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Blasfemia Piazza Sempione: «Le femministe attaccano violentemente una donna e proprio oggi»

Blasfemia Piazza Sempione: «Le femministe attaccano violentemente una donna e proprio oggi»

«Femministe contro la statua di una donna l'8 marzo! É la festa di tutte le donne o di chi decidono loro? Al centro di Piazza Sempione c'è una donna che è attaccata da altre donne proprio oggi 8 Marzo, Festa di tutte noi. Si chiamava Maria. Femministe e centri sociali illiberali e violenti contro chi dicono di difendere hanno mostrato all'uscita della messa l'immagine blasfema di una Madonna a forma di vagina. Ma si rendono conto di quello che fanno? O sono oramai persi nell' ideologia? Ma le donne poi, sarebbero solo la propria vagina?» ha dichiarato Maria Rachele Ruiu, membro del direttivo di Pro Vita e Famiglia onlus, contro la manifestazione blasfema avvenuta a Piazza Sempione, a Roma.

«Siamo vicini al parroco, accusato ingiustamente di omofobia per aver difeso la presenza di questa statua nella piazza. La donna ridotta ai suoi genitali non è quello che combattevamo tutti insieme?» ha continuato Ruiu.

«Una giornata che dovrebbe vedere al centro delle migliori attenzioni le donne si è trasformata in una giornata di vera e propria violenza. Per non parlare dello sciopero che oggi colpisce Roma, dai trasporti agli asili nido. Un'altra vera e propria aggressione alle famiglie, alle donne, che oggi come me si dovranno arrangiare con taxi o organizzandosi il lavoro in maniera diversa. Grazie al progressismo andiamo forte in retorica e demagogia, ma i diritti di tutti e di noi donne non sono affatto difesi né tutelati» ha concluso Ruiu.

Con Enrica Perucchietti continuiamo l'esame dei documenti che svelano i legami fra una parte dell'establishment israeliano e le élite Usa, gettando una luce sinistra sul conflitto in corso. Davvero nel giro del faccendiere si facevano riti esoterici?

Dalle truffe digitali alle reti criminali globali, il report Interpol rivela l’evoluzione della frode finanziaria in un’industria strutturata, potenziata dall’intelligenza artificiale e sempre più centrale nell’economia illegale mondiale.
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Toni apocalittici e nemici al rogo. L’unica carta del No è la rabbia
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Tornano gli insulti e i manichini decapitati, al grido: «In pericolo le donne e i gay».

Questa particolare campagna elettorale ci consente di analizzare alcuni aspetti decisivi sia dell’attuale scenario politico sia, soprattutto, delle modalità attraverso le quali viene strutturata la propaganda elettorale. Il presupposto fondamentale della consultazione referendaria, che avrà luogo domenica e lunedì, è l’assenza di quorum. Tale particolarità, in un assetto ormai consolidato di affluenza bassa e di utilizzo dell’astensionismo come strumento per far fallire le consultazioni referendarie, unita all’importanza decisiva del quesito, ha caricato questo referendum di temi politici e ideologici ma anche culturali e relativi all’immaginario collettivo.

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Folgorato a una cena con Lotito, voterò Sì
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Da avvocato e figlio del presidente emerito della Consulta favorevole al No, sono stato convinto dal presidente della Lazio sull’utilità della riforma. Il sistema non va, la carriera dei giudici non può dipendere dai pm e al Paese serve una speranza.

Sono un avvocato e ho ricevuto un incarico professionale da parte del Comitato nazionale per il Sì: accertare alla Camera penale, etichettato come «comunista» da mia figlia Isotta, io, pecora nera di una famiglia di «santoni» del processo penale (Lattanzi è figlio di Giorgio, presidente emerito della Corte Costituzionale, ndr), in cui anche il cane è per il No, sono indeciso.

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