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Pur di imporsi a Venezia, il Pd consegna la città ai bengalesi
iStock
Sono sei i musulmani nella lista del candidato sindaco dem. Le loro foto sui «santini»: velo islamico e scritte indecifrabili.

«Una squadra di donne e uomini competenti, che vivono ogni giorno la nostra città. Persone che la conoscono e che hanno una cosa in comune: la voglia vera di cambiare Venezia», dichiarava il 21 aprile il candidato sindaco di Venezia per il Pd, Andrea Martella, classe 1968, presentando la sua squadra. All’interno della compagine, sei bengalesi: Kamrul Syed e Rhitu Miah per il consiglio comunale del capoluogo; Ali Afay e Sumiya Begum per la municipalità di Mestre-Carpenedo; Tanzima Akter Nisha per quella di Chirignago-Zelarino e Ali Hossain per Favaro Veneto.

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Pizzo islamico per la moschea
(IStock)

L’inviata di «Fuori dal coro» scopre che moltissimi bengalesi che vivono a Monfalcone ogni mese sono costretti a cedere metà del loro stipendio a personaggi che ruotano intorno all’imam. Il cui collaboratore ha una condanna per caporalato. Ma va in Regione col Pd.

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