Europa a pezzi

L’Ue tira dritto: «L’unica via è il Green deal»
Dan Jorgensen, il danese commissario per l’Energia e l’Edilizia abitativa assieme alla vicepresidente della Commissione Teresa Ribera (Getty Images)
Arriva Accelerate Eu, il piano per affrontare la crisi energetica. Spariscono lockdown e smart working, non la vacuità della ricetta: nel breve qualche (futile) palliativo, nel medio-lungo elettrificare tutto. Jorgensen però ammette: «Non ci sono abbastanza reti».

Da un po’ non arrivava da Bruxelles un piano per dirci che cosa dobbiamo fare, ma l’attesa è finita. Dalla riunione dei commissari europei di ieri si è riversato sull’Europa quasi intera il piano Accelerate Eu, il nuovo e atteso elenco di misure che l’Unione introduce per affrontare (si fa per dire) l’ennesima crisi energetica.

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Bolloré lancia il think tank cristiano e anti Macron: «Meno immigrati e aborti»
Vincent Bolloré (Ansa)
Il magnate si muove in vista delle elezioni del 2027. L’obiettivo: promuovere un’agenda conservatrice su natalità, confini e conti. Una figura così servirebbe anche in Italia.

L’industriale francese Vincent Bolloré, patron di grandi gruppi come Canal+, Universal Music Group o ancora Vivendi, è finito sulla graticola mainstream d’Oltralpe per aver fondato un think tank di destra e «troppo» cristiano. Il suo nome: «Institut de l’Espérance». Tradotto in italiano: Istituto della Speranza.

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Ue masochista: fondi ai nemici cinesi per «aiutarli» a conquistare l’Africa
Getty Images
Commissione, Bei e le casse di Parigi e Berlino finanziano un progetto nei trasporti in Senegal da 320 milioni. Grazie alle sovvenzioni di Stato, il colosso di Pechino Crrc offre un prezzo fuori mercato. Europei sconfitti.

Soldi europei a un’azienda cinese per finanziare affari in Africa. Non è una barzelletta, ma l’ennesima operazione degna del miglior Tafazzi che sta andando in scena a Bruxelles provocando non poche irritazioni tra gli europarlamentari che proprio in queste settimane si sono trovati a discutere della necessità di restituire priorità alla filiera industriale del Vecchio continente. Meno male.

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Un articolo pubblicato sulla piattaforma vicina alla Commissione propone uno schema basato su sovvenzioni. Mossa fiscalmente insostenibile e che crea distorsioni tra Stati.

Un articolo pubblicato ieri su VoxEu, piattaforma del Centre for economic policy research (Cepr) e punto di riferimento dell’area economica più vicina alla Commissione europea, che lo finanzia, affronta il contrasto emergente tra la competitività industriale europea e gli obiettivi climatici dell’Unione. Il titolo dello studio, Migliorare la competitività o raggiungere gli obiettivi climatici: il dilemma di Draghi è se non altro onesto e ammette che esiste un problema di costi-benefici.

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Bulgaria nell’euro in barba al popolo. Quattro mesi dopo vince un «Orbán»
Il neopresidente bulgaro Rumen Radev (Ansa)
Sofia ha ignorato le proteste dei cittadini contro l’ingresso nella moneta unica. Risultato: trionfa un candidato scettico sull’Ue e per il dialogo con la Russia. La sinistra non aveva ancora finito di brindare per l’Ungheria...

Sono passati pochi giorni dall’esito delle elezioni ungheresi, che hanno visto l’ex premier Viktor Orbán sconfitto da un politico membro della famiglia dei Popolari europei, Péter Magyar, inspiegabilmente acclamato dai progressisti. Ieri mattina, sul tavolo della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al tredicesimo piano del palazzo Berlaymont a Bruxelles, è atterrato un altro spinoso dossier dall’area dell’ex cortina di ferro, quello bulgaro.

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