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Dai tubi sabotati agli alleati dell’Iran. La guerra globale non è più «a pezzi»
Una colonna di fumo si alza dalla raffineria di petrolio di Shahran dopo il raid aereo su Teheran dello scorso 8 marzo (Ansa)
Teheran ha sponsor dalla Cina alla Russia. E la crisi petrolifera, inasprita dalle azioni di Kiev, danneggia tutti. Lo scenario profeticamente evocato da Bergoglio va aggiornato: il conflitto è uno, e noi siamo nel mezzo.
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La guerra dei social la perde Trump
(Ansa)
Sul piano della propaganda online i pasdaran sono in grado di fronteggiare il tycoon a colpi di meme: una reattività imprevista che influenza anche la realtà del conflitto.
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Trump conferma: «Oggi l’ultimatum». Pakistan e Turchia cercano la tregua
Donald Trump (Ansa)
La Repubblica islamica dice no alle proposte, ma rilancia con 10 punti. The Donald: «Passo in avanti, però non basta».

Sono ore di alta tensione quelle che sta attraversando la crisi iraniana. Stasera (alle ore 20 di Washington Dc), è prevista la scadenza dell’ultimatum fissato da Donald Trump: a meno che Teheran non riapra lo Stretto di Hormuz, il presidente statunitense, che domenica non ha escluso l’eventualità di schierare truppe di terra, si è detto pronto a colpire le infrastrutture energetiche della Repubblica islamica.

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Teheran colpisce una nave «sionista» ma esenta quelle umanitarie, indiane e turche. Poi giura: «Lo Stretto non tornerà come prima». E spunta un’ipotesi: sbloccarlo solo in cambio del via libera ai programmi atomici.

Per risolvere un problema che prima non c’era (il transito da Hormuz), si rischia di aggravarne un altro che andava risolto (il nucleare iraniano): è il disgraziato epilogo verso cui sta precipitando la guerra di Donald e Bibi. Teheran ha compreso di poter sfruttare con profitto il suo formidabile strumento di pressione.

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Trump furioso lancia un altro ultimatum :«Riaprite in 48 ore o sarà l’inferno»
Donald Trump (Ansa)
  • No comment di Donald Trump sulle sorti del pilota disperso: «L’evento non intacca i colloqui». Nuove voci sul rimpasto nel governo.
  • Usa e Israele distruggono un petrolchimico. Bombe su Gerusalemme. Il «Washinton Posti»: «La Cina aiuta gli ayatollah».

Lo speciale contiene due articoli

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