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Il governo in ostaggio dei «no telefonino»: rischiamo più antenne e un 5G scarsissimo

5g voto governo comunicazioni tecnologia
IStock
Si attende il voto in Aula per aumentare le frequenze. Le attuali norme ostacolano gli investimenti a fronte di più inquinamento.
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Mai dire Blackout | Febbre da metalli: l'oro scotta, borsa di Shanghai in tilt

Boom elettrico della Cina. Petrolio, surplus e sanzioni. L’IEA: fate scorte di minerali critici. Dazi Ue sulle auto elettriche, un autogol. Frenesia e record metalli.

Gli italiani in Niger sotto il fuoco dell’Isis
Ansa
Durante l’attacco dello Stato islamico a Niamey, in Niger, quattro soldati in missione hanno dovuto lasciare l’aeroporto sotto i colpi di mortaio e raggiungere l’ambasciata.

L’attacco è arrivato all’improvviso nella notte tra mercoledì e giovedì scorso quando i jihadisti dello Stato islamico, usando droni e mortai, hanno assaltato l’aeroporto internazionale civile Diori Hamani di Niamey, la capitale del Niger. Un obiettivo non casuale, visto che li si trova la base 101 dell’aeronautica militare; il quartier generale della Forza unificata anti jihadista composta da Niger, Burkina Faso e Mali della Confederazione degli stati del Sahel (Aes); una base per droni; i mercenari russi dell’Africa Corps e, soprattutto, un contingente di circa 250 militari italiani. Gli unici soldati occidentali rimasti in Niger.

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Askatasuna fa paura: agente preso a martellate
Ansa
Video choc a Torino. Scontri con le forze dell’ordine, oltre 10 poliziotti feriti dagli antagonisti con cui il Comune di sinistra faceva accordi. Salvini: feccia. Meloni: hanno colpito lo Stato, i giudici ora facciano la loro parte.
Due ore di scontri e guerriglia. Devastazione a Torino. Gli antagonisti del centro sociale Askatasuna, con cui il Comune di sinistra faceva accordi, superano il limite: oltre 10 poliziotti feriti, un agente circondato e preso a martellate. Per Piantedosi «i violenti sono un pericolo per la democrazia». Salvini parla di «feccia». Meloni: «La magistratura faccia la sua parte, è stato colpito lo Stato».
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Basta un Sì per far finire il gioco delle correnti
Imagoeconomica

Oltre a favorire i mafiosi, come scrive Roberto Saviano, e i topi, come sostiene una delle correnti della magistratura, prima di marzo la riforma della giustizia sarà probabilmente accusata anche di contribuire al surriscaldamento del pianeta.

In vista del referendum costituzionale, l’Anm, la sinistra e la cosiddetta stampa progressista immagino che addebiteranno altre colpe alla legge voluta dal ministro Carlo Nordio. In effetti, la norma ha una responsabilità gravissima: restituisce indipendenza e autonomia ai magistrati. Lasciate perdere la separazione delle carriere e tutte le fanfaluche di cui si discute in questi giorni: il nodo vero è la fine del sistema delle correnti, ovvero la rimozione di quel blocco di potere che negli ultimi 50 anni ha governato la magistratura con promozioni e provvedimenti disciplinari. Non in nome della legge, come dovrebbe essere, ma nel nome di gruppi organizzati come partiti. E per di più di sinistra.

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Le Firme

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