Il cortocircuito dei tifosi dell’emergenza
  • Per gli «esperti», i casi salgono a causa degli ultimi alleggerimenti. Che tuttavia sono stati minimi, mentre l’impalcatura dei diktat più duri è rimasta intatta. Eppure, di fronte all’inutilità dei divieti, si invocano ancora limitazioni e vaccinazione di massa per i bimbi.
  • Richiesta illegittima del green pass: lavoratrice sospesa sarà risarcita. La sentenza a Firenze: l’azienda impose di esibire la card quando non era obbligatoria.

Lo speciale contiene due articoli.

Nemmeno il conflitto russo ucraino silenzia i cosiddetti esperti del Covid. La ripresa, contenuta, dei contagi li autorizza a esprimere cupe previsioni su nuove ondate pronte a sommergerci, ma soprattutto tornano a fornire strampalate interpretazioni del perché il virus sia ancora in circolazione.

Il colpo di coda sarebbe dovuto «al fatto che è tutto aperto e stiamo meno attenti», ha dichiarato il fisico Giorgio Sestili, che da inizio pandemia analizza e monitora l’andamento epidemico di Sars-CoV-2. Che cosa mai vedrà di aperto, se tutto rimane controllato da green pass di base e super lasciapassare? Ci faccia capire di quale apertura sta godendo l’Italia, dove per salire su un semplice bus serve ancora il documento verde rafforzato, così pure per andare al cinema, a teatro, a mangiarsi una pizza con gli amici.

Tralasciamo, per un momento, l’odioso obbligo imposto ai lavoratori over 50, che senza vaccino se ne devono stare a casa senza stipendio, pensiamo alle «aperture» che sarebbero complici o causa della risalita della curva. Stiamo forse parlando del via libera a popcorn e patatine al cinema e allo stadio, concesso dal 10 marzo?

Forse che consumare cibi e bevande in sale teatrali, da concerto, nei locali di intrattenimento e musica dal vivo, è un rilassamento esagerato e il Covid ne sta approfittando? Non sembrano avere questa preoccupazione gli altri Paesi europei, nei quali l’allentamento delle misure è iniziato già da settimane, come nel Regno Unito e nei Paesi nordici, e dove nessun esperto si mette a criticare il ritorno alla normalità perché responsabile dei nuovi casi dovuti alla variante Deltacron.

«Superare lo stato d’emergenza non significa d’un tratto magicamente essere fuori da ogni vincolo, il Covid continua a essere una sfida con cui fare i conti», dichiara invece il ministro della Salute, Roberto Speranza, in una delle sue variazioni sul tema chiusura. Non c’è nulla da fare, il pensiero unico della dittatura sanitaria imperante è continuiamo a limitare le libertà dei cittadini.

«È chiaro che se si apre la circolazione, per esempio sospendendo tutte le misure, come ha fatto la Gran Bretagna, c’è di nuovo un aumento dei casi», tuona il suo consigliere scientifico, Walter Ricciardi, convinto assertore della strategia «zero Covid» della Cina per eliminare definitivamente il virus. Invece dobbiamo imparare a conviverci, senza restare chiusi in casa o esclusi dalla vita sociale, sportiva, ricreativa in attesa che il governo elabori la road map dell’allentamento delle restrizioni.

Singolare, quanto afferma a riguardo Massimo Ciccozzi, direttore dell’unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus biomedico di Roma. «Sars Cov-2 non è andato via. Diventerà sicuramente endemico perché ciò è nella storia dei virus», ha dichiarato al Messaggero. E fin qui, gli studiosi seri concordano sul fatto che sempre più persone diventeranno immuni al virus, che provocherà un numero di infezioni più o meno costante nel tempo, ripresentandosi periodicamente.

Il professore ha però fatto la seguente aggiunta: «Abbiamo accelerato questa “endemizzazione” grazie ai vaccini e alle mascherine». Cioè i dispositivi che siamo obbligati a tenere al chiuso, fino a poco fa pure negli spazi aperti, sono serviti a diffondere maggiormente il virus per poi imparare a conviverci?

Intanto, comunque, presente e futuro prossimo vengono presentati come nuovamente insidiati da minacce Covid. «L’allentamento di molte misure restrittive e dei comportamenti individuali certamente ha avuto un ruolo determinante nell’inversione di tendenza», afferma su Repubblica Stefania Salmaso, presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia. L’esperta è convinta che il problema siano anche i piccoli non ancora inoculati. «I bambini possono essere facili veicoli di infezione nel nucleo familiare, è importante vaccinarli. Se l’infezione continua a circolare fra i grandi, inevitabilmente crescono le probabilità che raggiunga persone a rischio di sviluppare malattia grave», ha dichiarato. A parte che gli adulti fragili dovrebbero essere già vaccinati con tre dosi, se non con quattro, quindi non regge più la minaccia dei bimbi incubatori di virus che può uccidere, non si comprende la necessità di fare l’anti Covid a bambini sani. Su 552.730 contagiati negli ultimi 30 giorni, l’Iss non ha segnalato casi severi o critici nella fascia 2-6 anni e neppure in quella 7-19.

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha definito «limitata» la crescita di vaccini nella fascia 5-11 registrata nell’ultima settimana. Attendiamoci altre campagne pressanti da parte di pediatri fan dell’inoculazione. In Florida, invece, come La Verità ha scritto tre giorni fa, il responsabile sanitario dello Stato Joseph Ladapo, ha dichiarato che il dipartimento della Salute non consiglierà di iniettare il farmaco ai bambini sani perché «non siamo in grado di quantificare con precisione e sicurezza il potenziale beneficio dei vaccino anti Covid dei bambini».


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