- La media delle imprese che di difende da eventi che non sono gli incendi è molto bassa. Al contrario, il settore agricolo che è uno dei più colpiti dalle catastrofi (da solo subisce il 25% dei danni) vede aumentare il numero di polizze del 5% in un anno. L’esperto di Cattolica Enzo Pracucci: «Strumenti ad hoc per vigne e allevamenti».
- Il comparto primario si protegge più degli altri: contratti per oltre 7 miliardi di euro.
Lo speciale contiene due articoli.
Tutelare agricoltori e piccoli proprietari dai danni provocati da grandine e incendi: con questa missione è nata, nel 1896, Cattolica assicurazioni. E anche adesso, a distanza di oltre un secolo, la compagnia conferma la sua vocazione e dedica un’ampia offerta di prodotti alla protezione degli agricoltori e delle imprese agricole.
Il settore presenta interessanti margini di crescita. Come rivela il report 2019 dell’Ania Allontaniamo i rischi, rimaniamo protetti, nonostante quasi l’80% delle abitazioni sia esposto a un rischio significativo di calamità naturali, solo poco più del 3% è protetto da una polizza contro questi eventi. Va decisamente meglio se si considerano le imprese: quasi il 90% possiede una copertura contro il rischio di incendio e circa il 15% è anche protetto da almeno uno dei rischi tra terremoto e alluvione. Incendi e calamità naturali sono un serio problema nel nostro Paese. Ogni giorno in media si denunciano circa 600 roghi e 1.000 eventi legati ai danni da grandine. L’Italia è anche un Paese a forte rischio sismico, con i terremoti che hanno gravi ripercussioni anche sul tessuto economico e produttivo: secondo i dati della ricerca Sigma di Swissre, il più disastroso è stato il terremoto dell’Irpinia nel 1980, con una stima di 36 miliardi di dollari di danni. Segue in classifica il sisma del 2012 in Emilia Romagna, con un danno stimato di 18 miliardi di dollari, mentre al terzo posto c’è il terremoto del 1976 in Friuli, con danni per 15 miliardi.
E le aziende del settore agricolo sono tra le realtà più colpite da eventi meteorologici estremi: i danni di incendi, alluvioni, siccità e altre catastrofi naturali secondo Ismea nel 25% dei casi colpiscono proprio il settore agricolo, una percentuale che sale all’80% in caso di siccità. Tanto che nel 2018 il mercato delle polizze agricole agevolate è cresciuto del 5%, con 7,78 miliardi di capitale assicurato.
Per gli agricoltori Cattolica mette a disposizione una linea di business dedicata articolata in unità specializzate. Tra le innovazioni sviluppate da Cattolica troviamo ad esempio gli strumenti per creare immagini satellitari rielaborate, che vengono utilizzate dai periti per monitorare gli indici di salute delle colture erbacee e per individuare i campioni da periziare.
«Sappiamo bene che ogni azienda quotidianamente è esposta a rischi specifici legati alla propria attività produttiva ed è per questo che abbiamo elaborato una soluzione flessibile dedicata alle principali filiere», spiega Enzo Pracucci, responsabile della linea di business agricoltura di Cattolica, «La polizza Agricola 360, personalizzabile in funzione della filiera produttiva, è la traduzione pratica della nostra filosofia di business, grazie a un’offerta che protegge l’agricoltore durante tutte le fasi del processo produttivo: dalla semina alla lavorazione, dalla raccolta alla trasformazione, dallo stoccaggio alla vendita del prodotto. La polizza offre copertura non solo per l’attività, ma anche per la vita privata e la famiglia dell’imprenditore agricolo, nella convinzione dell’importanza di una protezione globale».
Una particolare attenzione viene rivolta a due importanti settori produttivi, quello zootecnico e quello vitivinicolo. Per quanto riguarda il primo, precisa Pracucci, «la polizza Cattolica&Agricoltura Arca di Noé è progettata per garantire gli allevamenti zootecnici contro tutti i rischi che un allevatore deve fronteggiare. Si pensi ai casi di malattie epizootiche del bestiame, una vera minaccia per l’economia di ogni impresa di settore, e agli obblighi normativi in materia di smaltimento delle carcasse. L’offerta di Cattolica prevede inoltre specifiche garanzie in caso di fermo stalla a seguito di ordinanza sanitaria, o di infortuni e malattie contratte dal bestiame durante la partecipazione a mostre, fiere o nel corso della stagione dell’alpeggio».
Guardando al settore vitivinicolo, sono dedicati in particolare alle uve di pregio due prodotti lanciati la scorsa primavera: Uve di pregio-Amarone e Uve di pregio Etna Doc. «Si tratta di prodotti assicurativi nati “in vigna”, grazie ai suggerimenti raccolti dai nostri clienti e rispondenti alle reali esigenze delle aziende vitivinicole specializzate», sottolinea Pracucci, «La polizza copre non solo i rischi legati ad avversità tradizionali che possono verificarsi nel corso del ciclo vegetativo della coltura, come la grandine, il gelo e la brina, l’eccesso di pioggia, ma rimborsa anche i maggiori costi sostenuti dall’agricoltore per la cura dei grappoli danneggiati prima che questi vengano avviati al processo di appassimento in fruttaio».
Un tema di particolare interesse, infine, riguarda le coperture contro le avversità atmosferiche. «L’andamento climatico degli ultimi anni, particolarmente negativo specie nell’area nord del Paese, condiziona pesantemente il risultato economico delle attività agricole», nota Pracucci, «La corretta gestione dei rischi associati al clima risulta quindi un fattore determinante ai fini dell’esercizio profittevole di queste attività. Cattolica offre alla propria clientela una vasta gamma di coperture, dalle più tradizionali a quelle più innovative come le Index based. Si tratta di polizze che riconoscono un indennizzo a seguito di andamento climatico sfavorevole, identificato tramite uno scostamento, positivo o negativo, rispetto a un indice meteorologico».
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