Con Marella finisce la dinastia Fiat che saldò il mondo snob alla sinistra - La Verità
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Con Marella finisce la dinastia Fiat che saldò il mondo snob alla sinistra

Ansa

Nella sua figura si sintetizzò l'incontro tra l'impero dei motori e la family editoriale dei Caracciolo, proprietari di Repubblica ed Espresso. Un potere intoccabile tra aiuti di Stato, inchieste sepolte e «rottamazioni».
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Chi urlava per i rubli ora ignora la notizia

Ansa

Volete sapere quanti tra i principali dieci giornali nazionali italiani ieri ha messo in prima pagina la notizia dell'indagine a carico dell'uomo che custodiva la cassaforte e i segreti di Matteo Renzi? Tre: quello che tenete tra le mani e Il Fatto quotidiano hanno dedicato alla vicenda il titolo più importante, Il Messaggero un box. E gli altri? Il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore? Hanno preferito liquidare la notizia in cronaca, cioè nelle pagine interne: chi di taglio basso, chi a fondo pagina, chi invece dopo le lenzuolate dedicate alla pubblicità della moda. (...)
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Non solo il presidente avvocato, nel board il trio Boschi-Carrai-Lotti

Ansa

Nella piattaforma che ha sostenuto l'ascesa dell'ex sindaco di Firenze e consentito la Leopolda c'erano anche i tre grandi alleati dell'ex segretario pd. Tutti con ruoli apicali.
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Avviso ai voltagabbana azzurri: occhio alla testa

Non conosco la senatrice Donatella Conzatti. Anzi, a dire il vero fino a ieri l'altro, quando ha annunciato il suo addio a Forza Italia per aderire a Italia viva, il nuovo partito di Matteo Renzi, neppure sapevo della sua esistenza, figurarsi della sua presenza in Parlamento. Per capire con chi avessi a che fare ho dovuto cercare sul Web il suo curriculum politico, scoprendo che ha già all'attivo un discreto ping pong da un partito all'altro.

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«Non si governa contro il Nord»

Ansa

Il capo di Banca Intesa, Carlo Messina, ai giallorossi: «Evitare di contrapporsi a Lombardia e Veneto se si vuole sviluppare il Paese». Poi l'inciso inatteso: «Lì la Lega governa bene».
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Lettera ai traditori: ricordatevi il destino di Fini

Ansa

Sono passati quasi dieci anni da quando scrissi una letterina ai traditori. Allora i voltagabbana erano una quarantina tra deputati e senatori. Tutti eletti con il Pdl che all'improvviso, per assecondare le smanie di potere di Gianfranco Fini, al quale la presidenza della Camera non bastava, decisero di dare vita a un partito, fondando Futuro e libertà. Di futuro non ne ebbero molto, di libertà sì, perché quasi tutti, alle successive elezioni, rimasero fuori dal Parlamento.

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Trump ha avuto tutto ciò che voleva. «Giuseppi» già non conta più nulla

Ansa

Il noto tweet del leader Usa sembrava far presagire un'asse Roma-Washington. In realtà, alla Casa Bianca importavano poche cose e subito: dal 5G al caso della spia russa. Ottenute quelle, ci ha messo fuori dai giochi.
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Il vero obiettivo di Renzi sono le partecipate

Ansa

Nel suo programma, come ha detto a «Repubblica», c'è la fusione tra Leonardo e Fincantieri. Dietro al progetto non c'è alcuna ideologia ma solo ricerca di potere. Il messaggio infatti è rivolto a tutti i manager pubblici: venite con me. Nel mirino pure l'Eni.
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Sistemato Zingaretti, il prossimo della lista è Conte

Ansa

Allacciate le cinture: Matteo Renzi è tornato e si prepara a una spericolata corsa per riprendersi Palazzo Chigi. Sì, manco il tempo di accendere la macchina del nuovo governo e il senatore semplice di Scandicci è pronto a mandarne il motore fuori giri e, prima possibile, a fonderlo. Già, perché questo alla fine rimane l'obiettivo a cui punta l'ex presidente del Consiglio.

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Salvini a Pontida apre la caccia ai voti grillini

Ansa

Dopo l'accordicchio giallorosso, affluenza senza precedenti al raduno leghista. Il segretario punta agli elettori del Movimento delusi dal nuovo governo e a un referendum sul decreto Sicurezza. Sui porti aperti: «Al processo guarderò la Rackete a testa alta».