dazi trump

{{ subpage.title }}

Trump alza i dazi sulle auto al 25%. Stavolta è anche colpa dell’Europa
Donald Trump (Ansa)
Gli Usa seccati perché Bruxelles deve ancora attuare l’accordo quadro raggiunto lo scorso luglio in Scozia. Il ritardo dovuto pure alle tensioni (esterne al patto) sulla Groenlandia. L’«inaffidabile» non è solo Donald Trump.

Donald Trump ha annunciato un aumento dei dazi sulle auto e sui camion europei esportati negli Stati Uniti dal 15 al 25%. La misura dovrebbe entrare in vigore la prossima settimana e non si applicherà ai veicoli prodotti negli stabilimenti americani. La decisione arriva dopo mesi di tensioni sull’accordo commerciale raggiunto lo scorso anno in Scozia tra Trump e Ursula von der Leyen.

Continua a leggereRiduci
Repubblicani, diplomazia e pazienza. I tre antidoti al caos sulle tariffe
Donald Trump (Ansa)
Il Gop potrebbe bocciare i nuovi rincari. L’incertezza però va superata entro due mesi.

La reazione di Donald Trump alla sentenza della Corte Suprema statunitense che ha negato il suo potere esclusivo di imporre dazi senza approvazione del Congresso è stata quella di firmare venerdì una tariffa aggiuntiva del 10% a tutte le importazioni, a partire dal 24 febbraio, per un periodo di 5 mesi eventualmente prorogabile dal Congresso stesso. Ieri ha cambiato idea e ha aumentato il dazio aggiuntivo al 15%.

Continua a leggereRiduci
La Corte Suprema boccia i dazi di Trump
Donald Trump (Getty Images)
Il massimo organo giudiziario statunitense, accusato di essere fedele al tycoon, annulla la decisione simbolo di The Donald: «Non può imporli». L’inquilino della Casa Bianca però tuona: «Influenze straniere». E punta a una tariffa globale al 10%.

Schiaffo della Corte Suprema a Donald Trump. Ieri, con una decisione di 6 contro 3, il massimo organo giudiziario statunitense ha annullato i dazi che il presidente aveva imposto ai sensi dell’International emergency economic powers act (Ieepa). «Lo Ieepa autorizza il presidente a “indagare, bloccare durante la pendenza di un’indagine, regolamentare, dirigere e obbligare, annullare, invalidare, impedire o proibire l’importazione o l’esportazione”. Assente da questo lungo elenco di poteri specifici è qualsiasi riferimento a tariffe o dazi.

Continua a leggereRiduci
Usa: il destino di una parte dei dazi è nelle mani della Corte Suprema
Donald Trump (Ansa)

La Corte Suprema degli Stati Uniti si appresta a pronunciarsi sulla legittimità di una parte dei dazi, che sono stati imposti da Donald Trump: si tratterà di una decisione dalla portata storica.

Al centro del contenzioso sono finite le tariffe che il presidente americano ha comminato ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa). In tal senso, la questione riguarda i dazi imposti per il traffico di fentanyl e quelli che l’inquilino della Casa Bianca ha battezzato ad aprile come “reciproci”. È infatti contro queste tariffe che hanno fatto ricorso alcune aziende e una dozzina di Stati. E, finora, i tribunali di grado inferiore hanno dato torto alla Casa Bianca. I vari casi sono quindi stati accorpati dalla Corte Suprema che, a settembre, ha deciso di valutarli. E così, mercoledì scorso, i togati hanno ospitato il dibattimento sulla questione tra gli avvocati delle parti. Adesso, si attende la decisione finale, che non è tuttavia chiaro quando sarà emessa: solitamente, la Corte Suprema impiega dai tre ai sei mesi dal dibattimento per pronunciarsi. Non è tuttavia escluso che, vista la delicatezza e l’urgenza del dossier in esame, possa stavolta accelerare i tempi.

Continua a leggereRiduci
  • Il pronosticato crollo non c’è stato, anzi: gli States crescono molto più dell’Ue. E grazie alle tariffe incasseranno fino 267 miliardi. La mossa (sottovalutata) sulle stablecoin.
  • Dagli ordini esecutivi ai regolamenti, ormai si fa ricorso contro ogni atto dell’esecutivo.

Lo speciale contiene due articoli

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy