
Il marxismo ci ha persuaso che credere sia irrazionale, ma noi siamo geneticamente predisposti a tendere all'Eterno. E siamo storicamente migliori se crediamo in Cristo. Infatti dove è prevalso l'ateismo, abbiamo avuto soltanto odio, violenza e distruzione.Tutte le religioni sono basate su un sistema motivazionale innato, l'attaccamento. L'attaccamento è il sistema motivazionale che crea il legame tra un bambino e la sua mamma. E anche al suo papà, ma prima viene la mamma, perché la mamma prima di essere stata una persona è stata un posto e nei primi mesi di vita un bimbo di restare obbligatoriamente in braccio a lei.Mamma con un bimbo in braccio non è uno stereotipo, ma il pilastro che regge il mondo. L'attaccamento è un piacere mediato dalle endorfine, il più potente dei neurotrasmettitori, in grado di annientare il dolore e potenziare il sistema immunitario fino alla guarigione di malattie inguaribili: sono le endorfine le responsabili dell'effetto placebo. Produco endorfine quando un essere più forte di me si china su di me: una madre amata, un padre forte e amato che rispetto profondamente. Provo lo stesso piacere tutte le volte che credo (che so) che Dio mi sta guardando. Quando preghiamo produciamo endorfine. Perché pregare è un piacere. Per questo mia madre diceva il rosario: la formula, una bellissima preghiera che la faceva sentire amata da Dio e dalla Madonna, veniva ripetuta così da quietare il cervello razionale e fare in maniera che l'emisfero non razionale si equilibrasse; in termini elettroencefalografici si raggiunge un ritmo alfa, levandoci dall'eterno e faticosissimo ritmo beta. La religione non è l'oppio dei popoli, non è morfina, ma è l'endorfina dei popoli e senza endorfine noi siamo scorticati e dolenti. Una civiltà è un arazzo enorme, come enorme e complesso è un ecosistema: ha conseguenze imprevedibili abolire tradizioni millenarie senza porsi il problema di capire perché siano nate, in quanto «non razionali» e quindi «sciocche». Una tradizione difficilmente segue linee razionali, logiche, non perché è sciocca, ma perché segue linee analogiche e metaforiche. La razionalità è solo uno dei modi per conoscere e gestire la realtà, non l'unico e non sempre il migliore, il pensiero logico dell'emisfero sinistro deve armonizzarsi col pensiero analogico dell'emisfero destro. Una società deve cambiare, evolvere, ma senza traumi. L'Illuminismo avrebbe dovuto portare un pensiero nuovo e maggiormente scientifico, ma solo se si fosse ammantato di gratitudine per le epoche precedenti che lo avevano reso possibile. Senza questa gratitudine è stato solo odio e morti. La Rivoluzione francese ha generato un tiranno che ha addirittura privato il popolo della sua religione, delle sue endorfine, esattamente come la Rivoluzione d'ottobre. Lo stesso per il '68: l'odio del sessantottino per gli appartenenti alla generazione precedente è un odio folle, tribale, etnico. Guardiamo le loro facce deformate dall'odio. È l'odio di chi si ritiene superiore a chi è considerato inferiore. la libertà di obbedireTutto questo odio nasce da una teoria distorta della realtà. Essere vivi è atroce e terribile. Il fatto di avere una società, l'acqua, un'etica, un'agricoltura è già una ricchezza incredibile. Nessuno ci deve nulla. Ogni cosa che abbiamo è un dono delle epoche precedenti, del loro coraggio, della loro fede. Se invece coltiviamo l'idea che la vita debba essere ricchezza, giustizia e felicità, tutte le volte che non siano ricchi, felici, giulivi riteniamo che ci sia stato qualcuno che ha rubato quanto ci spettava. La teoria del buon selvaggio di Rousseau, apparentemente benevola, in realtà è la madre del concetto stesso di sterminio di massa. Eliminiamo fisicamente una generazione, e l'umanità incorrotta, il buon selvaggio, risorgerà dalle ceneri a ricreare l'Eden. La natura è ingiusta. La natura e l'evoluzione negano i nostri concetti di giustizia. La giustizia è un concetto religioso che appartiene alla spiritualità biblico-evangelica, e in maniera diversa anche a quella buddista, che in natura non esiste. Nessuno ci ha garantito il mondo perfetto e nessuno ce l'ha sottratto, ma un mondo migliore può sempre esistere, purché noi ci adoperiamo a costruirlo, e il primo gradino è la gratitudine per chi ci ha preceduto. È evidente che se non ho tutto questo dovrò ricorrere ad antidepressivi e droghe. Nel rito, quando per esempio ringraziamo per il cibo, produciamo endorfine, perché sentiamo lo sguardo di Dio su di noi; quando condividiamo una preghiera con altri, soprattutto se questa preghiera è un canto, produciamo endorfine e serotonina. Una civiltà non può sopravvivere senza riti. Restiamo affascinati dal misticismo di altre civiltà - quella induista, quella buddista, quella indiana o hawaiana - dopo che abbiamo distrutto e ridicolizzato il nostro. Ma quando la religione non ce l'ho perché l'ho buttata via, ai padri che hanno costruito uno Stato borghese ho sputato in faccia perché secondo la mia indimostrata e indimostrabile teoria io sono in grado di fare meglio, non mi restano che le religioni atee, i mostri del XX secolo. Tutti noi abbiamo imparato il disprezzo del cristianesimo su generazioni di libri di storiografia marxista e postmarxista, che negano i meriti, ingigantiscono i demeriti e accomunano le colpe dell'ideologia cristiana a quelle della struttura ecclesiale, della gerarchia e dei singoli che sempre esistono e sempre esisteranno. Il cristianesimo ha permesso di dare ai popoli la legge, il Decalogo di Mosè, senza cui non esisterebbe l'etica come noi la conosciamo e lo stesso concetto di responsabilità personale rischierebbe di perdersi. Alla legge, nel cristianesimo si è aggiunta la compassione. E l'amore. Per Dio, per se stessi e per gli altri, come è spiegato nel Discorso della montagna. Gli ultimi saranno i primi. Non è più necessario essere forti, come nelle religioni pagane, e belli e aristocratici, vincitori o i discendenti di vincitori. Non è più nemmeno necessaria l'intelligenza, la cultura. Coloro che hanno un cuore di fanciullo sono quelli che capiranno e troveranno la libertà di obbedire. La libertà può essere trasgredire, ma anche obbedire. E sono due concetti opposti: l'obbedienza - passiva, malvissuta, subita -, e la libertà di obbedire - obbedisco perché lo voglio fare, provo gioia a farlo. Aiuto il povero, partecipo alla cerimonia non perché altrimenti ho paura dell'inferno, ma perché ne sono felice. Per la prima volta è stato detto: pace in terra agli uomini di buona volontà. Pensate a quanto si sarebbero sbellicati Gengis Khan e Attila davanti a questa affermazione! Non c'è inquisitore, non c'è nefandezza di papa rinascimentale che può scalfire tutto questo. E ovunque il cristianesimo sia stato rinnegato, nella Vandea, alle isole Solovki, ad Auschwitz, la ferocia dell'uomo è riemersa con tutta la sua potenza di odio e distruzione.se tornasse gesù Siamo geneticamente predisposti a stare meglio se crediamo in Dio. Siamo storicamente migliori se crediamo in Cristo. Non battezzare i figli è un gesto di gravissima violenza contro di loro. È un gesto che li separa dalla propria storia, che taglia le loro radici.Questi sono i motivi, molto laici, che spiegano perché è un errore tragico per un popolo allontanarsi da Dio e allontanare i propri figli. Non ho nemmeno nominato il fatto che Dio esiste, come dimostra l'esistenza del dna, che non può essersi formato da solo, e che Cristo è risorto, come dimostrato dalla Sindone. I vostri figli non vanno a Messa? Producono poche endorfine.Eravamo l'Europa di Cristo. La nostra letteratura, la nostra scienza. Non è un caso se nessun altro continente ha avuto la nostra arte, la nostra letteratura, la nostra scienza. Abbiamo dato via il posto di figlio di Dio per diventare un bambino di più all'orfanotrofio. Ora il ddl Zan-Scalfarotto proibirà la nostra religione. Chi citerà san Paolo o santa Caterina da Siena sarà imprigionato. Se Cristo tornasse sulla terra, e citasse, come fa nei Vangeli, la distruzione di Sodoma, sarebbe imprigionato. Il potere vi vuole soli e scorticati.
Scontri fra pro-Pal e Polizia a Torino. Nel riquadro, Walter Mazzetti (Ansa)
La tenuità del reato vale anche se la vittima è un uomo in divisa. La Corte sconfessa il principio della sua ex presidente Cartabia.
Ennesima umiliazione per le forze dell’ordine. Sarà contenta l’eurodeputata Ilaria Salis, la quale non perde mai occasione per difendere i violenti e condannare gli agenti. La mano dello Stato contro chi aggredisce poliziotti o carabinieri non è mai stata pesante, ma da oggi potrebbe diventare una piuma. A dare il colpo di grazia ai servitori dello Stato che ogni giorno vengono aggrediti da delinquenti o facinorosi è una sentenza fresca di stampa, destinata a far discutere.
Mohamed Shahin (Ansa). Nel riquadro, il vescovo di Pinerolo Derio Olivero (Imagoeconomica)
Per il Viminale, Mohamed Shahin è una persona radicalizzata che rappresenta una minaccia per lo Stato. Sulle stragi di Hamas disse: «Non è violenza». Monsignor Olivero lo difende: «Ha solo espresso un’opinione».
Per il Viminale è un pericoloso estremista. Per la sinistra e la Chiesa un simbolo da difendere. Dalla Cgil al Pd, da Avs al Movimento 5 stelle, dal vescovo di Pinerolo ai rappresentanti della Chiesa valdese, un’alleanza trasversale e influente è scesa in campo a sostegno di un imam che è in attesa di essere espulso per «ragioni di sicurezza dello Stato e prevenzione del terrorismo». Un personaggio a cui, già l’8 novembre 2023, le autorità negarono la cittadinanza italiana per «ragioni di sicurezza dello Stato». Addirittura un nutrito gruppo di antagonisti, anche in suo nome, ha dato l’assalto alla redazione della Stampa. Una saldatura tra mondi diversi che non promette niente di buono.
Nei riquadri, Letizia Martina prima e dopo il vaccino (IStock)
Letizia Martini, oggi ventiduenne, ha già sintomi in seguito alla prima dose, ma per fiducia nel sistema li sottovaluta. Con la seconda, la situazione precipita: a causa di una malattia neurologica certificata ora non cammina più.
«Io avevo 18 anni e stavo bene. Vivevo una vita normale. Mi allenavo. Ero in forma. Mi sono vaccinata ad agosto del 2021 e dieci giorni dopo la seconda dose ho iniziato a stare malissimo e da quel momento in poi sono peggiorata sempre di più. Adesso praticamente non riesco a fare più niente, riesco a stare in piedi a malapena qualche minuto e a fare qualche passo in casa, ma poi ho bisogno della sedia a rotelle, perché se mi sforzo mi vengono dolori lancinanti. Non riesco neppure ad asciugarmi i capelli perché le braccia non mi reggono…». Letizia Martini, di Rimini, oggi ha 22 anni e la vita rovinata a causa degli effetti collaterali neurologici del vaccino Pfizer. Già subito dopo la prima dose aveva avvertito i primi sintomi della malattia, che poi si è manifestata con violenza dopo la seconda puntura, tant’è che adesso Letizia è stata riconosciuta invalida all’80%.
Maria Rita Parsi critica la gestione del caso “famiglia nel bosco”: nessun pericolo reale per i bambini, scelta brusca e dannosa, sistema dei minori da ripensare profondamente.






