Europa a pezzi

L’Italia taglia le bollette, l’Ue dice no
Ansa
Bruxelles contro la misura per calmierare i prezzi dell’elettricità alle aziende in cambio di investimenti in rinnovabili. Per la Commissione sono aiuti di Stato.

Bruxelles impone scadenze stringenti per attuare la transizione energetica ma al tempo stesso se un Paese riesce a dare alle proprie imprese forniture di energia elettrica a prezzi calmierati, ecco che si mette di traverso. È quanto è accaduto all’Italia che con lo strumento dell’Energy Release puntava a proteggere le aziende a forte consumo di energia elettrica, come la siderurgia, la carta, il vetro, la chimica, dalla volatilità dei prezzi di mercato e al tempo stesso incentivare la realizzazione di impianti green. Il meccanismo prevede che il Gse, il Gestore dei servizi energetici, ceda energia a un prezzo calmierato a fronte dell’impegno a costruire impianti rinnovabili pari al doppio della capacità rispetto all’energia ricevuta a basso costo. Una formula perfetta, senonché per la Commissione Ue questo si configura come aiuto di Stato.

Continua a leggereRiduci
Coldiretti: «Regole diverse, rischio Mercosur»
Cristiano Fini, presidente di Cia (Imagoeconomica)
E il presidente di Cia, Cristiano Fini, rincara: «In Europa standard qualitativi e sanitari più alti».

Confindustria scende in campo contro chi contesta l’accordo sul Mercosur così come è stato concepito, ovvero in modo squilibrato senza quelle reciprocità che dovrebbero tutelare il mondo agricolo. L’associazione delle imprese ne sta facendo una battaglia di bandiera sostenendo che il No della Lega e dei 5 stelle rischia di far perdere al sistema Paese 14 miliardi di euro. Il presidente degli industriali, Emanuele Orsini, sollecita «l’applicazione immediata dell’accordo provvisorio perché sospenderlo sarebbe una pazzia».

Continua a leggereRiduci
«Mercosur che caos. La Von der Leyen umilia la democrazia per aiutare Berlino»
Luigi Scordamaglia (Imagoeconomica)
L’ad di Filiera Italia: «L’applicazione provvisoria creerebbe una frattura gravissima. Senza agricoltura non c’è sicurezza».

Chissà se Ursula von der Leyen ha mai sfogliato il «libro soci» di Filiera Italia: si renderebbe conto che è una sorta di collezione del meglio del meglio d’Europa per la qualità agroalimentare e per i prodotti agricoli italiani che sostanziano la migliore e più produttiva agricoltura europea: un ettaro in Italia produce 3.500 euro di valore aggiunto, il doppio di un ettaro francese e quasi due terzi in più che in Germania. C’è di che spendersi molto per difenderla. Appena avuto sentore di un aggiramento del voto dell’Eurocamera sul Mercosur i trattori si sono rimessi in moto.

Continua a leggereRiduci
Merz vuole il Mercosur «antidemocratico»
Ansa
Berlino, malgrado il rinvio del Parlamento Ue alla Corte di giustizia, spinge per l’applicazione provvisoria del trattato commerciale. In ballo c’è il litio argentino all’industria dell’auto tedesca. Ma Parigi avverte Ursula: «Qualsiasi forzatura sarebbe intollerabile».

In Europa Ursula von der Leyen è salva, ma sta messa molto male la democrazia. Il Consiglio europeo si prepara a vanificare il voto sul Mercosur espresso mercoledì dall’Eurocamera. Che viene probabilmente svenduta per un piatto di lenticchie. Anzi meglio, per una fornitura di litio argentino alle case automobilistiche tedesche che devono costruire le batterie per le auto elettriche. La conseguenza è che l’Europa unita non sta affatto bene. Nel Consiglio europeo straordinario che si è tenuto ieri sera per rispondere a Donald Trump sulle relazioni transatlantiche, si è accennato alla possibilità di varare comunque il Mercosur.

Continua a leggereRiduci
L’Europa si pavoneggia però conferma: da sola è inutile
Emmanuel Macron e Friedrich Merz (Ansa)
Emmanuel Macron e Friedrich Merz al Consiglio lodano unità e reazione dell’Unione, per poi ribadire l’essenzialità degli States.

Ieri sera si è tenuto a Bruxelles il vertice informale dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea, convocato dal presidente del Consiglio europeo, António Costa, per discutere delle relazioni transatlantiche alla luce delle tensioni degli ultimi giorni sulla Groenlandia. La riunione è stata confermata nonostante il clima apparisse «più positivo» rispetto alle 24 ore precedenti, dopo la parziale marcia indietro annunciata da Donald Trump a Davos sulle minacce di dazi e sull’uso della forza. Come hanno fatto trapelare alcune fonti europee, proprio questo miglioramento del contesto ha reso comunque «rilevante» il confronto tra i leader, chiamati a fare i conti con quella che a Bruxelles viene ormai definita una «nuova normalità» nelle relazioni con Washington: più imprevedibile e segnata da ricorrenti elementi di instabilità.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy