
Chi si aspettava una risposta, resterà deluso: il giorno della verità non sarà oggi. Le decisioni del governo sui nuovi parametri per definire le zone di rischio, i criteri per l'utilizzo del green pass e l'obbligo di vaccinazione per gli insegnanti arriveranno, con ogni probabilità, domani.
Mario Draghi ha deciso di rimandare di 24 ore una cabina di regia che si annuncia piuttosto complicata. Secondo quanto si apprende da fonti di governo, l'idea sarebbe quella di andare in Consiglio dei ministri subito dopo la riunione ristretta con i rappresentanti dei partiti di maggioranza. Al tavolo delle trattative, insieme al premier e ai ministri Roberto Speranza e Daniele Franco dovrebbero trovare posto Giancarlo Giorgetti per la Lega e il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, a rappresentare le istanze di Forza Italia. Con loro, il ministro per la Famiglia, Elena Bonetti (Italia viva) e il capo delegazione del Movimento 5 stelle al governo, Stefano Patuanelli. Non è ancora confermata la presenza di Andrea Orlando, che nel chiuso della cabina di regia è portavoce delle posizioni del Partito democratico.
Dopo giorni di polemiche sulla «versione italiana» del green pass, a Draghi toccherà indossare la casacca del «mediatore», per trovare un punto di caduta tra le diverse anime della sua maggioranza. Se per Italia viva e Pd, la certificazione verde è uno «strumento di libertà, che consentirà di non chiudere più nulla», più fredda è la posizione dei leghisti, esplicitata per bocca del loro segretario, Matteo Salvini: «L'allargamento dell'utilizzo non ha senso, non c'è in quasi nessun Paese d'Europa. Curare sì, ma terrorizzare no. Lasciate in pace 60 milioni di italiani», ha attaccato nel corso del suo tour elettorale tra Siena e Orvieto.
Sul tavolo della cabina di regia, anche i nuovi parametri con cui attribuire le fasce di rischio alle Regioni. «In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione, è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori», ha anticipato il ministro della Salute, Roberto Speranza. Secondo le intenzioni del governo, la zona gialla scatterebbe con una occupazione delle terapie intensive superiore al 5% dei posti letto disponibili e con quella dei reparti ordinari oltre il 10%.
L'ultima «patata bollente» che complicherà prima la cabina di regia e poi il Consiglio dei ministri riguarda la scuola, con l'ipotesi dell'obbligo vaccinale per gli insegnanti, al fine di garantire lezioni in presenza per tutti alla ripresa dell'anno scolastico, a settembre. Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, è sicuro che si troverà una «posizione collegiale», anche se le percentuali di copertura finora raggiunte tra gli insegnanti - 84% di vaccinati con prima dose e 75% con copertura totale - creano più di un dubbio sull'opportunità di imporre loro la vaccinazione.
Come spesso è accaduto in questi mesi, ancora una volta la mediazione si cercherà nella cabina di regia, ormai a tutti gli effetti la sede in cui vengono risolte, o almeno questo sperano all'interno della maggioranza, le questioni più spinose, per evitare di far saltare il banco direttamente in Cdm. Con tanti saluti per i tanti parlamentari che dall'inizio della pandemia aspettano di poter esprimere le proprie posizioni sulle questioni più rilevanti per il Paese.






