«Affondi papà e le sue donnacce»
La figlia di Massimo Ferrero si sfoga nelle intercettazioni: «Nei guai per colpa sua». Il Viperetta non risponderà al gip. E contesta l’arresto: «Avrei potuto scappare senza problemi».

Massimo Ferrero, l’ormai ex presidente della Sampdoria arrestato lunedì scorso per bancarotta fraudolenta su richiesta della Procura di Paola non risponderà alle domande del gip durante l’interrogatorio di garanzia, fissato per oggi alle 13.30.

Lo ha fatto sapere ieri il difensore di Ferrero, Pina Tenga, che ha rilasciato una dichiarazione, spiegando come sia «impossibile rispondere all’interrogatorio di garanzia perché non abbiamo potuto vedere il fascicolo». Mentre i magistrati calabresi dovranno quindi attendere per sentire eventualmente la versione di Ferrero, dal carcere di San Vittore è filtrato, attraverso le pagine di un quotidiano genovese, uno sfogo del Viperetta: «Non mi hanno mandato agli arresti domiciliari perché ritenevano non fosse una misura adeguata. Se volevo potevo far perdere le mie tracce quando stavo girando le puntate di Pechino Express». In realtà il gip ha ritenuto inadeguati gli arresti domiciliari non per il rischio di fuga, ma per quello di reiterazione del reato.

L’altra inchiesta che lo vede indagato per bancarotta, quella della Procura di Roma che la Verità ha raccontato ieri, si avvia verso l’udienza preliminare dove si deciderà tra il rinvio a giudizio e l’archiviazione. Per Ferrero, la figlia Vanessa, il nipote Giorgio, e Andrea Diamanti, è stato infatti firmato l’avviso di conclusione delle indagini che, però, la difesa dell’ex patron della Sampdoria sostiene di non aver mai ricevuto. Il procedimento nasce dall’inchiesta della Procura capitolina sulla cessione, avvenuta nel 2015, del centrocampista Pedro Obiang, passato al West Ham. Un procedimento archiviato un anno fa, che ha però permesso di accertare che una parte della somma incassata dalla squadra inglese, risulta essere stata usata dalla Sampdoria per pagare il contratto sottoscritto con una società della galassia Ferrero, la Vici srl, amministrata dalla figlia del Viperetta, Vanessa, anche lei coinvolta nell’inchiesta calabrese. Alla società cinematografica della donna, che da lunedì si trova agli arresti domiciliari, la Sampdoria ha pagato 1,15 milioni di euro per «una nuova residenza atleti, il rifacimento dei campi di allenamento e della prima squadra, e la realizzazione di nuovi spogliatoi» da realizzare al centro sportivo della squadra. Dai conti della Vici, 805.000 euro risultano poi essere finiti alla Livingston Spa (fallita e per cui Ferrero ha patteggiato una pena a un anno e dieci mesi), già amministrata dal presidente dimissionario della Samp, a saldo di quanto dovuto da un’altra società del gruppo, la Farvem real estate «in difetto di alcuna ragione economica».

L’inchiesta romana punta anche su dei passaggi di denaro a Ferrero da parte di società del gruppo risalenti al 2014 sotto forma di conciliazioni che i pm ritengono «ideologicamente false» e che sono avvenute davanti alla direzione territoriale del lavoro: la Eleven Finance e la Mediaport cinema hanno versato a Ferrero 100.000 euro l’una, mentre la Cgs/Vici ha pagato al presidente della Sampdoria 200.000 euro. Gli inquirenti calcolano la distrazione complessiva di fondi in 1,35 milioni di euro che avrebbe danneggiato la Eleven finance, che, nel frattempo, ha incorporato la Cgs, la Vici e la Mediaport.

In un’intercettazione in cui si confida con l’amica V.C., Vanessa aveva esternato il risentimento nei confronti del padre, anche per i guai giudiziari: «Io sto così per i cazzi tua! E me devi pure dì… capito?». Chiudendo lo sfogo: «Per me può pure andà a fanculo lui… le troie… e la famiglia nuova che c’ha! Ma che cazzo me ne frega?». Guai che adesso si stanno moltiplicando.

Da non perdere

Serve un’inchiesta alla «Report» sul caso Ranucci
Giustizia

Serve un’inchiesta alla «Report» sul caso Ranucci

La vicenda è oscura. Perché non c’entra la malavita organizzata ma nemmeno la politica. C’entra «un amico vero». Parola di Sigfrido Ranucci, che alla notizia del coinvolgimento di Valter Lavitola nell’attentato del 16 ottobre assicura che fra lui e l’ex editore dell’Avanti c’è un grande affetto».

La sindaca-influencer Silvia Salis vola in prima classe
Inchieste

La sindaca-influencer Silvia Salis vola in prima classe

Il suo addetto stampa, Pietro Zampedroni, si fa fotografare con calice di vino in mano e a piedi nudi nello scompartimento di lusso del Fiumicino-New York che ha portato la prima cittadina e i suoi negli Usa per la missione sponsorizzata di «promozione del territorio» di Genova.

La Regione simbolo del Pd indagata per le alluvioni
Inchieste

La Regione simbolo del Pd indagata per le alluvioni

Ricordate l’alluvione in Emilia-Romagna del maggio 2023? E avete memoria di quella dell’anno successivo, quando alcuni fiumi strariparono mandando sott’acqua decine di paesi tra Bologna e Ravenna? Beh, se avete presente che cosa accadde, ovvero i 17 morti e i 10 miliardi di danni che si contarono dopo il disastro, probabilmente vi torneranno in mente anche le polemiche, perché fin da subito ci fu chi strumentalizzò i drammatici eventi per attaccare i cosiddetti «negazionisti del cambiamento climatico».