{{ subpage.title }}

True

Caso Unicef, Conticini fa altri soldi affittando la villa a 600 euro a notte

www.youtube.com
Nella Beverly Hills di Lisbona il fratello del cognato di Matteo Renzi possiede una magione con cinque camere da letto richiestissima su Airbnb. https://www.airbnb.it/rooms/24765859 E dopo il condominio di lusso nella capitale, spunta una seconda società immobiliare.

La Verità ha trovato anche un altro investimento di Conticini: in Rua de Santa Marta 66 a Lisbona, un condomino di 4 loft in vendita a prezzi che vanno da 985.000 a 1.390.000 euro (per un totale di 4.360.000 euro). Alessandro Conticini è accusato di appropriazione indebita e autoriciclaggio di 6,6 milioni di dollari di donazioni di organizzazioni umanitarie, come Unicef e Action Usa (con fondi della Fondazione Pulitzer). Per la Procura di Firenze avrebbe utilizzato 2 milioni per affari immoibliari in Portogallo.Il fratello Andrea (il cognato di Matteo e braccio destro di Tiziano Renzi) è indagato, invece, per riciclaggio.

Continua a leggereRiduci
In Germania i maschi devono chiedere il permesso allo Stato per lasciare il Paese
Friedrich Merz (Ansa)
La norma riguarda giovani e adulti in età militare. Il servizio rimane volontario, ma non sarebbe ostico renderlo obbligatorio.

Molti giovani uomini tedeschi hanno scoperto ieri che, per loro, lasciare il Paese non è più una decisione del tutto libera. Se il soggiorno all’estero supera una certa durata, infatti, servirà un’autorizzazione. Non si tratta di una misura amministrativa qualsiasi, ma dell’effetto di una legge che riporta al centro del dibattito pubblico una parola che Berlino aveva accantonato da oltre un decennio: leva.

Continua a leggereRiduci
Ungheria al voto e riecco le «manovre russe»
Viktor Orbán (Ansa)
Con le elezioni alle porte, rispunta la tesi della manina di Mosca per aiutare Viktor Orbán. Insinuazioni rilanciate senza prove, diffuse da organi anti Fidesz e finanziati dall’Ue. L’esperto Thomas Fazi: «Sondaggi sfavorevoli al leader per delegittimarne un’eventuale vittoria».

Spie russe, agenti disturbatori. Una poderosa macchina di interferenza nel voto in Ungheria. Tutto manovrato dal Cremlino pronto a qualunque cosa pur di aiutare Viktor Orbán a vincere le elezioni del prossimo 12 aprile. La tesi rimbalza da settimane nelle redazioni e di titolone in titolone è già diventata un nuovo Russiagate. L’ultima chicca la offre un’indagine del Washington Post secondo cui i servizi segreti russi avrebbero addirittura suggerito agli ungheresi di inscenare un attentato a Orbán.

Continua a leggereRiduci
Speriamo che la Bce non imiti la Ue
Christine Lagarde
A parte una certa capacità di intervento finanziario con debito comune, l’Unione europea balbetta. E anche la Christine Lagarde, che vuole alzare i tassi, contribuisce alla catastrofe.

L’Ue mostra capacità insufficienti di gestione delle emergenze che abbiano un’origine geopolitica, tema di attenzione urgente per gli effetti economici della crisi nel Golfo. La prova è che la Commissione abbia comunicato un piano preventivo di riduzione dei consumi energetici - atto razionale, ma di gestione passiva - invece di attivare misure d’emergenza.

Continua a leggereRiduci
Teheran colpisce una nave «sionista» ma esenta quelle umanitarie, indiane e turche. Poi giura: «Lo Stretto non tornerà come prima». E spunta un’ipotesi: sbloccarlo solo in cambio del via libera ai programmi atomici.

Per risolvere un problema che prima non c’era (il transito da Hormuz), si rischia di aggravarne un altro che andava risolto (il nucleare iraniano): è il disgraziato epilogo verso cui sta precipitando la guerra di Donald e Bibi. Teheran ha compreso di poter sfruttare con profitto il suo formidabile strumento di pressione.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy