True
2024-09-04
Zelensky perde altri tre ministri. Raid di Mosca fa una strage
Volodymyr Zelensky (Ansa)
la guerra con la Russia ha rassegnato le proprie dimissioni, insieme al ministro della Giustizia e al ministro dell’Ambiente, ha annunciato lo speaker del Parlamento. Si tratta del ministro delle Industrie strategiche, Oleksandr Kamyshin, il ministro della Giustizia, Denys Maliuska, e il ministro dell’Ambiente, Ruslan Strilets. Lo speaker del Parlamento ha dichiarato che le loro richieste di dimissioni saranno presto discusse dai legislatori. E oggi è atteso il rimpasto di circa «metà governo». Segno che gli affari esterni, la guerra nello specifico, nonostante la propaganda non sta andando nel verso sperato.
Lo dimostra il campo con le truppe russe che continuano a guadagnare terreno e Kiev, che continua ad accusare colpi sempre più pesanti. Ieri due missili balistici e decine di morti a Poltova in Ucraina centrale. Tra loro moltissimi militari. Colpito infatti l’Istituto militare di telecomunicazioni e informatizzazione. L’attacco è stato effettuato durante un’esercitazione militare, nell’incidente sono state uccise più di 50 persone e ferite circa 206. Una strage in uno dei momenti più complicati sul campo dall’inizio della guerra. Le autorità ucraine hanno decretato tre giorni di lutto a Poltava, 300.000 abitanti, circa 140 chilometri dal confine russo. La zona non aveva mai subito bombardamenti paragonabili a questo.
«Un esempio della brutalità di Vladimir Putin», il commento della Casa Bianca. «La Russia ci sta togliendo la cosa più preziosa: la vita», quello della first lady Olena Zelenska, mentre il presidente ucraino Zelensky ha un motivo in più per lanciare un nuovo appello: «La feccia russa pagherà sicuramente per questo attacco. Continuiamo a sollecitare chiunque nel mondo abbia il potere di fermare questo terrore: l’Ucraina ha bisogno di sistemi di difesa aerea e di missili ora, non in magazzino. Gli attacchi a lungo raggio che possono proteggerci dal terrore russo sono necessari ora, non più tardi. Ogni giorno di ritardo, purtroppo, significa altre vite perse».
Armi che però continuano ad arrivare dagli alleati. La Germania intende donare altri sei sistemi di difesa aerea Iris-T Slm all’Ucraina e intende acquistare altre sei unità Iris-T Slm per la propria forza aerea, ha dichiarato all’agenzia britannica Reuters una fonte coinvolta nelle trattative. Anche Bucarest continua a sostenere Kiev, il Parlamento romeno ha approvato un progetto di legge che autorizza la donazione di un sistema di difesa missilistico Patriot all’Ucraina. La Romania ha deciso di donare uno dei suoi due sistemi Patriot operativi - uno dei cinque sistemi di questo tipo e altre unità di difesa aerea strategica promessi dagli Stati della Nato a Kiev - a condizione che gli alleati lo sostituiscano con un altro sistema Patriot in una data successiva. La Romania ha firmato un accordo da 4 miliardi di dollari per l’acquisto dei Patriot nel 2017, il suo più grande contratto di approvvigionamento fino a oggi. Finora ha ricevuto quattro sistemi, di cui due operativi. Gli Stati Uniti invece sono vicini a un accordo per fornire all’Ucraina nuovi missili da crociera a lungo raggio che potrebbero raggiungere la Russia in profondità, ma Kiev dovrà aspettare diversi mesi perché Washington deve risolvere alcuni problemi tecnici prima di qualsiasi spedizione, hanno detto i funzionari statunitensi. L’invio di questi missili, i Jassm, potrebbe cambiare significativamente lo scenario del conflitto, mettendo una parte maggiore della Russia nel raggio d’azione di potenti munizioni a guida di precisione. Manca tuttavia la decisione ufficiale.
Sul campo continuano gli attacchi anche in territorio russo. Le autorità hanno riferito di un attacco ucraino contro una chiesa nella regione di confine di Belgorod. Secondo il governatore l’attacco è stato effettuato con un drone e ha colpito la cattedrale di San Nicola nella località di Gruzskoye, a sette chilometri di distanza dal confine con l’Ucraina. «Di conseguenza, la cupola della cattedrale ha preso fuoco».
Intanto il presidente russo Putin ha terminato il suo viaggio in Mongolia senza essere arrestato, come era prevedibile. In una dichiarazione rilasciata a Politico Europe, un portavoce del governo della Mongolia ha affermato che il Paese si trova in una posizione di dipendenza energetica e che per questo non può arrestare Putin su mandato della Corte penale internazionale (Cpi) per i crimini di guerra in Ucraina. «La Mongolia importa il 95% dei suoi prodotti petroliferi e oltre il 20% dell’elettricità dalle nostre immediate vicinanze, che in passato hanno subito interruzioni per motivi tecnici. Questa fornitura è fondamentale per garantire la nostra esistenza e quella del nostro popolo», ha dichiarato il portavoce, che ha aggiunto: «La Mongolia ha sempre mantenuto una politica di neutralità in tutte le sue relazioni diplomatiche, come dimostrato dalle nostre dichiarazioni ufficiali fino a oggi».
Londra ferma l’invio di armi a Israele
Migliaia di israeliani si sono radunati in tutto il Paese nella notte tra lunedì e martedì chiedendo un cessate il fuoco per favorire il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas. A Gerusalemme la polizia ha risposto in maniera molto dura contro i manifestanti e ha arrestato una decina di persone. Ieri il Global imams council, con sede a Najaf (Iraq), ha condannato «con fermezza» le azioni di Hamas, definendole «barbare e contrarie ai principi di umanità, agli insegnamenti religiosi e al diritto internazionale». La dichiarazione menziona specificamente l’uccisione dei sei ostaggi, tra cui un cittadino americano, Hersh Goldberg-Polin, in un tunnel a Rafah. Il Consiglio si esprime «con profonda tristezza e indignazione per questi atti, ribadendo la propria condanna degli omicidi atroci commessi». Si tratta di un fatto molto rilevante che mostra come Hamas (che ieri ha rilasciato altri video degli ostaggi ammazzati qualche giorno fa) e l’Iran non godano dei favori delle istituzioni musulmane serie ma solo dei fanatici che ammantano di religiosità le loro abiette azioni. Secondo quanto riportato dall’ufficio del primo ministro israeliano su X, dopo l’esecuzione dei sei ostaggi israeliani, il governo del Regno Unito ha sospeso 30 licenze di vendita di armi a Israele. L’ufficio di Benjamin Netanyahu ha descritto questa decisione come «vergognosa» e ha affermato che non cambierà la determinazione di Israele a sconfiggere Hamas, definita a giusta ragione «un’organizzazione terroristica genocida». La decisione del Regno Unito di sospendere le esportazioni di alcune armi verso Israele è stata motivata dal rischio che «queste possano essere utilizzate in violazione del diritto internazionale». Sempre a proposito di Gran Bretagna, Jeremy Corbyn, già leader del Partito laburista dal 2015 al 2020, insieme a quattro deputati musulmani, ha formato un nuovo gruppo pro Gaza alla Camera dei Comuni. Ci sono anche delle speculazioni sul fatto che questo nuovo gruppo parlamentare potrebbe diventare un partito politico guidato dallo stesso Corbyn. Capitolo ostaggi. Il rappresentante israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, ha annunciato che il Consiglio di sicurezza dell’Onu si riunisce oggi su sua richiesta urgente per discutere ufficialmente della situazione degli ostaggi detenuti a Gaza. In un tweet Danon ha sottolineato che è la prima volta che l’esecutivo dell’Onu affronta questa discussione dal 7 ottobre scorso e ha espresso la sua tristezza per il fatto che il Consiglio ha impiegato 11 mesi per affrontare la questione, e solo dopo la brutale uccisione di sei ostaggi da parte di Hamas. Secondo Nbc, Joe Biden questa settimana potrebbe presentare a Israele e ad Hamas «un accordo prendere o lasciare», con l’obiettivo di raggiungere un’intesa per un cessate il fuoco. Israele e l’Autorità nazionale palestinese (Anp) temono un attacco simile a quello del 7 ottobre in Cisgiordania. Una fonte della sicurezza israeliana ha riferito a Sky News Arabia che l’Anp, così come Israele, hanno elementi in mano che tengono alta la tensione. La fonte ha specificato che l’Anp teme che Hamas possa tentare un colpo di Stato contro di essa, come già avvenuto nella Striscia di Gaza. Intanto, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ucciso Ahmad Wadia, un comandante di Hamas a capo dell’incursione nel Kibbutz Netiv Hàasara il 7 ottobre scorso. Wadia era stato filmato mentre beveva una Coca Cola trovata in un frigorifero poco dopo aver ucciso un uomo davanti ai suoi figli durante l’incursione. In precedenza, l’esercito israeliano ha annunciato che aerei da combattimento dell’Idf hanno colpito nella città di Gaza un ex college utilizzato da Hamas come base per lanciare attacchi contro le truppe nella zona. L’Idf ha sottolineato di aver agito in modo mirato, attraverso informazioni di intelligence militare, dello Shin Bet e del Comando militare meridionale.
Continua a leggereRiduci
Lasciano i responsabili di Armamenti, Giustizia e Ambiente. Oggi rimpasto di metà governo. Missili del Cremlino su Poltava: 50 morti e 206 feriti. E il leader ucraino chiede altri aiuti contro la «feccia russa».L’Inghilterra sospende 30 licenze di vendita di materiale bellico. Gerusalemme: «Vergogna». Intanto Corbyn forma un gruppo pro Gaza alla Camera dei Comuni.Lo speciale contiene due articoli. la guerra con la Russia ha rassegnato le proprie dimissioni, insieme al ministro della Giustizia e al ministro dell’Ambiente, ha annunciato lo speaker del Parlamento. Si tratta del ministro delle Industrie strategiche, Oleksandr Kamyshin, il ministro della Giustizia, Denys Maliuska, e il ministro dell’Ambiente, Ruslan Strilets. Lo speaker del Parlamento ha dichiarato che le loro richieste di dimissioni saranno presto discusse dai legislatori. E oggi è atteso il rimpasto di circa «metà governo». Segno che gli affari esterni, la guerra nello specifico, nonostante la propaganda non sta andando nel verso sperato. Lo dimostra il campo con le truppe russe che continuano a guadagnare terreno e Kiev, che continua ad accusare colpi sempre più pesanti. Ieri due missili balistici e decine di morti a Poltova in Ucraina centrale. Tra loro moltissimi militari. Colpito infatti l’Istituto militare di telecomunicazioni e informatizzazione. L’attacco è stato effettuato durante un’esercitazione militare, nell’incidente sono state uccise più di 50 persone e ferite circa 206. Una strage in uno dei momenti più complicati sul campo dall’inizio della guerra. Le autorità ucraine hanno decretato tre giorni di lutto a Poltava, 300.000 abitanti, circa 140 chilometri dal confine russo. La zona non aveva mai subito bombardamenti paragonabili a questo. «Un esempio della brutalità di Vladimir Putin», il commento della Casa Bianca. «La Russia ci sta togliendo la cosa più preziosa: la vita», quello della first lady Olena Zelenska, mentre il presidente ucraino Zelensky ha un motivo in più per lanciare un nuovo appello: «La feccia russa pagherà sicuramente per questo attacco. Continuiamo a sollecitare chiunque nel mondo abbia il potere di fermare questo terrore: l’Ucraina ha bisogno di sistemi di difesa aerea e di missili ora, non in magazzino. Gli attacchi a lungo raggio che possono proteggerci dal terrore russo sono necessari ora, non più tardi. Ogni giorno di ritardo, purtroppo, significa altre vite perse». Armi che però continuano ad arrivare dagli alleati. La Germania intende donare altri sei sistemi di difesa aerea Iris-T Slm all’Ucraina e intende acquistare altre sei unità Iris-T Slm per la propria forza aerea, ha dichiarato all’agenzia britannica Reuters una fonte coinvolta nelle trattative. Anche Bucarest continua a sostenere Kiev, il Parlamento romeno ha approvato un progetto di legge che autorizza la donazione di un sistema di difesa missilistico Patriot all’Ucraina. La Romania ha deciso di donare uno dei suoi due sistemi Patriot operativi - uno dei cinque sistemi di questo tipo e altre unità di difesa aerea strategica promessi dagli Stati della Nato a Kiev - a condizione che gli alleati lo sostituiscano con un altro sistema Patriot in una data successiva. La Romania ha firmato un accordo da 4 miliardi di dollari per l’acquisto dei Patriot nel 2017, il suo più grande contratto di approvvigionamento fino a oggi. Finora ha ricevuto quattro sistemi, di cui due operativi. Gli Stati Uniti invece sono vicini a un accordo per fornire all’Ucraina nuovi missili da crociera a lungo raggio che potrebbero raggiungere la Russia in profondità, ma Kiev dovrà aspettare diversi mesi perché Washington deve risolvere alcuni problemi tecnici prima di qualsiasi spedizione, hanno detto i funzionari statunitensi. L’invio di questi missili, i Jassm, potrebbe cambiare significativamente lo scenario del conflitto, mettendo una parte maggiore della Russia nel raggio d’azione di potenti munizioni a guida di precisione. Manca tuttavia la decisione ufficiale. Sul campo continuano gli attacchi anche in territorio russo. Le autorità hanno riferito di un attacco ucraino contro una chiesa nella regione di confine di Belgorod. Secondo il governatore l’attacco è stato effettuato con un drone e ha colpito la cattedrale di San Nicola nella località di Gruzskoye, a sette chilometri di distanza dal confine con l’Ucraina. «Di conseguenza, la cupola della cattedrale ha preso fuoco». Intanto il presidente russo Putin ha terminato il suo viaggio in Mongolia senza essere arrestato, come era prevedibile. In una dichiarazione rilasciata a Politico Europe, un portavoce del governo della Mongolia ha affermato che il Paese si trova in una posizione di dipendenza energetica e che per questo non può arrestare Putin su mandato della Corte penale internazionale (Cpi) per i crimini di guerra in Ucraina. «La Mongolia importa il 95% dei suoi prodotti petroliferi e oltre il 20% dell’elettricità dalle nostre immediate vicinanze, che in passato hanno subito interruzioni per motivi tecnici. Questa fornitura è fondamentale per garantire la nostra esistenza e quella del nostro popolo», ha dichiarato il portavoce, che ha aggiunto: «La Mongolia ha sempre mantenuto una politica di neutralità in tutte le sue relazioni diplomatiche, come dimostrato dalle nostre dichiarazioni ufficiali fino a oggi».<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/zelensky-perde-altri-tre-minis-2669126194.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="londra-ferma-linvio-di-armi-a-israele" data-post-id="2669126194" data-published-at="1725435353" data-use-pagination="False"> Londra ferma l’invio di armi a Israele Migliaia di israeliani si sono radunati in tutto il Paese nella notte tra lunedì e martedì chiedendo un cessate il fuoco per favorire il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas. A Gerusalemme la polizia ha risposto in maniera molto dura contro i manifestanti e ha arrestato una decina di persone. Ieri il Global imams council, con sede a Najaf (Iraq), ha condannato «con fermezza» le azioni di Hamas, definendole «barbare e contrarie ai principi di umanità, agli insegnamenti religiosi e al diritto internazionale». La dichiarazione menziona specificamente l’uccisione dei sei ostaggi, tra cui un cittadino americano, Hersh Goldberg-Polin, in un tunnel a Rafah. Il Consiglio si esprime «con profonda tristezza e indignazione per questi atti, ribadendo la propria condanna degli omicidi atroci commessi». Si tratta di un fatto molto rilevante che mostra come Hamas (che ieri ha rilasciato altri video degli ostaggi ammazzati qualche giorno fa) e l’Iran non godano dei favori delle istituzioni musulmane serie ma solo dei fanatici che ammantano di religiosità le loro abiette azioni. Secondo quanto riportato dall’ufficio del primo ministro israeliano su X, dopo l’esecuzione dei sei ostaggi israeliani, il governo del Regno Unito ha sospeso 30 licenze di vendita di armi a Israele. L’ufficio di Benjamin Netanyahu ha descritto questa decisione come «vergognosa» e ha affermato che non cambierà la determinazione di Israele a sconfiggere Hamas, definita a giusta ragione «un’organizzazione terroristica genocida». La decisione del Regno Unito di sospendere le esportazioni di alcune armi verso Israele è stata motivata dal rischio che «queste possano essere utilizzate in violazione del diritto internazionale». Sempre a proposito di Gran Bretagna, Jeremy Corbyn, già leader del Partito laburista dal 2015 al 2020, insieme a quattro deputati musulmani, ha formato un nuovo gruppo pro Gaza alla Camera dei Comuni. Ci sono anche delle speculazioni sul fatto che questo nuovo gruppo parlamentare potrebbe diventare un partito politico guidato dallo stesso Corbyn. Capitolo ostaggi. Il rappresentante israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, ha annunciato che il Consiglio di sicurezza dell’Onu si riunisce oggi su sua richiesta urgente per discutere ufficialmente della situazione degli ostaggi detenuti a Gaza. In un tweet Danon ha sottolineato che è la prima volta che l’esecutivo dell’Onu affronta questa discussione dal 7 ottobre scorso e ha espresso la sua tristezza per il fatto che il Consiglio ha impiegato 11 mesi per affrontare la questione, e solo dopo la brutale uccisione di sei ostaggi da parte di Hamas. Secondo Nbc, Joe Biden questa settimana potrebbe presentare a Israele e ad Hamas «un accordo prendere o lasciare», con l’obiettivo di raggiungere un’intesa per un cessate il fuoco. Israele e l’Autorità nazionale palestinese (Anp) temono un attacco simile a quello del 7 ottobre in Cisgiordania. Una fonte della sicurezza israeliana ha riferito a Sky News Arabia che l’Anp, così come Israele, hanno elementi in mano che tengono alta la tensione. La fonte ha specificato che l’Anp teme che Hamas possa tentare un colpo di Stato contro di essa, come già avvenuto nella Striscia di Gaza. Intanto, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ucciso Ahmad Wadia, un comandante di Hamas a capo dell’incursione nel Kibbutz Netiv Hàasara il 7 ottobre scorso. Wadia era stato filmato mentre beveva una Coca Cola trovata in un frigorifero poco dopo aver ucciso un uomo davanti ai suoi figli durante l’incursione. In precedenza, l’esercito israeliano ha annunciato che aerei da combattimento dell’Idf hanno colpito nella città di Gaza un ex college utilizzato da Hamas come base per lanciare attacchi contro le truppe nella zona. L’Idf ha sottolineato di aver agito in modo mirato, attraverso informazioni di intelligence militare, dello Shin Bet e del Comando militare meridionale.
Brigitte Macron (Ansa)
Dei commenti malevoli nei confronti della first lady transalpina circolavano già poco tempo dopo la prima elezione di Emmanuel Macron all’Eliseo, nel 2017. Poi, nel 2021, su Youtube, è stato pubblicato un video che faceva insinuazioni nei confronti di Brigitte Macron. L’autrice del video, della durata di quattro ore, è Delphine J., conosciuta sui social con lo pseudonimo di Amandine Roy. Il video, successivamente cancellato, insinuava che Brigitte Macron non sarebbe mai esistita. Al suo posto ci sarebbe stato invece il fratello, Jean-Michel Trogneux. Sempre secondo queste illazioni, l’uomo avrebbe cambiato sesso e dato vita all’identità della première dame. Come riportato dalla tv pubblica France info, Delphine J. aveva dichiarato in un’udienza precedente che «in quanto donna anatomica» si era sentita «attaccata» dalla presunta identità transgender della moglie del presidente francese. Ieri, dopo la lettura della sentenza, la youtuber non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti, ma ha preferito lasciar parlare una delle sue sostenitrici che ha dichiarato: «Siamo in un sistema monarchico».
Bertrand Scholler, presentato come «gallerista» da vari media transalpini, tra i quali Bfm tv e Le Monde, è stato condannato a sei mesi di carcere con la condizionale per un fotomontaggio di Brigitte Macron, realizzato nel 2024. La reazione del condannato non si è fatta attendere. Uscendo dall’aula del tribunale Scholler ha dichiarato che «se ciò che dite non piace» allora «sarete condannati. È un fatto del principe!». E ancora che «in Francia non si ha più il diritto di pensare!»
Delphine J. e Scholler erano i soli imputati presenti ieri in tribunale. Mancava invece Aurélien Poirson-Atlan, noto sui social come Zoé Sagan e ritenuto colpevole per aver pubblicato dei testi su X riguardanti la moglie del presidente francese. Nelle fasi precedenti del processo, ha ricordato ancora il canale pubblico, Poirson-Atlan aveva affermato che esisteva un «segreto di Stato scioccante» che implicava «una pedofilia tollerata dallo Stato».
Come Poirson-Atlan mancavano dall’aula anche tutti gli altri imputati. In primo luogo Jean-Christophe P., condannato a sei mesi di carcere «puri» anche in relazione alla sua assenza all’udienza. Un quasi omonimo, Jean-Christophe D., è stato invece condannato semplicemente a partecipare ad uno stage di sensibilizzazione sui comportamenti da tenere su internet. Quest’ultimo era stato l’unico a presentare delle scuse a Brigitte Macron. Gli altri imputati, che hanno ottenuto la condizionale, erano Christelle L., Philippe D., Jean-Luc M., Jérôme A. e Jérôme C.
Come ricordato da Le Monde, il processo conclusosi con la sentenza di ieri non ha riguardato il giornalista Xavier Poussard, il cui caso è stato separato perché risiede a Milano. Il quotidiano francese ha scritto che Poussard, autore del best seller Becoming Brigitte (che tradotto in italiano significa «diventando Brigitte») è «l’altro grande istigatore della fake news di portata mondiale» contro la première dame. Tra l’altro, alcuni dei condannati di ieri avevano ripreso delle pubblicazioni di Poussard. I media francesi hanno ricordato anche la denuncia presentata da Macron e dalla moglie negli Stati Uniti contro l’influencer americana Candace Owens.
Domenica sera, Brigitte Macron era intervenuta al tg della prima rete privata francese, Tf1, per parlare di un’iniziativa solidale. La conduttrice le ha però posto delle domande sul processo, alle quali la première dame ha risposto: «mi batto costantemente. Voglio aiutare gli adolescenti a battersi contro il bullismo». La moglie del presidente ha anche detto che nessuno «toccherà la mia genealogia» perché «con questo non si scherza».
Continua a leggereRiduci
Ecco #DimmiLaVerità del 6 gennaio 2026. Il deputato della Lega Giampiero Zinzi commenta la falsa partenza di Fico in Campania tra incompatibilità e conflitti di interesse.
In questa puntata di Segreti si ricostruisce il delitto di Aurora a Milano: un omicidio brutale, preceduto da aggressioni, segnali ignorati e una lunga scia di precedenti. Un’analisi che mette al centro il profilo dell’assassino, le falle del sistema e una domanda che resta aperta: come è stato possibile che un soggetto così pericoloso fosse ancora libero di colpire?
iStock
La piccola exclave per decenni ha avuto un’economia particolarmente florida, basata sugli introiti del locale casinò, gestito da una società interamente partecipata dal Comune. Fino al 2018, quando il fallimento della casa da gioco (riaperta nel 2021 dopo l’omologa del concordato) ha trascinato l’ente locale in un dissesto milionario, come detto tuttora gestito da un organismo straordinario di liquidazione che affianca il lavoro dell’attuale primo cittadino, eletto nel 2020 dopo due anni di commissariamento.
Prima del tracollo di otto anni fa, i dipendenti comunali erano circa 120 (poco meno del 10% della popolazione), di cui una quarantina deputati ai controlli all’interno del casinò; adesso, il drastico taglio al budget comunale ha falcidiato il personale, ridotto a 15 unità, di cui due part-time. Ma gli stipendi d’oro, derivanti da una norma risalente agli anni Ottanta, basata sul fatto che la «particolare situazione geografica e il contesto economico svizzero in cui è inserito il Comune di Campione d’Italia ove la valuta corrente è il franco svizzero», stabiliva trattamento un economico dei dipendenti comunali con decorrenza 1° gennaio 1986, prevedendo un assegno ad personam da 4.000 a 5.000 franchi svizzeri, e assegno di exclave da 5.000 a 6.000 franchi per un totale mensile netto a dipendente fra gli 8.000 e i 13.000 franchi. A oggi una cifra che spazia all’incirca tra gli 8.000 e i 13.000 euro netti mensili.
Sulle nuove assunzioni Verda e Marchesini, hanno prodotto un’interrogazione a risposta scritta diretta al sindaco Roberto Canesi: «In un momento dove non si pagano gli arretrati degli ex dipendenti, dei pensionati, dei carabinieri, si cerca solo di favorire figure singole senza a nostro avviso una strategia, basti pensare che la pianta organica dal 1° gennaio 2026 passerà da 15 a 21, con cinque di loro componenti della polizia locale, tra cui addirittura marito e moglie, e la spesa passa da 2 milioni e 700.000 euro a 4 milioni e 700.000».
Secondo quanto risulta a La Verità tra i nuovi assunti ci sarebbe anche una persona che si era licenziata dopo il dissesto e che è stata riassunta direttamente, grazie a una norma che permette di far tornare nel posto di lavoro chi si era dimesso nei cinque anni precedenti. Anche su questo caso i due consiglieri di Campione 2.0 hanno presentato un’interrogazione. Anche perché, in virtù della procedura di dissesto, il Comune di Campione d’Italia, come prevede la normativa, riceve fondi da Roma. «Il contributo dello Stato a Campione d’Italia è di 10 milioni di euro, la metà viene spesa per tutti i dipendenti», spiega a La Verità il consigliere Verda. In passato i maxi stipendi venivano coperti dai proventi che generava il casinò, che riempivano le casse del Comune, con cifre che oscillavano, prima del 2018, tra i 40 e i 50 milioni di euro.
L’ente locale è tuttora l’azionista unico della società partecipata che gestisce la casa da gioco. Ma con l’entrata in vigore del concordato, indispensabile per sanare il debito da circa 132 milioni di euro della casa da gioco, quest’ultima paga al Comune una somma fissa per tutta la durata della procedura. Si parte dai 500.000 euro del 2022, per arrivare ai 2,5 milioni che la casa da gioco verserà nel 2026 e 2027. Detto in parole povere, senza il contributo di Stato, il Comune probabilmente farebbe fatica a pagare gli stipendi. Ma c’è di più. Il dissesto di un Comune impone vincoli che rendono pressoché impossibile assumere nuovo personale. E anche su questo argomento la tensione tra la maggioranza e l’opposizione è alle stelle. Per quest’ultima, infatti, se da un lato è vero che esiste il decreto ministeriale del 24 dicembre 2021 di approvazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2018-2022, dall’altro c’è stato in seguito l’esito negativo del controllo della Corte dei Conti e la decisione delle Sezioni riunite che porterebbero a escludere che il Comune possa qualificarsi come dotato di un bilancio stabilmente riequilibrato.
Di conseguenza, l’ente sarebbe ancora in dissesto. A rafforzare la teoria degli esponenti di Campione 2.0 anche il fatto che l’Osl sia ancora attivo, tanto che l’ultima delibera firmata dal commissario porta la data del 17 dicembre 2025.
I due consiglieri di opposizione chiedono all’amministrazione chiarezza anche sulle conseguenze delle assunzioni, convinti che, per espressa giurisprudenza contabile, l’ente non possa disporre di un numero di dipendenti superiore al rapporto massimo previsto dalla legge in relazione agli abitanti, che sarebbe di 15 posizioni professionali. Un tetto che, già con la prima assunzione, verrebbe sforato. Secondo quanto risulta a La Verità, Verda e Marchesini, per fare chiarezza sulla vicenda, starebbero anche valutando di presentare una denuncia alla magistratura.
Continua a leggereRiduci