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Come visitare le attrazioni turistiche più belle al mondo senza fare code

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Visitare le attrazioni più gettonate del mondo può essere complicato: attese infinite, biglietti esauriti, necessità di programmare il tutto con largo anticipo. In aiuto ai viaggiatori arriva la tecnologia, con trucchi e app create ad hoc per eliminare lo stress da prenotazione.


Ci sono la Torre Eiffel, il Taj Mahal, il Colosseo, ma anche Disneyland Paris, Pompei e il Moma di New York. Tra i luoghi più condivisi su Instagram sono presenti alcune delle maggiori attrazioni turistiche al mondo. Non solo musei, come il nuovo Borderless Lab di Tokyo che raccoglie ogni giorno migliaia di visitatori con code all'ingresso anche di un ora, ma anche bellezze antiche, come il Partenone, da sempre considerato uno dei luoghi più affascinanti del mondo.

Spesso però, visitare una qualsiasi di queste attrazioni si rivela essere una missione impossibile. Biglietti finiti, code di ore - spesso sotto il sole, l'assenza quasi totale di informazioni o tour guidati.

Per sopperire a queste mancanze, arriva in soccorso la tecnologia. Motori di ricerca innovativi, app che si improvvisano audioguide o addirittura, guidano alla scoperta di rovine attraverso ricostruzioni quasi perfette in 3d.

Tra le app essenziali per i viaggiatori curiosi di tutto il mondo c'è Vivi.City, un motore di ricerca tutto italiano nato nel 2015, il cui unico obiettivo è quello di aiutare i turisti a esaudire la loro sete di conoscenza. Vivi City permette, in base al budget o alle preferenze, di comparare tour guidati, esperienze di viaggio e biglietti salta la coda per le attrazioni più importanti al mondo, evitare così sprechi di tempo durante una vacanza o un viaggio.

L'obiettivo è offrire agli utenti un'unica piattaforma, disponibile in 9 lingue, dove poter confrontare e prenotare in tutta sicurezza senza difficoltà. Il suo utilizzo è molto semplice: cerca, confronta e prenota. All'interno sono presenti oltre 300.000 attività tra cui cercare, dai biglietti salta la coda per i musei più importanti al mondo, a un safari nel deserto del Sahara.

Un esempio? A Milano risulta quasi impossibile ai più visitare il Cenacolo di Leonardo Da Vinci. I biglietti, pochissimi ogni giorno, vanno a ruba e devono essere prenotati con mesi di anticipo, in determinate fasce orarie, alla biglietteria cittadina o online in un lasso di tempo strettissimo. Con Vivi.City, invece, non sono riuscirete ad acquistare i ticket senza sforzo ma anche a visitare uno dei pezzi d'arte più belli e significativi con una guida che, nella vostra lingua, vi descriverà la storia del capolavoro.

Dopo voli e hotel, il settore dei tour e attività di viaggio è quello che sta vedendo la maggior crescita nel mercato travel. Secondo i dati Phocuswright, tuttavia, l'80% delle prenotazioni avviene ancora offline, con processi molto spesso frammentati e non digitalizzati.

Taj Mahal, Agra 

D’accordo, le feste non sono ancora terminate, ma di sicuro un po’ di avanzi li avete già accumulati e, soprattutto pensando al cenone di San Silvestro, potete dare prova – stupendo gli ospiti – di una insospettata abilità di pasticceria semplicemente dedicandovi a uno dei dolci più tradizionali d’Italia che in questo caso trattiamo alla fiorentina, cioè a forma di zuccotto, con anche una finalità anti-spreco.
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Il blitz Usa in Nigeria si lega al piano Mattei
Getty Images
I raid di Trump verso l’Isis riguardano un’area sensibile nella quale gli Stati Uniti stanno intervenendo sempre più spesso per sfidare i cinesi. Strategia che si incastra alla perfezione con i programmi del governo italiano per il Continente nero.

Molti hanno commentato l’intervento militare di Washington contro formazioni islamiste affiliate all’Isis-Africa nel Nordest della Nigeria come evento generato da motivi di politica interna americana – recuperare il consenso della componente dei repubblicani cristiani, scossa dallo scandalo Epstein, da parte di Donald Trump – e come più simbolico che concreto. Che la scelta di bombardare a Natale uccisori di cristiani abbia avuto un motivo di «gestione simbolica» è probabile. Ma che sia l’unico o il principale motivo dell’azione militare non lo è. La strategia statunitense ha un obiettivo molto più ampio: contrastare l’influenza della Cina sul Sud globale, in particolare Africa e Sudamerica.

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Nigeria, dalle ceneri di Boko Haram è nata una milizia più organizzata
Soldati nigeriani dopo un'operazione contro i terroristi di Boko Haram in un campo terroristico a Borno, in Nigeria, nel 2016 (Getty Images)
I terroristi africani hanno un alleato in più: la corruzione che indebolisce gli Stati.

La Nigeria prova a rafforzare il proprio dispositivo militare contro il jihadismo armato e si rivolge agli Stati Uniti per colmare un deficit operativo che da anni compromette la sicurezza del Nord del Paese. Il presidente Bola Tinubu ha confermato l’ordine di quattro elicotteri d’attacco di fabbricazione americana, chiarendo però che le consegne richiederanno tempo. Proprio per ridurre questo vuoto temporale, Abuja ha avviato canali paralleli anche con la Turchia (molto attiva nell’area), nel tentativo di accelerare l’accesso a capacità aeree considerate cruciali nella lotta ai gruppi jihadisti. La mossa arriva mentre cresce la pressione internazionale.

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Il volto nascosto del «pacifico architetto»
Mohammad Hannoun (Ansa)
Mohammad Hannoun rifiutava l’accostamento con i terroristi: «Mai lanciato bombe, sono una persona perbene». Negli atti, tuttavia, gli inquirenti hanno documentato un’altra storia: legami solidi con i capi di Hamas ed entusiasmo per gli attentati.

A proposito delle decennali contestazioni di contiguità con il terrorismo di Hamas, con La Verità, due anni fa, l’architetto giordano Mohammad Hannoun si era infastidito: «Tutte le accuse che provengono da Israele non mi fanno né caldo, né freddo perché si tratta di un criminale che accusa una persona civile come me di terrorismo. Io non ho mai lanciato un missile o una bomba, vivo da persona perbene. Il mio compito è smascherare la faccia criminale dell’entità sionista e questo lo farò per sempre». L’ordinanza di custodia cautelare in carcere che lo ha raggiunto ieri racconta, però, tutta un’altra storia. Dietro al professionista (in)sospettabile si nascondeva un militante che conosceva da dentro il mondo di Hamas e lo finanziava a colpi di milioni di euro.

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