Cuciniamo insieme: la carbonara sbagliata

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Cuciniamo insieme: la carbonara sbagliata
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Ci siamo addirittura inventati il Carbonara day e questo condimento per la pasta che i nutrizionisti ora dicono essere un piatto perfetto è diventato uno dei simboli del mangiare all'italiana. Non ha antiche origini, risale alla Liberazione da parte dei soldati angloamericani ed è però un guizzo creativo delle donne romane che partendo dalla Razione K hanno trasferito il breakfast dei marines (uova e pancetta) nella cofana dei maccheroni (anche se va usato il guanciale!) partendo dell'antica gricia che era la pastasciutta dei carrettieri e degli scaricatori. Ma noi siamo tipi che trasgrediscono. E così pensando che sotto Pasqua si consumano molte uova abbiamo deciso di proporvi questa Carbonara sbagliata.

L’Ue trema per la crisi del debito francese
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Parigi è sempre più malata: la sanguinosa manovra in arrivo rischia di non bastare e Bayrou parla di «punto di non ritorno» Bruxelles teme il contagio e Macron ne approfitta per chiedere i titoli comunitari. All’Italia toccherà dettare le regole
Con Sala l’aria di Milano è peggiorata
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Il primo cittadino dalle calze arcobaleno millantava interventi per aumentare quote di verde in città. In realtà ha vessato i residenti con l’area B, mentre la sua urbanistica edificava perfino nei cortili producendo inquinamento e togliendo superfici di drenaggio.
La sinistra si scanna per la Puglia. In Campania sceglie Fico e De Luca Jr
Antonio Decaro (Ansa)
  • Proseguono i tentativi disperati per cercare di salvare il campo largo, ma con risultati pressoché nulli. Il vertice convocato dal Pd si rivela un flop. E resta il nodo (impossibile da sciogliere) di Nichi Vendola.
  • Il centrodestra vicino alla quadra. Dal cdm di domani potrebbero uscire le soluzioni sulle candidature: Zaia attende un segnale da Salvini per diventare il capolista. Il nome campano è Carfagna.

Lo speciale contiene due articoli.

«La politica continua ad autoassolversi ma sul Covid serve una Norimberga»
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L’infettivologo Pietro Luigi Garavelli: «Dobbiamo verità ai morti e ai danneggiati, invece la narrazione rimane anacronistica e a senso unico».
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