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Tra le penne di «Repubblica» volano coltellate

Tra le penne di «Repubblica» volano coltellate
Ansa
  • Un'inchiesta su Cosimo Ferri (Pd) firmata da Carlo Bonini e Giuliano Foschini fa infuriare il collega Francesco Viviano: «Quanti santi ha in paradiso uno che mi ha registrato e mi ha fatto condannare per uno scoop?». Il giornalista accusato ha legami con Gianrico Carofiglio.
  • Luca Lotti nega le fughe di notizie. Spuntano nuove cene con i pm. Il fedelissimo di Matteo Renzi: «Non potevo sapere di Consip». Ma c'è qualcosa che non torna.

Lo speciale comprende due articoli.

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«The Rip - Soldi sporchi»: Damon e Affleck protagonisti del nuovo action Netflix
«The Rip - Soldi sporchi» (Netflix)

Ha debuttato ieri su Netflix The Rip - Soldi sporchi, action diretto da Joe Carnahan. Matt Damon e Ben Affleck interpretano due poliziotti a Miami alle prese con un ritrovamento di denaro che mette alla prova le loro ambizioni e la natura umana.

L'annuncio, ufficiale, risale al settembre scorso. La dirigenza di Netflix, nell'appuntamento ormai consueto con quel che chiama Tudum, ha detto avrebbe riunito Matt Damon e Ben Affleck, ponendo entrambi sotto l'egida di Joe Carnahan. Tanto, allora, è bastato a fare dell'annuncio una notizia, della notizia una data cerchiata a penna sul calendario di ogni amante degli action-movie. The Rip - Soldi sporchi, un trailer rilasciato solo pochi giorni fa, s'è assicurato un posto di rilievo nella categoria dei titoli più attesi del 2026. Il tutto, senza avere niente più che dei nomi a trainare la pellicola.

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G7, Guttuso e Wojtyla: l’apoteosi di Boscarato
Dino Boscarato (Ansa)
Ultima puntata sulla vita di «sior» Dino e del suo ristorante di Mestre, una calamita per celebrità e artisti di fama mondiale L’imprenditore si trova coinvolto nell’accoglienza dei grandi della Terra al summit di Venezia. E sfama pure Giovanni Paolo II.

Ultima puntata sulla vita di Dino Boscarato. Nella varia e curiosa antologia del centinaio di serate organizzate per «A tavola con l’autore», con personaggi del calibro di Mario Soldati, Carlo Sgorlon, Giovanni Spadolini, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, non potevano mancare eccellenze di livello internazionale, come ad esempio l’argentino Jorge Luis Borges. Qui la sfida era tosta, coniugare con elegante originalità la sua cucina sudamericana con la terra veneziana. Una felice sintesi con i ravioli alla Borges (pasta italiana ripiena di pescato argentino, un misto di pesci marini e d’acqua dolce), churrasco, un festival di carni diverse, ovine, suine, vaccine, lavorate alla griglia e, a chiudere il tutto, un turbante di banane. Nel suo diario, affidato a cassette registrate negli ultimi mesi di vita, così lo descrisse sior Dino: «Ero felicissimo di questo menù dove ho riversato ricordi ed emozioni delle mie letture adolescenziali, in cui i libri di Borges erano un rifugio magico e misterioso». Peccato che il maestro, quella sera, ebbe un malessere e dovette accontentarsi di un brodetto nella sua stanza d’albergo, degnamente rappresentato, comunque, davanti ai numerosi ospiti dalla sua bella compagna di allora, la scrittrice María Kodama.

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La «Gen Z» sarà diventata adulta a Crans Montana?
Getty Images
I giovani possono trarre una lezione: capire che esistono perfino gestori che fuggono con la cassa e politici che fanno gli gnorri.

Questo Cameo è stato scritto due settimane dopo l’evento, quando tutta la fuffa comunicazionale dei primi giorni si era già depositata, ricoperta da neve fresca sullo scheletro lurido del Le Constellation. C’est la vie!

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Di nuovo Lady Golpe. Rischia il processo per la denuncia fatta contro il colonnello
Donatella Di Cesare (Imagoeconomica)
Chiesto il rinvio per Donatella Di Rosa: è accusata di calunnia nei confronti del militare che le spediva foto e video piccanti.

Sesso, bugie e videotape con una spruzzata di terrorismo neofascista. Lady Golpe, al secolo Donatella Di Rosa, trent’anni dopo avere denunciato un inesistente colpo di Stato e avere subito una pesante condanna per calunnia, ci sarebbe ricascata: la Procura di Roma ha chiesto per lei il rinvio a giudizio per un’altra presunta infondata accusa, questa volta nei confronti del colonnello dei carabinieri in congedo Massimo Giraudo (candidato dai 5 stelle in commissione Antimafia come consulente), il quale stava raccogliendo la sua testimonianza nel processo bresciano per la strage di Piazza della Loggia.

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