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I creatori dei vaccini anti Covid ammettono: «Danni e tossicità»

  • I dati del Viminale mostrano il rialzo dei reati minorili dopo la pandemia. Gli psicologi: «Le chiusure furono un trauma collettivo, con conseguenze anche sull’aggressività».
  • Mentre si inizia a discutere sulle criticità dei sieri e all’estero governi e media hanno fatto mea culpa, il nostro ex ministro Roberto Speranza e compagnia rivendicano ogni errore. Negando la realtà.
  • La ricerca di tre ex farmacologi del colosso: «I preparati a mRna sono potenzialmente nocivi». E sottolinea la necessità di ridurne i pericoli. La conferma che a miliardi di persone sono stati iniettati prodotti non sicuri.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Giudici contro Nordio e il Garante perché si occupano dei Trevallion
Carlo Nordio (Ansa)
Entrata a gamba tesa dei magistrati, proprio ora che la mediazione sta dando frutti.

«Vietato parlare al conducente». Il cartello consunto che ancora si legge su qualche corriera arrugginita in Valmasino o in Cilento è la stella polare del sistema giudiziario italiano, dove la dialettica è un optional e il diritto di critica vale solo a senso unico.

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Sono le élite che guidano le proteste. E così pure Starmer può cavarsela
Keir Starmer (Ansa)
Nelle manifestazioni non è espressa la volontà popolare, ma è il potere che tesse la tela.

Da quando, con la Pandemia, l’Occidente ha scelto di instaurare la biopolitica, sempre più persone si sono viste costrette a utilizzare categorie novecentesche per comprendere eventi di nuovo tipo, frutto di dinamiche altre, inedite e sino a quel momento soltanto ipotizzate.

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Vannacci inventa «l’immigraticidio»
Roberto Vannacci (Imagoeconomica)
Nuova provocazione del generale, che prosegue la sua critica al reato di femminicidio. E sulle alleanze spiega: «Non ho alzato io i muri, ma gli esponenti di centrodestra».

Dacci oggi le ultime vannacciate quotidiane. Non passa giorno che il generale Roberto Vannacci non ne spari una delle sue.

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Cella piccola e carcere affollato. Sconto di pena al pedofilo pakistano
Il carcere La Dogaia di Prato (Ansa)
Lo straniero era dentro per violenza su minore, ma uscirà prima e con un mini risarcimento in denaro. Il tema delle condizioni dei penitenziari, spesso indegne, è reale, ma lo è anche quello della sicurezza.

Un sessantunenne pachistano, che sta scontando la pena in seguito alla condanna a 12 anni per violenza su minore, quando uscirà dal carcere della Dogaia di Prato potrà usufruire di uno sconto di pena di 199 giorni per le condizioni «degradanti» e «disumane» durante il periodo di detenzione.

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