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2020-07-20
Cara Europa una risata ti seppellirà
Berlino (iStock)
Chi l'ha detto che i tedeschi non possiedono senso dell'umorismo? Per ricredersi, basta imbattersi in una puntata qualunque di Die Anstalt, show televisivo trasmesso in Germania dall'emittente Zdf ormai dal lontano febbraio 2014. Mattatori del programma - il cui titolo significa letteralmente «l'istituzione», ma nel linguaggio informale può essere tradotto come «la gabbia di matti» - i due comici Max Uthoff e Claus Von Wagner, tra l'altro anche autori dello spettacolo.
Scenografie semplici, dialoghi serrati e un forte grado di complicità tra i due conduttori. Quasi tutti gli sketch, infatti, si basano su lunghi e articolati botta e risposta tra i due protagonisti. Per certi versi, Die Anstalt ricorda la genialità perduta di quel cabaret italiano esploso dagli anni Sessanta in poi, e troppo facilmente rimpiazzato da una comicità dozzinale.
Ma come ogni prodotto di humour di qualità, oltre che per ridere la trasmissione di Uthoff e Von Wagner nasce anche per far pensare. Molti dei temi trattati sono seri, a volte perfino profondi, come la vendita degli armamenti oppure i massacri causati dalle Ss in Grecia durante la Seconda guerra mondiale. Una riflessione che a un primo impatto potrebbe sembrare riservata al pubblico locale. Nei loro sketch, infatti, si intravede chiaramente la capacità di cogliere tutti i limiti della cultura tedesca.
C'è la volontà di dominio teutonica, la maniacale rincorsa del pareggio di bilancio, i pregiudizi verso i «partner» europei. Scendendo più in profondità, però, ci si accorge che i dialoghi non sono perlopiù appannaggio esclusivo del pubblico di casa. Ragion per cui Die Anstalt, quanto meno sulla piattaforma Youtube, dove qualche volenteroso utente si è prodigato per sottotitolare i video dei quali riproponiamo alcuni stralci su queste stesse pagine, sta timidamente iniziando a guadagnarsi qualche fan anche dalle nostre parti. Quasi una nicchia a giudicare dalle poche migliaia di visualizzazioni dei video, ma è già qualcosa. Perché bisogna ammetterlo, Max Uthoff e Claus Von Wagner hanno molto da dire sull'Italia e all'Italia. La loro feroce critica all'Unione europea, vista ormai come un progetto meramente burocratico e tecnocratico, intercetta un malessere molto in voga nel nostro Paese.
C'è un po' di Italia - ma anche di Spagna, Grecia, Portogallo - nella sfortunata Molvania che non riesce più a finanziarsi sui mercati. E infatti non è un caso se, proprio durante l'episodio che racconta le sventure di quell'immaginario Paese, a un certo punto Max Uthoff dice: «Vede, la Ue aveva avvertito l'Italia dicendo che avrebbero “sparato" pubblicamente su Berlusconi, fino a quando gli italiani non avrebbero più potuto permettersi il costo degli interessi (sul debito, ndr)». Com'è altrettanto tagliente e significativa la risposta di Von Wagner quando chiede al suo interlocutore «che Unione europea è questa, dove alla fine si è costretti a difendere Berlusconi?».
Uno dopo l'altro, i due comici passano in rassegna, riducendoli a brandelli, i principali cliché dell'europeismo più spinto. Memorabile il ridicolo concierge del «Grand Hotel Europa», che quando risponde al telefono della hall esclama: «Uniti nella diversità. Se fallisce l'euro fallisce l'Europa. Pace da 70 anni!». Oppure il triste ingegnere spagnolo costretto a fare il facchino, simbolo del fallimento della mobilità giovanile.
Tutto da ridere (e rimuginare) lo spezzone nel quale Von Wagner e Uthoff vanno su e giù a cavalcioni su un dondolo a rappresentare gli scambi commerciali tra un Paese e l'altro. Quando invece gli argomenti trattati sono più complessi, i due si servono di schemi e lavagne. Non è raro, in questi casi, che la gag si trasformi in una vera e propria lezione di educazione civica oppure di macroeconomia.
La chiave del successo di Die Anstalt, sia in televisione che sui social, sta nei suoi indiscussi protagonisti. Nato nel 1977, Claus Von Wagner consegue la laurea con una tesi sul cabaret politico nella tv tedesca. Dieci anni più grande di lui, invece, nel 2019 Max Uthoff è stato insignito del premio «Deutscher Kabarettpreis» per aver saputo mostrare «le contraddizioni e le ingiustizie del nostro sistema sociale con spietato umorismo». Due talenti indiscussi che ci auguriamo di vedere presto anche sui nostri schermi.
La verità sugli aiuti
«Succede anche voi ultimamente, quando nelle discussioni sulla Grecia provate ad argomentare in modo differente, di sentirvi come un medico in un morbillo party? Conoscenze basilari di economia per molti tedeschi sono diventate come i carboidrati: “Ogni tanto va bene, ma se riesco ad evitare…".
“I nostri soldi vanno tutti ai greci!", dice il lettore tipico della Bild. Vabbè che chi legge la Bild per informarsi, beve anche la grappa per dissetarsi. Anche se molti “informati “dicono che noi abbiamo salvato la Grecia, la verità è che l'89% di tutti gli aiuti, più di 200 miliardi, sono andati proprio lì dove c'era davvero bisogno: in banche e settore finanziario.
Guardate, di tutti i soldi che ha ricevuto la Grecia, l'89% è andato direttamente nel settore finanziario. Ai creditori privati si sono pagati debiti e interessi, solo una piccola parte dei soldi è arrivata nelle casse dello Stato. Si può dire che i greci hanno visto di quei soldi tanto quanto i lavoratori immigrati delle Olimpiadi di Sochi.
Adesso vi direte: “Oh, ma allora si poteva anche chiamare salvataggio delle banche". Certo, ma si sarebbe stati sinceri... Il sistema finanziario non è proprio stato solidale con i greci. Nessuno voleva più comprare titoli di stato greci, così è scattato il programma di aiuti Ue che ha creato questa situazione: all'inizio della crisi, nel 2010, il 100% dei debiti greci era in mano a creditori privati, cioè banche tedesche, francesi, greche, compagnie assicurative. Adesso sono solo il 20%. Il resto, l'80% dei debiti, è sulle spalle di istituzioni pubbliche. Cos'è successo? I rischi sui libri contabili delle banche sono migrati sulle spalle dei contribuenti europei.
Voi direte: “Ok, abbiamo evidentemente salvato il sistema bancario e non abbiamo speso nulla. Ma allora chi ha pagato?". Le povere famiglie greche, che hanno nel frattempo perso l'86% delle loro entrate».
La Verità sulla Bce
Cittadino Ue (C): «Va bene la stabilità, ma sono importanti anche la crescita e l'occupazione…».
Congierge Grand Hotel Europa (Cg): «La Bce è sotto l'influenza della Germania, soprattutto, e per questo si batte in prima linea per la stabilità dei prezzi. Non perché si tratti dell'idea politico-economica più convincente, ma perché è quella che i tedeschi hanno trovato più convincente. Vede, la stabilità dei prezzi è per il bene di tutti!».
C: «Ma guardi alla Spagna, guardi all'Italia. C'è un'alta stabilità dei prezzi, ma anche una disoccupazione troppo alta».
Cg: «Noi riteniamo invece che non sia abbastanza alta! Secondo la teoria della Bce, la quota ideale di disoccupazione in Spagna sarebbe, al momento, del 16%».
C: «Sta dicendo che avete una teoria secondo la quale in Spagna dovrebbe aumentare la disoccupazione?».
Cg: «È il Nairu, tasso di disoccupazione di inflazione stabile. Vede, ogni situazione economica ha la sua misura ideale di disoccupazione, che non si può abbassare artificialmente troppo velocemente, altrimenti c'è il pericolo di inflazione, la quale è un male per…?».
C: «La stabilità dei prezzi?».
Cg: «Esatto!».
C: «Perché per i disoccupati la stabilità dei prezzi è la cosa più importante, secondo lei? E non un posto di lavoro? Io voglio che la Bce si occupi della disoccupazione di quei Paesi!».
Cg: «È proprio per questo che abbiamo reso la Bce indipendente da appassionati politici nevrotici e ad alta emozionalità come lei! A voi abbiamo bloccato l'ingresso, ma non ai presidenti delle banche centrali. Loro provengono tutti da un gruppo di banchieri estremamente bene informato che si chiama “Top 30", una società chiusa di 30 top banker che si incontrano con i capi delle banche centrali e li influenzano».
C: «Quali possibilità ci sono che questi 30, quando controllano le banche, facciano qualcosa che a queste grandi banche non piace?».
Cg: «Nessuna!».
C: «Sa una cosa? La sua bella e indipendente Bce è sotto il controllo della finanza».
La verità sulla democrazia
Congierge Grand Hotel Europa (Cg): «Cosa sta cercando? La democrazia? Cosa vuol dire democrazia? Non noto la mancanza di democrazia nell'Ue».
Cittadino Ue (C): «Bene! Dunque, da qualche parte in questo organigramma dell'Ue dovrebbe esserci il cittadino europeo».
Cg: «Qua in basso».
C: «E dove viene fatta la politica europea?».
Cg: «Qua in alto».
C: «E come fa il cittadino europeo a far sentire la sua influenza democratica da laggiù a quassù?».
Cg: «Nel Consiglio dell'Unione europea, si incontrano i rispettivi ministri degli Stati Ue, e loro lì decidono le leggi».
C: «Un momento… il cittadino sceglie i suoi rappresentanti da solo… Non riesco a ricordare quando ho votato questo Consiglio».
Cg: «Non direttamente. Lei vota i politici per il Parlamento tedesco, no? Questi deputati votano la cancelliera. La cancelliera nomina i suoi ministri. Questi ministri vanno a Bruxelles e si incontrano nel Consiglio, e lì si decidono le leggi. Eccola lì, la sua influenza».
C: «Mi chiedo solo se il ministro dei Trasporti, dopo questo lungo viaggio, si ricorda della mia influenza. Già quando è in patria non fa quello che voglio io… Figuriamoci cosa farà quando è in viaggio per lavoro! Dunque, vediamo se ho capito… il Consiglio fa le leggi…».
Cg: “No! Semmai decide sulle leggi che vengono proposte dalla Commissione».
C: «Io l'ho eletta questa Commissione?».
Cg: «Per niente!».
C: «Ma propone delle leggi che per me sono molto importanti. Hanno bisogno della mia influenza!».
Cg: «Lei e la sua influenza! Sembra che sia ossessionato dal potere! Lei vota il Parlamento tedesco, questo elegge il capo del governo, che a sua volta sceglie i ministri che vanno nel Consiglio e lì eleggono la Commissione europea. Sono dei funzionari che vengono proposti al Parlamento europeo».
C: «Cos'è, un voto assistito?».
La verità sul deficit
Presidente Molvania (P): «Le ho appena dimostrato che tutti i suoi parametri del deficit sono senza fondamento!».
Ambasciatore Ue (A): «Non lo sono se ci si attengono tutti. Queste sono le regole della Ue. Ogni comunità ha bisogno di regole, vero?».
P: «Che bella comunità questa! Che gioca con delle regole senza fondamento. Sa che cosa hanno scatenato queste cifre? Una brutale politica del risparmio nei piccoli Stati, come l'Irlanda, che ha abbassato il salario minimo. In Grecia hanno tagliato le pensioni. In Spagna hanno chiuso i pronto soccorsi. Si può dire che la politica del risparmio è costata la vita delle persone».
A: «Volevamo solo il meglio: la stabilità dei prezzi».
P: «Lei mette il bene di una teoria davanti al bene della gente. Anche il fondo monetario internazionale si è corretto nel frattempo».
A: «Anche noi: abbiamo inasprito la nostra politica del risparmio con il patto di bilancio».
P: «Sa che cosa faccio? Informerò il Parlamento europeo».
A: «La prego, lo sanno già da tempo. Lo hanno già criticato».
P: «E non hanno cambiato niente?».
A: «Cosa crede, perché potete votarlo secondo lei?».
P: «L'Ue non è così democratica da lasciare spazio a Paesi che fanno politica economica sociale. Ma potremmo fare una Bce che si occupi di disoccupazione e non solo di stabilità dei prezzi!».
A: «La Germania non vuole».
P: «Potremmo allora costruire un fondo finanziario comune, dal quale si investe nei paesi in crisi per stabilizzarli. Oppure fare gli eurobond».
A: «I tedeschi non vogliono».
P: «Allora aumentiamo i salari, così l'export diventa più caro e diminuisce, e se diminuisce gli altri Stati non si indebitano».
A: «Il governo tedesco non vuole!».
P: «Ma cosa vogliono i tedeschi allora? Ancora di più di questa Europa?».
A: «Esatto!».
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Volete sapere la verità sull'Ue? Sui suoi difetti e sulle sue regole assurde? C'è un programma comico che in Germania è diventato un fenomeno. Prende di mira senza censure tutti i cliché europeisti. E bacchetta Berlino.La verità sugli aiuti: «La troika ha massacrato i poveri greci. I soldi? Sono serviti per pagare le banche».La verità sulla Bce: «La stabilità dei prezzi? Piace in Germania. Chi se ne importa dei disoccupati italiani».La verità sulla democrazia: «Il potere nelle mani di chi non è stato eletto. E i cittadini non contano proprio niente...».La verità sul deficit: «Rispettate i parametri. E pazienza se così chiudono gli ospedali e muoiono le persone».Lo speciale contiene cinque articoli.Chi l'ha detto che i tedeschi non possiedono senso dell'umorismo? Per ricredersi, basta imbattersi in una puntata qualunque di Die Anstalt, show televisivo trasmesso in Germania dall'emittente Zdf ormai dal lontano febbraio 2014. Mattatori del programma - il cui titolo significa letteralmente «l'istituzione», ma nel linguaggio informale può essere tradotto come «la gabbia di matti» - i due comici Max Uthoff e Claus Von Wagner, tra l'altro anche autori dello spettacolo. Scenografie semplici, dialoghi serrati e un forte grado di complicità tra i due conduttori. Quasi tutti gli sketch, infatti, si basano su lunghi e articolati botta e risposta tra i due protagonisti. Per certi versi, Die Anstalt ricorda la genialità perduta di quel cabaret italiano esploso dagli anni Sessanta in poi, e troppo facilmente rimpiazzato da una comicità dozzinale. Ma come ogni prodotto di humour di qualità, oltre che per ridere la trasmissione di Uthoff e Von Wagner nasce anche per far pensare. Molti dei temi trattati sono seri, a volte perfino profondi, come la vendita degli armamenti oppure i massacri causati dalle Ss in Grecia durante la Seconda guerra mondiale. Una riflessione che a un primo impatto potrebbe sembrare riservata al pubblico locale. Nei loro sketch, infatti, si intravede chiaramente la capacità di cogliere tutti i limiti della cultura tedesca. C'è la volontà di dominio teutonica, la maniacale rincorsa del pareggio di bilancio, i pregiudizi verso i «partner» europei. Scendendo più in profondità, però, ci si accorge che i dialoghi non sono perlopiù appannaggio esclusivo del pubblico di casa. Ragion per cui Die Anstalt, quanto meno sulla piattaforma Youtube, dove qualche volenteroso utente si è prodigato per sottotitolare i video dei quali riproponiamo alcuni stralci su queste stesse pagine, sta timidamente iniziando a guadagnarsi qualche fan anche dalle nostre parti. Quasi una nicchia a giudicare dalle poche migliaia di visualizzazioni dei video, ma è già qualcosa. Perché bisogna ammetterlo, Max Uthoff e Claus Von Wagner hanno molto da dire sull'Italia e all'Italia. La loro feroce critica all'Unione europea, vista ormai come un progetto meramente burocratico e tecnocratico, intercetta un malessere molto in voga nel nostro Paese. C'è un po' di Italia - ma anche di Spagna, Grecia, Portogallo - nella sfortunata Molvania che non riesce più a finanziarsi sui mercati. E infatti non è un caso se, proprio durante l'episodio che racconta le sventure di quell'immaginario Paese, a un certo punto Max Uthoff dice: «Vede, la Ue aveva avvertito l'Italia dicendo che avrebbero “sparato" pubblicamente su Berlusconi, fino a quando gli italiani non avrebbero più potuto permettersi il costo degli interessi (sul debito, ndr)». Com'è altrettanto tagliente e significativa la risposta di Von Wagner quando chiede al suo interlocutore «che Unione europea è questa, dove alla fine si è costretti a difendere Berlusconi?».Uno dopo l'altro, i due comici passano in rassegna, riducendoli a brandelli, i principali cliché dell'europeismo più spinto. Memorabile il ridicolo concierge del «Grand Hotel Europa», che quando risponde al telefono della hall esclama: «Uniti nella diversità. Se fallisce l'euro fallisce l'Europa. Pace da 70 anni!». Oppure il triste ingegnere spagnolo costretto a fare il facchino, simbolo del fallimento della mobilità giovanile. Tutto da ridere (e rimuginare) lo spezzone nel quale Von Wagner e Uthoff vanno su e giù a cavalcioni su un dondolo a rappresentare gli scambi commerciali tra un Paese e l'altro. Quando invece gli argomenti trattati sono più complessi, i due si servono di schemi e lavagne. Non è raro, in questi casi, che la gag si trasformi in una vera e propria lezione di educazione civica oppure di macroeconomia. La chiave del successo di Die Anstalt, sia in televisione che sui social, sta nei suoi indiscussi protagonisti. Nato nel 1977, Claus Von Wagner consegue la laurea con una tesi sul cabaret politico nella tv tedesca. Dieci anni più grande di lui, invece, nel 2019 Max Uthoff è stato insignito del premio «Deutscher Kabarettpreis» per aver saputo mostrare «le contraddizioni e le ingiustizie del nostro sistema sociale con spietato umorismo». Due talenti indiscussi che ci auguriamo di vedere presto anche sui nostri schermi.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/cara-europa-una-risata-ti-seppellira-2646435724.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="la-verita-sugli-aiuti" data-post-id="2646435724" data-published-at="1595180676" data-use-pagination="False"> La verità sugli aiuti «Succede anche voi ultimamente, quando nelle discussioni sulla Grecia provate ad argomentare in modo differente, di sentirvi come un medico in un morbillo party? Conoscenze basilari di economia per molti tedeschi sono diventate come i carboidrati: “Ogni tanto va bene, ma se riesco ad evitare…". “I nostri soldi vanno tutti ai greci!", dice il lettore tipico della Bild. Vabbè che chi legge la Bild per informarsi, beve anche la grappa per dissetarsi. Anche se molti “informati “dicono che noi abbiamo salvato la Grecia, la verità è che l'89% di tutti gli aiuti, più di 200 miliardi, sono andati proprio lì dove c'era davvero bisogno: in banche e settore finanziario. Guardate, di tutti i soldi che ha ricevuto la Grecia, l'89% è andato direttamente nel settore finanziario. Ai creditori privati si sono pagati debiti e interessi, solo una piccola parte dei soldi è arrivata nelle casse dello Stato. Si può dire che i greci hanno visto di quei soldi tanto quanto i lavoratori immigrati delle Olimpiadi di Sochi. Adesso vi direte: “Oh, ma allora si poteva anche chiamare salvataggio delle banche". Certo, ma si sarebbe stati sinceri... Il sistema finanziario non è proprio stato solidale con i greci. Nessuno voleva più comprare titoli di stato greci, così è scattato il programma di aiuti Ue che ha creato questa situazione: all'inizio della crisi, nel 2010, il 100% dei debiti greci era in mano a creditori privati, cioè banche tedesche, francesi, greche, compagnie assicurative. Adesso sono solo il 20%. Il resto, l'80% dei debiti, è sulle spalle di istituzioni pubbliche. Cos'è successo? I rischi sui libri contabili delle banche sono migrati sulle spalle dei contribuenti europei. Voi direte: “Ok, abbiamo evidentemente salvato il sistema bancario e non abbiamo speso nulla. Ma allora chi ha pagato?". 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C'è un'alta stabilità dei prezzi, ma anche una disoccupazione troppo alta». Cg: «Noi riteniamo invece che non sia abbastanza alta! Secondo la teoria della Bce, la quota ideale di disoccupazione in Spagna sarebbe, al momento, del 16%». C: «Sta dicendo che avete una teoria secondo la quale in Spagna dovrebbe aumentare la disoccupazione?». Cg: «È il Nairu, tasso di disoccupazione di inflazione stabile. Vede, ogni situazione economica ha la sua misura ideale di disoccupazione, che non si può abbassare artificialmente troppo velocemente, altrimenti c'è il pericolo di inflazione, la quale è un male per…?». C: «La stabilità dei prezzi?». Cg: «Esatto!». C: «Perché per i disoccupati la stabilità dei prezzi è la cosa più importante, secondo lei? E non un posto di lavoro? Io voglio che la Bce si occupi della disoccupazione di quei Paesi!». Cg: «È proprio per questo che abbiamo reso la Bce indipendente da appassionati politici nevrotici e ad alta emozionalità come lei! A voi abbiamo bloccato l'ingresso, ma non ai presidenti delle banche centrali. Loro provengono tutti da un gruppo di banchieri estremamente bene informato che si chiama “Top 30", una società chiusa di 30 top banker che si incontrano con i capi delle banche centrali e li influenzano». C: «Quali possibilità ci sono che questi 30, quando controllano le banche, facciano qualcosa che a queste grandi banche non piace?». Cg: «Nessuna!». C: «Sa una cosa? La sua bella e indipendente Bce è sotto il controllo della finanza». <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/cara-europa-una-risata-ti-seppellira-2646435724.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="la-verita-sulla-democrazia" data-post-id="2646435724" data-published-at="1595180676" data-use-pagination="False"> La verità sulla democrazia Congierge Grand Hotel Europa (Cg): «Cosa sta cercando? La democrazia? Cosa vuol dire democrazia? Non noto la mancanza di democrazia nell'Ue». Cittadino Ue (C): «Bene! Dunque, da qualche parte in questo organigramma dell'Ue dovrebbe esserci il cittadino europeo». Cg: «Qua in basso». C: «E dove viene fatta la politica europea?». Cg: «Qua in alto». C: «E come fa il cittadino europeo a far sentire la sua influenza democratica da laggiù a quassù?». Cg: «Nel Consiglio dell'Unione europea, si incontrano i rispettivi ministri degli Stati Ue, e loro lì decidono le leggi». C: «Un momento… il cittadino sceglie i suoi rappresentanti da solo… Non riesco a ricordare quando ho votato questo Consiglio». Cg: «Non direttamente. Lei vota i politici per il Parlamento tedesco, no? Questi deputati votano la cancelliera. La cancelliera nomina i suoi ministri. Questi ministri vanno a Bruxelles e si incontrano nel Consiglio, e lì si decidono le leggi. Eccola lì, la sua influenza». C: «Mi chiedo solo se il ministro dei Trasporti, dopo questo lungo viaggio, si ricorda della mia influenza. Già quando è in patria non fa quello che voglio io… Figuriamoci cosa farà quando è in viaggio per lavoro! Dunque, vediamo se ho capito… il Consiglio fa le leggi…». Cg: “No! Semmai decide sulle leggi che vengono proposte dalla Commissione». C: «Io l'ho eletta questa Commissione?». Cg: «Per niente!». C: «Ma propone delle leggi che per me sono molto importanti. Hanno bisogno della mia influenza!». Cg: «Lei e la sua influenza! Sembra che sia ossessionato dal potere! Lei vota il Parlamento tedesco, questo elegge il capo del governo, che a sua volta sceglie i ministri che vanno nel Consiglio e lì eleggono la Commissione europea. Sono dei funzionari che vengono proposti al Parlamento europeo». C: «Cos'è, un voto assistito?». <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem4" data-id="4" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/cara-europa-una-risata-ti-seppellira-2646435724.html?rebelltitem=4#rebelltitem4" data-basename="la-verita-sul-deficit" data-post-id="2646435724" data-published-at="1595180676" data-use-pagination="False"> La verità sul deficit Presidente Molvania (P): «Le ho appena dimostrato che tutti i suoi parametri del deficit sono senza fondamento!». Ambasciatore Ue (A): «Non lo sono se ci si attengono tutti. Queste sono le regole della Ue. Ogni comunità ha bisogno di regole, vero?». P: «Che bella comunità questa! Che gioca con delle regole senza fondamento. Sa che cosa hanno scatenato queste cifre? Una brutale politica del risparmio nei piccoli Stati, come l'Irlanda, che ha abbassato il salario minimo. In Grecia hanno tagliato le pensioni. In Spagna hanno chiuso i pronto soccorsi. Si può dire che la politica del risparmio è costata la vita delle persone». A: «Volevamo solo il meglio: la stabilità dei prezzi». P: «Lei mette il bene di una teoria davanti al bene della gente. Anche il fondo monetario internazionale si è corretto nel frattempo». A: «Anche noi: abbiamo inasprito la nostra politica del risparmio con il patto di bilancio». P: «Sa che cosa faccio? Informerò il Parlamento europeo». A: «La prego, lo sanno già da tempo. Lo hanno già criticato». P: «E non hanno cambiato niente?». A: «Cosa crede, perché potete votarlo secondo lei?». P: «L'Ue non è così democratica da lasciare spazio a Paesi che fanno politica economica sociale. Ma potremmo fare una Bce che si occupi di disoccupazione e non solo di stabilità dei prezzi!». A: «La Germania non vuole». P: «Potremmo allora costruire un fondo finanziario comune, dal quale si investe nei paesi in crisi per stabilizzarli. Oppure fare gli eurobond». A: «I tedeschi non vogliono». P: «Allora aumentiamo i salari, così l'export diventa più caro e diminuisce, e se diminuisce gli altri Stati non si indebitano». A: «Il governo tedesco non vuole!». P: «Ma cosa vogliono i tedeschi allora? Ancora di più di questa Europa?». A: «Esatto!».
Monica Montefalcone (Ansa)
Ieri le squadre di soccorso nell’arcipelago hanno recuperato il primo corpo, quello di Gianluca Benedetti. Ancora disperse, invece, le altre quattro vittime di quello che le autorità locali hanno definito il più grave incidente subacqueo nella storia del Paese. Le immersioni di soccorso, considerate di per sé ad alto rischio, sono state interrotte per il maltempo dopo l’una di ieri e riprenderanno oggi.
Dopo il ritrovamento del corpo di Benedetti, il presidente delle Maldive Mohamed Muizzu, ha espresso su X «le nostre più sentite condoglianze a Sergio Mattarella e al popolo italiano per il tragico incidente». «Siamo profondamente addolorati per questa tragedia», ha detto Muizzu, «e i nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alle famiglie del cittadino italiano deceduto, ai quattro italiani dispersi e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo evento. La ricerca dei quattro subacquei ancora dispersi rimane la nostra massima priorità e il governo delle Maldive ringrazia l’Italia per il supporto fornito alle vaste operazioni di recupero in corso».
Sui dettagli delle ricerche è intervenuto portavoce del governo, Mohamed Hussain Shareef, che ha dichiarato che le autorità hanno delimitato l’area di ricerca e che riprenderanno le operazioni non appena le condizioni meteorologiche miglioreranno. Si ritiene che le vittime siano intrappolate all’interno di una grotta a una profondità di 62 metri. «Le condizioni meteorologiche non sono ideali per le immersioni e il mare è molto agitato. Abbiamo inviato nella zona la nostra nave più grande della Guardia costiera e anche i diplomatici italiani sono sul posto», ha dichiarato Shareef. Ha aggiunto che ai turisti non è consentito immergersi al di sotto dei 30 metri. «Verrà avviata un’indagine separata per accertare come questi subacquei siano finiti al di sotto della profondità consentita, ma al momento la nostra priorità è la ricerca e il salvataggio», ha concluso Shareef.
Intanto, anche la Procura di Roma ha fatto sapere che aprirà un fascicolo di indagine in relazione al decesso di cinque cittadini italiani durante un’immersione nel mare delle Maldive. Formalmente i pm capitolini attendono la comunicazione del consolato e, a quel punto, affideranno una delega di indagine per compiere tutti gli accertamenti necessari a stabilire le cause dei decessi. «Il tempo ieri (giovedì, ndr) al momento dell’immersione era bello, il mare non era perturbato e la visibilità ottima», ha raccontato all’Ansa una delle persone a bordo della safari boat Duke of York da cui si sono tuffati i cinque italiani morti durante l’immersione alle grotte di Alimathà. «Non abbiamo idea di cosa possa essere successo in quegli antri», ha aggiunto, «è presto per fare ipotesi. Bisogna ancora recuperare quattro corpi. Stiamo bene ma sotto choc».
«Io non so cosa sia successo là sotto. Ma è davvero strano che siano morti in cinque. Mia moglie ha fatto 5.000 immersioni. È una esperta, sa cosa fare anche in caso di difficoltà»: Carlo Sommacal, marito di Monica Montefalcone, ha appena finito di parlare con l’ambasciata. La figlia Giorgia si doveva laureare tra un mese, laurea triennale di Ingegneria biomedica. Quando ieri ha ricevuto la telefonata dall’ambasciata «mi sono crollate le gambe. E da lì non mi sono fermato un attimo. Ho dovuto dirlo a mio figlio, al fidanzato di Giorgia, ai miei suoceri che abitano poco lontano da qui». Il marito spera che ritrovino i corpi anche perché «di solito Monica quando si immergeva aveva una GoPro. Non so se l’avesse anche l’altro giorno. Se la trovano magari da lì si potrà capire cosa è successo».
In una nota, la Farnesina ha rassicurato sulle condizioni degli altri 20 italiani a bordo del Duke of York che hanno partecipato alla spedizione insieme ai cinque connazionali deceduti. L’ambasciata d’Italia a Colombo sta offrendo loro assistenza e ha preso contatto con la Mezzaluna rossa che si è offerta di inviare volontari addestrati a offrire primo soccorso psicologico per gli italiani ancora a bordo del battello tra cui non si registrano feriti.
Tuttavia, a causa del maltempo, non è chiaro se i soccorritori potranno raggiungere la barca, che intanto si è spostata in cerca di un approdo sicuro, in attesa dl miglioramento delle condizioni meteo per poter fare rientro a Malè. La sede diplomatica è anche in contatto con il gruppo Dan, compagnia assicurativa specializzata in copertura dei subacquei. Dan ha in programma di coordinarsi con le autorità locali per dare supporto sia alle operazioni di recupero delle salme, sia per il rimpatrio delle stesse.
Nel frattempo, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segue da vicino situazione connazionali alle Maldive e ha dato indicazioni all’ambasciata e al consolato di tenersi in stretto contatto con le autorità locali. L’isola Alimathà, il luogo delle Maldive dove sono morti i cinque italiani, fa parte dell’atollo di Vaavu, a circa un’ora di motoscafo o 20 minuti di idrovolante dalla capitale Malè.
L’ambasciatore Italiano alle Maldive, Damiano Francovigh, intervistato dalla trasmissione di Rete 4 Diario del giorno, ha spiegato: «La grotta consiste in tre ambienti successivi: sono riusciti (i soccorritori, ndr) a raggiungere i primi due ma non il terzo. Nei primi due non sono riusciti a intravedere i corpi dei connazionali. Anche domani (oggi, ndr) cercheranno di fare un’ulteriore immersione, hanno garantito che domani dovrebbero riuscire a raggiungere l’ultimo degli ambienti quindi verosimilmente vedere i corpi dei nostri connazionali».
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Impossibile quindi? Non proprio. Ed è qui che entra in gioco, anche se sarebbe meglio dire in scena, la nuova Sv Ultra, che rappresenta l’apice del lusso e della distinzione Range Rover, fondendo con eleganza finiture di altissimo livello con tecnologie audio uniche al mondo, per arricchire il legame tra comfort, benessere ed esperienza d’ascolto.
Quest’auto, nella storia di Range Rover, rappresenta un vero e proprio primato visto che si tratta dell’auto più lussuosa e tecnologicamente avanzata di sempre realizzata da questa casa automobilistica. La gamma di tecnologie audio coinvolgenti della Range Rover Sv Ultra, infatti, include il rivoluzionario sistema Sv Electrostatic Sound, che trasforma l’abitacolo in una sala da concerto, affiancato dai Body and Soul Seats (Bass) e dal Sensory Haptic Floor.
Uno dei tanti punti forti di quest’auto è il design. La carrozzeria della Range Rover SV Ultra è disponibile in una vasta scelta di colori e introduce il Titan Silver, esclusivo della Sv Ultra, grazie alla sua formulazione dedicata. Come spiega la casa automobilistica, «questa nuova tinta incarna una rappresentazione sofisticata dell’autentico metallo in forma liquida». Ma come si realizza questo colore così particolare? Il Titan Silver utilizza fini lamelle di alluminio reale e una tecnologia avanzata dei pigmenti per creare una superficie luminosa e altamente riflettente, con una qualità iridescente e simile a uno specchio. Il risultato? Una finitura che si distingue per la sua unicità e la sua lavorazione meticolosa. Gli accenti Satin Platinum Atlas e Silver Chrome valorizzano poi la finitura esterna Titan Silver, esaltando la griglia e la grafica laterale, mentre i cerchi in lega da 23" sono rifiniti con inserti Satin Platinum e nuovi coprimozzi Range Rover.
C’è poi l’interno, dove la Sv Ultra svela un nuovo ed esclusivo abitacolo bicolore nelle tonalità chiare in Ultrafabrics™ Orchid White e Cinder Grey, che coniuga l’innovazione avanzata dei materiali con un’atmosfera serena e improntata al design. I sedili presentano per la prima volta un intricato nuovo motivo a mosaico lavorato al laser, applicato sulle sezioni superiori sagomate e ripreso negli inserti e negli schienali per creare un trattamento superficiale unitario e altamente dettagliato.
Un nuovo intarsio in palma di rattan introduce nell’abitacolo una texture delicata e una profondità materica attraverso la sua naturale armonia strutturale. Grazie poi a una tecnica brevettata che ne preserva le caratteristiche naturali, la venatura unica dell’intarsio è valorizzata da una tinta Orchid White che ne esalta la texture a poro aperto e la forma lineare. La sua struttura cellulare tubolare consente tagli precisi in sezione trasversale che assorbono il colorante, creando una tonalità calda derivata dalle resine naturali del materiale. Per la SV Ultra, l’intarsio è rifinito in una tonalità più chiara per conferire un aspetto più contemporaneo. Si estende sotto il singolo touchscreen e prosegue nell’abitacolo fino al Club Table elettrico nella parte posteriore, nonché allo sportello motorizzato del vano refrigerante integrato.
La caratteristica finitura in ceramica bianco lucido di Range Rover SV prosegue il tema chiaro, affiancata da altoparlanti SV Orchid Pearl abbinati al colore, cinture di sicurezza Orchid White e pedane con marchio SV Ultra.
Un nuovo cuscino decorativo allungato incorpora il tessile Kvadrat remix, un’alternativa alla pelle realizzata con un mix durevole di lana e poliestere riciclato, che offre una forma morbida e contemporanea accuratamente ottimizzata per il comfort.
Phoebe Lindsay, Range Rover Materiality Manager, ha dichiarato: «Sv Ultra rappresenta la nostra interpretazione più modernista della materialità, coniugando linee pulite con una palette neutra attentamente bilanciata e un uso disciplinato dei materiali naturali. La scelta di Ultrafabrics™ rispetto alla pelle è stata intenzionale: la sua morbidezza ingegnerizzata consente il raffinato motivo lavorato al laser e la complessa perforazione che caratterizzano l’interno. L’intarsio in palma di rattan introduce nell’abitacolo un’espressione materica completamente nuova, con il suo poro aperto naturale e il rivestimento chiaro che aumentano la luminosità visiva e rafforzano un senso di design calmo e coerente».
Infine, la Range Rover Sv Ultra porta alla perfezione acustica dei migliori posti di una sala da concerto, introducendo per la prima volta in assoluto la tecnologia audio elettrostatica ad alta fedeltà a bordo di un veicolo. Il nuovo sistema SV Electrostatic Sound (disponibile come optional esclusivamente sui modelli SV) garantisce che ogni nota armoniosa e ogni dettaglio nitido pongano l’occupante al cuore di ogni performance, riproducendo la musica fedelmente come l’artista aveva concepito.
La Range Rover Sv Ultra sarà disponibile con una scelta tra la motorizzazione ibrida plug-in P550e e il V8 P540”. Una versione completamente elettrica arriverà entro la fine dell’anno.
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Alla fiera di Rho del 19 e 20 maggio Compagnia delle Opere presenterà l’Innovation Hub, area dedicata al confronto tra aziende e professionisti sull’uso concreto dell’intelligenza artificiale. Al centro del dibattito etica, scuola, lavoro e gestione aziendale.
Compagnia delle Opere torna all’AI Week di Rho Fiera, il grande evento europeo dedicato all’intelligenza artificiale in programma il 19 e 20 maggio, e lo fa portando al centro della manifestazione un nuovo spazio dedicato alle aziende. Si chiama Innovation Hub ed è un’area di oltre 200 metri quadrati pensata per favorire l’incontro tra imprese, professionisti e innovatori attraverso casi concreti, confronto operativo e networking.
All’interno dell’hub saranno presenti 23 aziende associate a Cdo, chiamate a raccontare esperienze e applicazioni pratiche dell’intelligenza artificiale nei diversi settori produttivi. Attesi in fiera anche circa 500 associati, segno di una partecipazione che l’associazione interpreta come la costruzione di un ecosistema capace di accompagnare le imprese nella trasformazione tecnologica.
L’AI Week, giunta alla settima edizione, ogni anno richiama migliaia di imprenditori, manager e professionisti, oltre a centinaia di speaker internazionali, attraverso incontri, masterclass e sessioni formative dedicate ai nuovi scenari dell’intelligenza artificiale. Nel programma promosso da Cdo troveranno spazio anche alcuni dei temi oggi più discussi nel dibattito pubblico. Una delle direttrici principali riguarderà il rapporto tra etica e intelligenza artificiale, con l’intervento di Padre Natale Brescianini, mentre un altro focus sarà dedicato al ruolo dell’AI nelle piccole e medie imprese italiane grazie al contributo di Emanuele Frontoni, presidente di Cdo Marche Sud e co-director del VRAI Lab. «L’intelligenza artificiale rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo, perché non ci chiede soltanto di imparare a utilizzare nuove tecnologie, ma ci interroga sul modo in cui comprendiamo l’esperienza umana, il lavoro, la conoscenza e il futuro della società», ha dichiarato Andrea Dellabianca, presidente nazionale di Compagnia delle Opere. «Ogni giorno emergono opportunità straordinarie insieme a interrogativi profondi: per questo è necessario costruire luoghi di confronto in cui imprese, professionisti, ricercatori ed esperti possano condividere competenze, esperienze e soluzioni concrete».
Tra gli appuntamenti previsti ci sarà anche un approfondimento sul rapporto tra scuola e intelligenza artificiale dal titolo «Essere uomini nell’Era dell’IA: la Scuola come laboratorio di libertà e conoscenza». Al centro dell’incontro il ruolo della tecnologia nella didattica, nei sistemi di valutazione e nei percorsi di inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali. Un confronto che partirà dall’idea che l’intelligenza artificiale possa affiancare il lavoro dell’insegnante senza sostituirlo, rafforzando il pensiero critico e la relazione educativa.
Spazio poi ai cambiamenti che l’AI sta introducendo nella gestione aziendale, nelle risorse umane e nel settore immobiliare, fino al rapporto tra innovazione tecnologica e transizione ecologica. Non mancherà infine una riflessione sul mondo del non profit con l’evento Agent Coding for Good, dedicato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per aumentare l’efficacia e l’impatto delle organizzazioni sociali. «L’innovazione è davvero tale quando resta al servizio della persona e contribuisce a far crescere una comunità più consapevole», ha aggiunto Dellabianca. «Per questo Cdo vuole scommettere su spazi d’avanguardia come l’Innovation Hub: luoghi di dialogo, ma anche laboratori di pensiero e di ricerca».
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Regina Corradini D’Arienzo (Ansa)
Risorse a tassi agevolati e contributi a fondo perduto fino al 30% per contrastare il caro energia e il blocco dello Stretto di Hormuz. La misura, operativa dal 25 maggio, protegge le aziende esportatrici e le filiere strategiche dagli choc del conflitto nel Golfo Persico.
La diplomazia non ha ancora trovato una via d’uscita al conflitto con l’Iran e la crisi energetica legata al blocco del canale di Hormuz si aggrava.
Gli analisti stimano che anche a fronte di una risoluzione a breve, per rimettere in moto il meccanismo dei rapporti con quell’area a cominciare dagli approvvigionamenti, serviranno mesi. Alla luce di questo scenario la Simest, la società per l’internazionalizzazione delle imprese del gruppo Cdp (Cassa depositi e prestiti) lancia un nuovo intervento strategico da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese colpite dagli effetti del conflitto nel Golfo Persico e dal perdurare delle tensioni sui costi energetici. Le risorse sono destinate alle aziende esportatrici e a quelle che, pur non vendendo direttamente direttamente all’estero i propri prodotti, fanno parte di filiere produttive strategiche. Cuore del pacchetto, attivato nell’ambito dello strumento «Transizione digitale ed ecologica», è la nuova linea «Energia per la competitività internazionale», concepita per offrire una risposta mirata per fronteggiare gli effetti della crisi sui costi energetici e sul fatturato, in modo da salvaguardare la solidità finanziaria e la capacità di continuare a investire all’estero delle imprese.
Potranno accedere al sostegno le realtà imprenditoriali che, nel primo trimestre o quadrimestre del 2026, abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato pari ad almeno il 10% rispetto allo stesso periodo del 2025, a causa del conflitto. Il sostegno avverrà attraverso la concessione di finanziamenti agevolati accompagnati da una quota a fondo perduto fino al 30% per le Pmi e fino al 20% per le altre imprese.
Le risorse sono finalizzate a essere utilizzate principalmente per operazioni di rafforzamento patrimoniale (fino al 90% del finanziamento) oppure per finanziamenti di soci, con possibilità di destinare fino a 1,5 milioni di euro a incrementi di capitale e supporto alle società controllate. L’anticipo può arrivare a coprire fino al 50% della somma richiesta mentre la durata del finanziamento sarà di otto anni. Parallelamente, viene ulteriormente rafforzata la misura dedicata alle imprese energivore, cioè a favore dei comparti più esposti al caro energia, con condizioni migliorative affinché possano continuare ad operare e a investire. Si prevede un contributo a fondo perduto fino al 20%, l’esenzione dalla presentazione delle garanzie; poi finanziamenti fino al 90% per il rafforzamento patrimoniale, l’incremento fino a 1,5 milioni di euro della quota da destinare alla capitalizzazione delle controllate e l’innalzamento dell’anticipo fino al 50%. Infine l’estensione della durata dei finanziamenti fino a otto anni.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 25 maggio fino al 31 dicembre 2026. Per garantire una gestione ordinata delle richieste, nei primi cinque giorni di apertura della misura, sarà attivato un sistema di «coda virtuale» nel caso di accessi simultanei elevati alla piattaforma.
«Vogliamo dare una risposta concreta e tempestiva alle imprese che stanno affrontando gli effetti di un quadro internazionale sempre più instabile, segnato dalle tensioni geopolitiche e dal forte aumento dei costi energetici, che rischiano di incidere sulla competitività del nostro sistema produttivo. L’obiettivo è sostenere non solo le aziende esportatrici, ma anche tutte le filiere strategiche del Made in Italy, rafforzandone la capacità di continuare a investire e crescere sui mercati internazionali», ha affermato l’amministratore delegato di Simest, Regina Corradini D’Arienzo.
Il Fondo monetario internazionale ha segnalato che, insieme al Regno Unito, l’Italia è fra i Paesi europei più esposti a causa della forte dipendenza dalle centrali a gas. Le importazioni italiane di beni energetici dal Medio Oriente nel 2025 hanno superato i 15 miliardi di euro. L’intervento di Simest quindi vuole accompagnare le imprese non solo nella gestione della fase emergenziale, ma anche nella gestione del periodo successivo, contribuendo al rafforzamento strutturale.