Ore contate per il bambino di Napoli: si cerca un cuore anche all’estero

Sono ore di apprensione per le condizioni del bimbo di due anni a cui è stato impiantato un cuore danneggiato. Mentre sul fronte giudiziario proseguono le indagini, la mamma del piccolo Tommaso spera che arrivino buone notizie per un nuovo cuore. Il bimbo è ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Monaldi di Napoli. Le sue condizioni si sono anche aggravate.
La mamma, in contatto con il ministero della Salute, durante la trasmissione La vita in diretta su Rai1 ha spiegato che suo figlio è stato «messo al primo posto nella lista dei trapiantandi italiani». Mamma Patrizia chiede che il piccolo sia inserito in una posizione di primissimo piano in una lista mondiale. Il ministero della Salute, sempre contattato dalla trasmissione, ha fatto sapere che, sulla base delle informazioni ricevute dal Centro nazionale trapianti, «la Rete nazionale trapianti è impegnata nella ricerca di un potenziale donatore per il bambino in attesa a Napoli. Il piccolo risulta il primo nella lista d’attesa per il suo gruppo sanguigno. Qualsiasi segnalazione compatibile anche proveniente dall’estero sarà immediatamente valutata e proposta al Centro trapianti. Tutti i centri di donazione nazionale sono sensibilizzati e sorveglieranno eventuali donatori potenziali».
Il ministero della Salute sta seguendo costantemente l’evoluzione e ha già disposto l’invio degli ispettori all’ospedale di Bolzano dove è stato espiantato il cuore assegnato per il trapianto, e nell'ospedale Monaldi di Napoli, dove invece il cuore è stato impiantato nel piccolo, affetto, da quando aveva appena 4 mesi, da una grave cardiopatia dilatativa. Gli ispettori dovranno fare chiarezza su quanto accaduto cercando di accertare se sia successo qualcosa durante il trasporto e se l’iter che ha portato alla decisione dell’intervento sia stato corretto. Bisognerà verificare se il cuore sarebbe stato danneggiato nel trasporto utilizzando ghiaccio secco invece di normale ghiaccio. Questa è una delle ipotesi su cui sta lavorando la Procura partenopea.
I carabinieri del Nas di Napoli, su delega della Procura, hanno sequestrato il contenitore utilizzato per trasportare il cuore, poi risultato danneggiato da «un’errata conservazione con ghiaccio secco (anidride carbonica) nel trasporto da Bolzano al capoluogo campano». Il contenitore sarà sottoposto a una perizia da parte di consulenti che la Procura nominerà. Nella giornata di giovedì, sono stati iscritti sul registro degli indagati sei operatori sanitari tra medici e paramedici dell’equipe dell’ospedale Monaldi di Napoli che si è occupata dell’espianto del cuore a Bolzano, del trasporto e del trapianto. Gli indagati sono accusati di lesioni colpose. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ieri in un messaggio inviato alla trasmissione Storie italiane su Rai 1 ha ribadito che il ministero sta seguendo la vicenda e soprattutto è impegnato nella ricerca del primo cuore disponibile per il piccolo. Anche il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha voluto far sentire la sua vicinanza alla famiglia del piccolo: «Voglio esprimere a nome mio e della Giunta regionale della Campania la più profonda vicinanza alla famiglia del bambino ricoverato al Monaldi. Sono ore di grande apprensione e sofferenza. Si tratta di una vicenda gravissima e dolorosissima su cui andrà fatta piena luce». Il governatore ha ribadito di aver disposto accertamenti specifici per quanto è di sua competenza: «In considerazione dell’estrema gravità del quadro che è andato emergendo, ho disposto l’attivazione dei poteri ispettivi e conoscitivi previsti in capo alla Direzione generale per la tutela della Salute della Regione Campania. Occorre fare totale e assoluta chiarezza su ciò che è successo e accertare ogni responsabilità. Con massima trasparenza e determinazione». Intanto, nella giornata di ieri, il legale della famiglia del piccolo Tommaso, l’avvocato Francesco Petruzzi, attraverso dichiarazioni rilasciate all’Adnkronos, ha voluto fare alcune precisazioni in merito allo stato di salute del bimbo evidenziando la necessità anche di avere un secondo consulto: «Non è inabile al trapianto, inoltre abbiamo chiesto all’ospedale Monaldi di chiedere un secondo parere all’ospedale Bambino Gesù di Roma, credo sia normale che si sia incrinato un po’ il rapporto fiduciario tra la famiglia del bambino e il Monaldi. La famiglia vuole solo la conferma che il cuore sia ancora trapiantabile, così tiriamo un sospiro di sollievo in più». I genitori, attraverso l’avvocato Petruzzi, sono stati in contatto con i vertici aziendali del Monaldi proprio in attesa di risposte sulla possibilità di avere un parere pure dall’ospedale Bambin Gesù di Roma. Sul piano giudiziario, la vicenda del cuore danneggiato è abbastanza complessa e delicata. La Procura di Bolzano, attraverso una nota diffusa dalle agenzie di stampa, ha assicurato che «alla data del 13 febbraio, non ha ricevuto nessuna notizia di reato». L’autorità giudiziaria ha precisato che «la notizia di reato, consistente in una querela presentata dai genitori del bambino che avrebbe dovuto ricevere l’organo donato, è stata presentata nel circondario della Procura di Napoli, la quale sta indagando sulla vicenda e la Procura di Napoli ha informato dell’indagine in corso la Procura di Bolzano. Contemporaneamente è stato depositato a Napoli e a Bolzano un esposto da un’associazione privata in relazione alla vicenda ed è stato aperto un procedimento ad ignoti per violazione dell’art. 590 sexies del codice penale anche alla Procura di Bolzano». Le due Procure sono in contatto tra di loro per valutare la competenza territoriale e le procedure da seguire al fine di accertare tutte le responsabilità.






