Lagarde (Ansa)
L’indice Pmi della produzione dell’Eurozona scende a 48,8. Malgrado la contrazione in atto, la Bce è pronta ad alzare il costo del denaro. Cipollone: «Scenario cambiato».

La crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente comporta due possibili conseguenze dense di rischi: da un lato una crescita dell’inflazione, legata all’aumento dei prezzi delle materie prime e dei trasporti che si riflette sui prezzi al consumo. Dall’altra il rallentamento della crescita economica, con l’incubo che possa addirittura trasformarsi in recessione.

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L’Europa può portarci al disastro. Trattare con Mosca è necessario
Vladimir Putin (Ansa)
Il Cremlino si sente minacciato e ha armi nucleari: non seguiamo l’Unione o finirà male.

Ho letto la trascrizione di una intervista del 26 aprile del noto giornalista Alexander Kareevsky del canale Russia-24 (per intenderci una specie di Bruno Vespa, per ruolo, stile e influenza). L’intervistato era Sergey Karaganov, politologo, professore alla Scuola Superiore di Economia di Mosca, importante consigliere in politica estera al Cremlino.

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«Dopo i sovranisti non torna l’Europa»
Giovanni Orsina (Ansa)
Lo storico Giovanni Orsina: «L’Ue reagisce alla crisi con sussulti moralisti. Ma ricattando i suoi membri si mostra debole Trump? L’odio per lui distorce qualunque ragionamento. Però gli manca la forza per spaccare il sistema».
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«Il vecchio ordine non tornerà più. Per noi è una chance»
L’ex ministro Marco Minniti: «L’Europa diventi punto di riferimento dei Paesi che sono spiazzati da Trump ma non vogliono finire sotto la Cina».

«La leadership europea deve comprendere una cosa: tutto quello che sta avvenendo - dall’Ucraina all’Iran - è la fine di un vecchio ordine mondiale. E quel vecchio ordine non tornerà. Non è una parentesi. Non va vissuta come “mettiamo a punto qualcosa, poi torna tutto come prima”. Non tornerà più. E quindi non è più il tempo degli zerovirgola di bilancio».

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