
Potrebbe finire davanti alla Corte costituzionale la vicenda del pignoramento contro Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in Appello a 14 anni e 9 mesi per aver sparato a tre rapinatori che nel 2021 avevano assaltato il suo negozio, uccidendone due e ferendo il terzo.
Il collegio difensivo del commerciante ha infatti sollevato la questione di legittimità con il giudice dell’esecuzione che deve decidere sulle pretese avanzate da tre delle quindici parti civili ammesse dalla Corte d’Assise di Asti.
Come raccontato dalla Verità, il sequestro degli immobili di Roggero disposto dalla sentenza di primo grado si è automaticamente trasformato in un pignoramento con la conferma della condanna in Appello. Ma le tre parti civili avevano già iniziato la loro azione esecutiva dopo il sequestro conservativo, notificando al gioielliere un precetto per 186.000 euro.
I legali di Roggero chiedono al giudice dell’esecuzione del Tribunale di Asti di «sollevare questione di legittimità costituzionale degli articoli 539 comma 2 e 540 Codice di procedura penale, per violazione degli articoli 3, 24, 27 e 111 della Costituzione», trasmettendo gli atti alla Consulta. E chiedono anche che, «in conseguenza, ordini la sospensione del presente procedimento». Per il collegio difensivo di Roggero, «la questione di illegittimità» degli articoli del Codice di procedura penale contestati, si basa «sul riflesso che stando alla lettera della legge - a richiesta della parte civile, l’imputato e il responsabile civile sono condannati al pagamento di una provvisionale nei limiti del danno per cui si ritiene già raggiunta la prova - la concessione della provvisionale è unicamente condizionata alla prova del danno e il giudice non ha il minimo potere di imporre una garanzia afferente la solvibilità della parte civile».
La questione posta dai legali, anche se legata al caso specifico, ha una portata più ampia. Detto in parole semplici: se un condannato con sentenza non definitiva è costretto a risarcire per centinaia di migliaia di euro le vittime, in caso di successiva assoluzione, chi gli garantisce che potrà riavere quanto versato?
Per questo, secondo la memoria che La Verità ha potuto visionare, «la norma sbilancia il processo a favore della parte civile, permettendo l’esecuzione forzata immediata di una somma che potrebbe risultare non dovuta, costituendo anche un effetto punitivo anticipato, perché l’imputato è presunto innocente fino alla condanna definitiva e costringerlo a pagare una provvisionale a una parte che potrebbe non essere in grado di restituirla, a seguito di un’assoluzione, rappresenta un “pregiudizio” ingiustificato e irreparabile al suo patrimonio, minando la parità delle armi nel processo». La Corte d’Assise di Asti ha condannato Roggero a versare alle parti civili circa 780.000 euro di provvisionale. Somma che, è questo il timore del gioielliere, rischia di essere persa per sempre anche se la vicenda si concludesse con un’assoluzione.






