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Vale la pena lottare per gli iraniani

Vale la pena lottare per gli iraniani
Ansa
Il popolo persiano non è mai stato domato. Il libro di uno dei suoi scrittori spiega perché il fondamentalismo religioso che lo opprime è ancora più pericoloso del comunismo.

L’Iran non sta perdendo la guerra. Non ci sono i segnali di crollo che si erano verificati in Libia e in Iraq dopo i primi giorni. L’Iran si è preparato per decenni alla guerra ed è in grado di resistere. Se una parte della sua popolazione vuole la libertà dallo Stato islamico anche a costo della morte, è indubbio che un’altra parte sia disposta a combattere per lo Stato islamico fino alla morte. D’altronde, quattro decenni di indottrinamento non possono essere passati invano. La domanda è: «Perché attaccare l’Iran?» Chi ce lo fa fare di far morire un po’ di gente, aumentare le distruzioni, prendere a calci le nostra già scalcinate economie? L’Iran è un Paese atroce e ingiusto. Innegabile. Lo è anche la Corea del Nord, se per questo. Non è la stessa cosa. La risposta a queste domande esiste. Vale la pena di fare la guerra all’Iran anche a costo di morti e distruzioni, anche a costo di povertà, esattamente come valeva la pena di combattere Hitler. Lo spiega un iraniano.

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Il gruppo voleva rilanciare la mobilitazione in favore di Alfredo Cospito , detenuto al 41 bis. Cinque persone in carcere e due ai domiciliari.

«Io me sento che con grossa fatica, che qualcosa tocca fa’ […] costringere un po’ lo Stato a fa’ i conti che tenere un anarchico in 41 bis è comunque avecce rotture de scatole!».

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Addio a Camillo Ruini, il cardinale dei princìpi non negoziabili
Il cardinale Camillo Ruini (Getty Images)

È morto a 95 anni il cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei dal 1991 al 2007 e protagonista della vita pubblica del cattolicesimo italiano. Il rapporto con Giovanni Paolo II, il contributo all'elezione di Benedetto XVI e le grandi battaglie culturali che hanno segnato la sua epoca.

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Alla scuola di Cesena bisognerebbe dare zero in imparzialità agli insegnanti
iStock
Sei in condotta e obbligo di scrivere un componimento dal titolo: «Gli africani siamo noi» per lo striscione «l’Italia agli italiani».

Penso che quella del consiglio di classe del liceo «Vincenzo Monti» di Cesena, che ha comminato un 6 in condotta e la richiesta di preparare un componimento sul titolo Gli africani siamo noi, sia la punta di un ben più grosso e sommerso iceberg di cui non ci si azzarda a parlare: la scuola pubblica ha fatto il suo tempo e sarebbe ora che fosse smantellata.

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«Lombardia centro dell’innovazione». Piano da 255 milioni per ispirare la Ue
Guido Guidesi (Imagoeconomica)
Guidesi vara il pacchetto industriale con incentivi e contributi a sostegno della transizione digitale. Focus anche sulle Pmi.

Nella sfida dell’innovazione tecnologia la Regione Lombardia conferma il proprio ruolo da protagonista europeo. L’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, ieri ha presentato il «Pacchetto Innovazione» confermando un intervento strutturale da 255 milioni di euro che segna un cambio di paradigma.

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