Quella scatola vuota che Conte chiama vittoria

Che cosa è successo giovedì al vertice dei leader europei? Assolutamente nulla. Nonostante le attese di cui era stato caricato l'incontro fra i capi di governo della Ue e nonostante i quasi entusiastici titoli del giorno dopo di alcuni giornali («Primo accordo in Europa», ha scritto a tutta pagina un quotidiano italiano) a Bruxelles non è accaduto niente di significativo. O meglio: niente di positivo. Sì, i rappresentanti dei diversi Paesi si sono incontrati come hanno fatto tante volte e, come già prima, hanno discusso di come sostenere la ripresa dopo l'epidemia di coronavirus. Poi, alla fine, su sollecitazione del presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, nel testo finale hanno anche inserito una frase come contentino, in cui si sottolinea che le risorse per finanziare i Paesi in difficoltà sono necessarie e urgenti. (...)
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  • Molti segnali lasciano intendere che sia alle porte il rischio di un aumento vertiginoso dei prezzi come accadde negli anni di Weimar. Succede quando la capacità produttiva di un Paese viene affossata. Per scongiurare il pericolo occorre salvare più aziende possibili.
  • Oltre 2 milioni di famiglie in povertà. Colpite maggiormente le famiglie numerose. Ma avere i nonni diventa una risorsa.

Lo speciale contiene due articoli.

Mario Draghi (F.Origlia/Getty Images)
Linea dura dell'Italia che blocca le spedizioni del colosso anglosvedese in accordo con la Commissione. Possibili ritorsioni del gruppo, che infiala nel Lazio. Giancarlo Giorgetti: «400-500 milioni pronti per il polo nazionale».
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