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Blasfemia Piazza Sempione: «Le femministe attaccano violentemente una donna e proprio oggi»

Blasfemia Piazza Sempione: «Le femministe attaccano violentemente una donna e proprio oggi»

«Femministe contro la statua di una donna l'8 marzo! É la festa di tutte le donne o di chi decidono loro? Al centro di Piazza Sempione c'è una donna che è attaccata da altre donne proprio oggi 8 Marzo, Festa di tutte noi. Si chiamava Maria. Femministe e centri sociali illiberali e violenti contro chi dicono di difendere hanno mostrato all'uscita della messa l'immagine blasfema di una Madonna a forma di vagina. Ma si rendono conto di quello che fanno? O sono oramai persi nell' ideologia? Ma le donne poi, sarebbero solo la propria vagina?» ha dichiarato Maria Rachele Ruiu, membro del direttivo di Pro Vita e Famiglia onlus, contro la manifestazione blasfema avvenuta a Piazza Sempione, a Roma.

«Siamo vicini al parroco, accusato ingiustamente di omofobia per aver difeso la presenza di questa statua nella piazza. La donna ridotta ai suoi genitali non è quello che combattevamo tutti insieme?» ha continuato Ruiu.

«Una giornata che dovrebbe vedere al centro delle migliori attenzioni le donne si è trasformata in una giornata di vera e propria violenza. Per non parlare dello sciopero che oggi colpisce Roma, dai trasporti agli asili nido. Un'altra vera e propria aggressione alle famiglie, alle donne, che oggi come me si dovranno arrangiare con taxi o organizzandosi il lavoro in maniera diversa. Grazie al progressismo andiamo forte in retorica e demagogia, ma i diritti di tutti e di noi donne non sono affatto difesi né tutelati» ha concluso Ruiu.

Giorgio Gandola ospita il senatore Claudio Borghi (Lega) per un’analisi senza filtri sulla tempesta che minaccia l’Italia. Tra venti di guerra, crisi energetica e la rigidità glaciale di Ursula von der Leyen, il quadro che emerge è quello di un'Europa a due velocità che gioca con le carte segnate e in cui il nostro Paese è tenuto volutamente in svantaggio. Intanto a Trump non basta più attaccare l'Iran: ora se la prende pure con papa Leone XIV.

Morelli: «In piazza contro l’Ue che ci vuole in coma»
Alessandro Morelli (Ansa)
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio spiega la manifestazione di sabato: «Immigrazione e Patto di stabilità: o l’Europa asseconda gli interessi nazionali o faremo da soli. I movimenti in Fi? Non andranno a sinistra. Se lo fanno, con noi han chiuso».

«La Lega riparte dalla piazza con le proprie proposte per rilanciare l’Italia». Questo lo spirito con cui il sottosegretario a Palazzo Chigi Alessandro Morelli si avvicina alla manifestazione di sabato 18 convocata dalla Lega a Milano. «In Italia ci sono tante proteste ma poche proposte. Noi, come siamo abituati a fare, dalla piazza lanceremo o rilanceremo le nostre proposte nell’ambito del governo e in vista della prossima campagna elettorale. Il partito antidemocratico ancora una volta ha calato la maschera cercando di boicottare la manifestazione qui a Milano, ma per fortuna non ci sono riusciti».

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Per i pm il giudice più potente d’Italia era contiguo alla mafia: media muti
A destra Giuseppe Pignatone (Ansa)
I pm di Caltanissetta danno credito a chi sostiene che la toga fosse «a disposizione» di imprenditori malavitosi. Avrebbe pure affondato il dossier «Mafia e appalti» isolando Falcone e Borsellino. Eppure i media sorvolano.

Per anni i magistrati della Procura di Roma, che oggi indagano sui rapporti economici tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Carroccia, ristoratore e presunto prestanome del clan Senese, sono stati guidati da un procuratore che gli inquirenti di Caltanissetta accusano di avere favorito la mafia e aver contribuito a quel clima di isolamento che ha portato all’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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Leone XIV va in Camerun e rilancia: «Pace sia disarmata e disarmante»
Papa Leone in Camerun per un incontro con funzionari governativi, la società civile e il corpo diplomatico, nel terzo giorno di un viaggio apostolico di 11 giorni in Africa (Ansa)
Continua il viaggio in Africa del Papa. Nessuna polemica, ma un messaggio chiaro.

«Una pace che sia disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di risolvere i conflitti, di aprire i cuori e di generare fiducia, empatia e speranza. La pace non può essere ridotta a slogan: va incarnata in uno stile, personale e istituzionale, che ripudi ogni forma di violenza. Per questo ribadisco con forza: “Il mondo ha sete di pace […]. Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni, esuli!”».

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