
Il governo tedesco si è davvero messo in testa di ricominciare da dove aveva un pessimo conto in sospeso con la Storia: l’esercito, le armi, l’idea di grandezza. La Germania riprende il filo di quel Novecento che lei aveva strizzato tra le «sue» due guerre mondiali, con tanto di idea di essere la nazione più forte, la più potente. E sappiamo come andò a finire. Tornano alla mente le sacrosante parole di diffidenza che il Divin Giulio pronunciò a proposito della possibile unificazione delle due Germanie: «La amo talmente tanto che preferisco averne due».
Il Muro non era ancora caduto e anche la diplomazia italiana lavorava perché quei confini restassero divisi per evitare strane idee di supremazia in odor di Reich. Tuttavia sappiamo anche che la supremazia, finita la Guerra Fredda, i tedeschi se la presero con la moneta cioè con l’economia, mettendo il giogo all’eurozona e obbligando tutti alle loro regole di austerity. Regole che infransero con il ripetersi del surplus della bilancia commerciale, cosa che poi l’America ha fatto scontare a tutti quanti.
Senza perdersi troppo con le storie della Storia che conosciamo bene, arriviamo al ritorno in armi: dopo la moneta, riecco la Spada, l’esercito con tanto di reclutamento tra i giovani (si comincia per via volontaria con un test, ne parleremo più sotto), per affermare nuovamente il proprio primato nell’Europa della Ue e per guardare alla pari la Gran Bretagna e la Francia, dove pure si parla di leva volontaria. Ma soprattutto la carta militarista serve al cancelliere Merz per rimettere in moto quell’economia industriale sfiancata dai deliri del green e dal venir meno del gas dalla Russia. Come rimettersi in piedi allora? Convertendo le fabbriche e i modelli industriali in economie di Difesa, riaccendendo i motori di tutto ciò che gira attorno agli eserciti: dalle armi classiche ai droni, dai carri armati agli aerei, dai software di difesa allo sviluppo di nuovi addestratori e altro ancora. Mentre Trump si ostina a lavorare per una via d’uscita dalla guerra e per un ripristino delle relazioni internazionali, e pure Macron si sta avviando alla ricucitura attraverso canali diplomatici (spesso sottotraccia) ed economico/finanziari, il cancelliere Merz preferisce giocare sulla zona grigia, ovvero la minaccia dello Zar sul Baltico, al fine di riavviare le macchine industriali tedesche, non perdere la guerra del Pil e non finire triturato nella crisi politica tedesca.
Ci riuscirà? Difficile dirlo. Intanto perché se è vero che c’è una parte della Confindustria tedesca che esulta per il sostegno pubblico alla riconversione delle fabbriche, c’è un’altra parte che non è così convinta della virata militarista del governo. Non mancano le proteste in piazza, anche in chiave AfD (che in queste politiche di riarmo non c’entra nulla). Specie tra i giovani e i giovanissimi, i quali sono al centro di una campagna di sondaggio obbligatorio sul loro stato di salute fisica e sull’atteggiamento nei confronti della vita militare. Una cosa del tipo: siete pronti per la guerra?
Le cose stanno in questi termini. Col nuovo anno, tutti i maschi tedeschi neo maggiorenni dovranno compilare obbligatoriamente i questionari inviati dalle forze armate sulla loro idoneità al servizio; le donne over 18 potranno invece compilarlo solo su base volontaria nel caso di interesse ad arruolarsi. Secondo quanto affermato dal ministero della Difesa, a partire da gennaio saranno inviati circa 54.000 sondaggi al mese. Chi si rifiuta di rispondere rischia una multa fino a 1.000 euro. Il test è il compromesso che hanno trovato le forze di maggioranza dopo una discussione spigolosa sulla reintroduzione della leva obbligatoria. Si tratta di 14 domande che il Telegraph ha avuto modo di visionare: si tratta per lo più di domande sulla propria forma fisica, con una autovalutazione con opzioni che vanno da «molto buono» a «basso»; o sulla volontà di arruolarsi nell’esercito e su una serie di opzioni su quale parte delle forze armate gli intervistati desiderano arruolarsi. Il sondaggio inoltre - sempre secondo lo storico quotidiano britannico - chiede ai giovani di valutare il loro livello di interesse ad arruolarsi nell’esercito su una scala da 1 a 10 e di dire quando potrebbero arruolarsi, per quanto tempo vorrebbero prestare servizio e se hanno disabilità. Una sezione è dedicata ai percorsi di carriera con un elenco delle divisioni in cui è possibile entrare, come Esercito, Marina e Aeronautica. Due ulteriori opzioni sono la sicurezza informatica e il supporto logistico. Insomma, non è difficile scorgere un antipasto di quel che verrà: un reclutamento a più vasta scala. Come dicevamo la linea del governo Merz sta già dividendo la Germania, con partecipate proteste in piazza. Ma più della paura della Russia, si temono pericolosi ritorni al passato; del resto i libri di Storia parlano chiaro. Lo dovrebbero sapere anche gli industriali «militaristi».






