«Gli Stati responsabili per i danni». Lo scaricabarile di Ursula sulle fiale
Ursula von der Leyen (Ansa)
La Von der Leyen e Speranza si sconfessano a vicenda sulla firma dei contratti.

Ora che in tutto il mondo è cominciato il fuggi fuggi dai vaccini anti Covid, è scattato anche lo scaricabarile. Lunedì scorso, un giornalista olandese ha avvicinato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen domandandole a bruciapelo: «Perché ha rimosso gli sms che aveva scambiato con l’amministratore delegato di Pfizer per negoziare il prezzo dei vaccini?». La presidente ha buttato la palla in tribuna: «In Commissione abbiamo parlato dei vaccini, che hanno salvato la vita agli europei». «Lei sapeva degli effetti collaterali quando ha rimosso quegli sms?», l’ha incalzata il cronista. La risposta di Von der Leyen è stata surreale: «In realtà sono stati i Paesi membri – che hanno accettato le condizioni – a firmare il contratto e a pagare ognuno la propria parte», ha detto, rovesciando sui governi Ue la responsabilità di quella discutibile firma.

Peccato che, al Tribunale dei ministri, che poche settimane fa lo interrogava proprio sulla sottoscrizione del costoso contratto con Pfizer, il nostro ex ministro della Salute l’abbia clamorosamente smentita, negando con fermezza qualsiasi implicazione dei governi nazionali. «Noi abbiamo rinunciato a una trattativa individuale come Paese», ha spiegato Roberto Speranza ai magistrati lo scorso 3 febbraio. L’ex ministro ha poi tenuto a precisare che «noi non abbiamo mai firmato un contratto, cioè io personalmente non ho firmato contratti, non ho fatto trattative, perché sono state delegate alla Commissione europea». E, per fugare ogni dubbio ha aggiunto: «Personalmente non ho mai firmato contratti con aziende farmaceutiche». Ma lo scaricabarile su Bruxelles di Speranza è tornato oggi al mittente: al «chiedete a Von der Leyen», la presidente ha replicato «chiedete agli Stati membri». Ma come, quella dei vaccini non era stata la storia di un grande successo? Perché adesso tutti si dissociano? E chi ha firmato, allora, questi contratti? C’è chi, come Gianni Rezza, ex dg Prevenzione al ministero della Salute nel 2020, ha dichiarato di «aver ceduto la propria password chiedendo a chi doveva di vedere i contratti», per timore di possibili rappresaglie legali se fossero uscite notizie coperte dal segreto imposto dalla Commissione. Quel che è certo è che i protocolli burocratici concepiti negli ultimi cinquant’anni a Bruxelles sono serviti a deresponsabilizzare l’intera classe politica: l’accountability è ormai un miraggio. E se qualcuno ha lavorato su quei contratti, si difenderà sostenendo ciò che ha dichiarato Speranza ai giudici: «Non era di mia competenza».

Da non perdere

Occhio: l’Ue è peggio di Trump
Europa a pezzi

Occhio: l’Ue è peggio di Trump

Dopo lo scontro, piovono prediche e suggerimenti al premier perché rompa con gli Usa: una follia economica e politica. Il cui vero obiettivo è far tornare l’Italia sotto il controllo di Bruxelles, e di quello sì c’è da aver paura.…

L’Europa brucia l’IA sull’altare del green
Europa a pezzi

L’Europa brucia l’IA sull’altare del green

Poco più di un anno dopo aver lanciato in pompa magna il piano per fare dell’Europa un continente dell’Intelligenza artificiale, l’Unione europea ne ha già ridimensionato il pilastro infrastrutturale. Le gare d’appalto per la costruzione di data center che dovrebbero…

L’ennesima fregatura rifilataci dai 5 stelle
Europa a pezzi

L’ennesima fregatura rifilataci dai 5 stelle

«Che il Pnrr non contenesse fondi gratis è un fatto noto, almeno lontano dai livelli più modesti di qualche propaganda politica. I suoi costi però cominciano ora ad assumere una forma definita». A scrivere la frase che avete appena letto…