- A settembre i pulmini per gli studenti potranno viaggiare al massimo della capienza, ma non oltre i 15 minuti. E se il mezzo rimanesse bloccato nel traffico? Per treni locali e bus spunta l’ipotesi dei divisori tra i passeggeri.
- Ripartenza in disordine in Germania. Guai per la prima della classe: ogni Lander ha adottato protocolli e date diversi per l’inizio dell’anno. Il primo è stato Meclemburgo, ma due istituti hanno già chiuso.
Lo speciale comprende due articoli.
Il ritorno in classe è sempre più un reality show, oltre al termometro servirà il cronometro. Dopo avere inventato le aule grandi come campi di calcio e i banchi con le ruote, il ministero dell’Istruzione non ha voluto far mancare il suo originale contributo anche ai trasporti. E ha iniziato la settimana di ferragosto con il botto: gli scuolabus potranno viaggiare con la capienza massima consentita, ma solo a condizione che «la permanenza degli alunni nel mezzo non sia superiore ai 15 minuti». Una disposizione che rivela una precondizione: della task force di cervelli impegnati a partorire una simile idea fanno certamente parte esperti di Morterone, Racalmuto e Acqualagna, ma nessuno di Roma Milano o Torino, dove basterebbe il più piccolo intoppo stradale per triplicare i tempi (per esempio un monopattino finito in una buca o una manifestazione dei cari, simpatici centri sociali) e costringere il conducente a far scendere tutti in mezzo alla strada o ritenersi passibile di denuncia.
La cervellotica idea, in linea con le precedenti trovate da circo del ministero magistralmente retto dall’acrobata Lucia Azzolina, è stata messa nero su bianco per evitare l’ennesimo niet dei cosiddetti esperti dell’Istituto superiore di sanità guidato con mano ferma dal non virologo (è un pediatra) Franco Locatelli; un gruppo di talebani del virus cinese, i veri difensori dei pieni poteri ottenuti dal premier Giuseppe Conte senza neppure chiederli. Cosi, invece di essere risolti, i problemi per gli alunni e le famiglie italiane si moltiplicano e la ripresa settembrina della scuola appare giorno dopo giorno un luna park dove le trovate più estemporanee fanno autoscontro fra loro. E dove il più saggio della compagnia sembra l’orso di peluche pronto per essere regalato al primo studente che riuscirà a entrare in classe.
Mentre gli esperti guidati dal Movimento 5 stelle si sbizzarriscono, gli alleati del Pd procedono in un totale e autoflagellato silenzio. Per loro lo smacco è notevole, per questo spingono per un rimpasto e per mandare a casa proprio la pin up che balla sulla cattedra. Da sempre fautori della «cultura del pensiero unico», mai stanchi di assumere insegnanti a centinaia di migliaia e di ripetere che una società di cittadini responsabili comincia dalla scuola, si ritrovano a dover firmare e poi votare leggi che sembrano uscite da un cartone dei Simpson. Poche idee ma confuse, nessuna progettualità, ipotesi da cannabis libera contro le quali perfino l’opposizione sembra allargare le braccia. Ieri Matteo Salvini, in un’intervista, ha sottolineato: «Quando a settembre la Azzolina non riuscirà a far ripartire le scuole come si deve, avremo in piazza contro il governo perfino le mamme. Quella donna è una calamità naturale, anziché stabilizzare i precari ha promosso se stessa preside. Cose da terzo mondo».
Quindici minuti di scuolabus, non uno di più: solo così si potranno usare i mezzi senza distanziamento sociale. La regola ha già messo sul piede di guerra i sindacati di Scuola e Trasporti che intuiscono il pericolo: al primo bambino positivo al Covid-19, il genitore farà causa all’istituto e il preside si rivarrà sull’autista del bus, il quale potrebbe sempre portare in tribunale il Comune che ha impedito al mezzo di arrivare a destinazione sotto i 15 minuti. Un record sul giro che neppure Charles Leclerc sarebbe in grado di abbattere alle otto di mattina nel centro di Roma o sulla cerchia dei Navigli dopo le ciclabili inventate da Beppe Sala per dare un segno di presenza in vita durante il lockdown.
E infatti, Regioni, Upi e Anci predisporranno un tavolo con il ministero del’Istruzione dove proporre la modifica degli orari scolastici.
Mentre, per quanto riguarda treni regionali e bus, sul tavolo dell’incontro tra le Regioni, altri Enti locali e il governo, sarebbe stato ipotizzato l’inserimento di pannelli divisori laterali tra i posti a sedere, così da poter derogare alle limitazioni alla capienza.
Ricapitolando, tutti con le mascherine sullo scuolabus (a eccezione dei bambini disabili e di coloro che hanno meno di sei anni). Questo è scritto nell’ultimo dpcm firmato Conte, riguardante esplicitamente «le linee guida per il trasporto scolastico dedicato». Il resto è un incubo, nel decreto ci sono anche disposizioni misteriose come la deroga alla distanza di un metro «nel caso in cui sia possibile l’allineamento verticale degli alunni su posti singoli e sia escluso il posizionamento cosiddetto faccia a faccia». Bizantinismi, fumisterie in linea con la gestione della cosa pubblica da parte del Conte 2, parole messe in fila apposta per sollevare da ogni responsabilità chi dovrebbe assumersele.
La babele costringerà le Regioni, ancora una volta, a fare da sole. Ad arrangiarsi. A rimboccarsi le maniche per tradurre in concretezza e fattibilità le linee guida che portano direttamente fuori strada. Così la Regione Emilia Romagna, a gestione piddina, è la prima a dover sconfessare palazzo Chigi interpretando e inventando soluzioni alternative. Proprio ieri l’ufficio scolastico regionale ha annunciato di «avere avuto dal governo un budget di 60 milioni di euro e di essere impegnata a capire come impiegarli al meglio». Il nodo del trasporto scolastico è tutto da sciogliere perché il sistema regge, come spiega l’assessore Paola Salomoni «solo se i mezzi possono viaggiare con l’80% della capienza dei passeggeri». La Regione ha già preso un’iniziativa in autonomia: i test sierologici verranno fatti a tutto il personale, sia statale che delle scuole paritarie. E sarà gratuito. Verrà settembre, arriverà lo Scuolabus più pazzo del mondo a prendere i vostri figli. Se osserverete bene scoprirete che a guidarlo, con il rossetto da discoteca, sarà lady Azzolina.
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