Caro Crisanti, come osa dubitare del vaccino?

Lei non ha capito il giochino in cui è rimasto intrappolato: finché era funzionale all’allarmismo, finché ripeteva gli slogan della paura, finché serviva in modo integerrimo da megafono dell’ansia collettiva la portavano in palmo di mano, fino a farle balenare davanti agli occhi la possibilità di una candidatura in Parlamento per le forze di governo. Ma i dubbi sul vaccino? Come si permette?

Caro professor Crisanti, non so se adesso che è tornato un reietto, farà di nuovo capolino nella mia trasmissione. Lo spero. Perché negli ultimi tempi, avendo assunto posizione da Savonarola pro lockdown, terrorista implacabile e fustigatore di ogni Zaia, era diventato l’idolo dei salotti della Virologia unica mediatica e dunque mi snobbava un po’.

Del resto, come non capirlo? I lilligruberiani l’avevano trasformata in un guru. Un profeta. Una mezza divinità. Lo giuro. Il termometro me lo davano i miei amici e collaboratori più politicamente corretti. La citavano sempre. La volevano sempre intervistare. L’avrebbero voluta in onda a ciclo continuo, con la sua faccia protofunerea e i suoi toni apocalittici, e ci rimanevano male quando lei preferiva altri conduttori, evidentemente più allineati.

Adesso però i suoi amici di virus l’hanno rigettata come un pasto mal digerito. E hanno passato le ultime ore a bombardarla di disprezzo e insulti: nonostante lei abbia provato a fare retromarcia con una pubblica e umiliante abiura, hanno continuato a infamarla, riducendolo da guru della scienza a parassitologo, da genio dei tamponi a esperto di zanzare. Un intruso, insomma, nel tempio sacro del sapere.

Il tutto perché lei ha osato esprimere, così su due piedi, una titubanza del tutto legittima e ragionevole sul vaccino: «Oggi non lo farei perché non ci sono le conoscenze sufficienti», ha detto come direbbe qualsiasi persona dotata di buon senso. Ma è evidente che i sacerdoti della fede virologica non possono tollerare nemmeno un tentennamento da parte dei loro adepti. Le conoscenze? Lei vuole avere le conoscenze? È chiaramente un pazzo. Pericoloso. Da espellere. La religione dell’anticoronavirus non si fonda sulle conoscenze, ma sui segreti e sulle verità rivelate. Dunque, per lei sia pianto e stridor di denti.

Mi hanno fatto quasi pena i suoi tentativi di essere riammesso nella sacrestia scientifica. Sono stati patetici gli sforzi per rimettersi i paramenti solenni del virologo ufficiale. Lei non ha capito il giochino in cui è rimasto intrappolato: finché era funzionale all’allarmismo, finché ripeteva gli slogan della paura, finché serviva in modo integerrimo da megafono dell’ansia collettiva, finché attaccava Zaia e la Lega, la portavano in palmo di mano, fino a farle balenare davanti agli occhi la possibilità di una candidatura in Parlamento per le forze di governo. Ma i dubbi sul vaccino? Come si permette?

Lei, evidentemente, è uno che pensa con la sua testa, che vuole avere addirittura le conoscenze (figuriamoci), che non si fida della scienza rivelata e che non prende i comunicati di Big pharma a scatola chiusa, come fossero Vangelo. Per questo è un inaffidabile. E per questo la aspetto di nuovo nella mia trasmissione.

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